Secondo la Cassazione (sentenza sentenza n. 1990/2016), i balconi in condominio, anche aggettanti, si possono considerare beni comuni quando si inseriscono nel prospetto dell’edificio condominiale e lo rendono esteticamente migliore.

Alcune parti dei balconi, anche aggettanti, quando si inseriscono nel prospetto dell’edificio condominiale e contribuiscono a renderlo esteticamente gradevole, devono essere considerati beni comuni.

L’articolo 1130 n. 4 del Codice civile, che attribuisce all’amministratore del condominio il potere di compiere gli atti conservativi delle parti comuni, deve essere interpretato in maniera estensiva. Per questo motivo, rientrano in quegli atti conservativi che possono essere fatti dall’amministratore anche quegli atti che pur interessando parti individuali si rendono necessari per intervenire sulle parti comuni.

I balconi aggettanti, essendo un “prolungamento” dell’unità immobiliare corrispondente, appartengono in via esclusiva al proprietario dell’unità immobiliare stessa. Solo i rivestimenti e gli elementi decorativi della parte frontale e di quella inferiore sono beni comuni a tutti, nel caso si inseriscono nel prospetto del condominio e contribuiscono a renderlo esteticamente gradevole.

 

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