Dopo la vittoria del SI al Referendum BrExit della settimana scorsa, studenti, professionisti e imprese potranno trovarsi di fronte a nuove regole. Le direttive europee recepite nell’ordinamento britannico con leggi nazionali resteranno valide, a meno che non vengano modificate internamente. L’uscita dall’Europa non implica la cancellazione automatica delle norme per l’efficienza o sul riconoscimento dei titoli di studio esteri. Il Parlamento inglese potrà però modificare queste leggi perché l’Unione Europea non potrà impedirlo.

Rimangono alcune domande da fare. Quali opportunità di lavoro ci saranno? I Professionisti si vedranno ancora riconoisciute le qualifiche? Quanto costeranno i materiali edili? Potrebbero cambiare le regole per la costruzione degli edifici: ci sarebbero conseguenze per i Progettisti. Per gli studenti, le tasse universitarie potrebbero aumentare.

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BrExit, progettazione ed efficienza energetica

Chi si occupa di progettazione in Europa si confronta con gli “Eurocodici”, cioè norme criteri di calcolo per la progettazione strutturale comuni ed adottabili anche all’estero. Il Comitato europeo di normazione (CEN) produce norme tecniche in collaborazione con enti normativi nazionali e sovranazionali (come ISO). La Direttiva 2010/31/UE riguarda la prestazione energetica in edilizia negli “edifici a energia quasi zero” lo standard per la sostenibilità delle costruzioni.
Con l’uscita dall’Ue i vincoli dettati dalle norme europee (sempre considerati troppo vincolanti dagli euroscettici) si potrebbero allentare.

 

BrExit e qualifiche professionali

La Direttiva 2013/55/UE sul riconoscimento delle qualifiche professionali resta invariata ma naturalmente il Parlamento britannico potrebbe modificare le leggi con cui è stata recepita. Molti professionisti che hanno fatto corsi riconosciuti dall’Unione Europea potrebbero avere difficoltà a lavorare in Inghilterra. Un test sulle competenze linguistiche un permesso di lavoro: queste le cose che potrebbero essere richieste.

La Convenzione di Vienna del 1969 tutela gli status già acquisiti, quindi le richieste probabilmente coinvolgeranno chi si deve ancora trasferire. Non dovrebbe cambiar niente per chi già lavora e risiede in GB.

 

BrExit e materiali per costruire

La sterlina si è deprezzata. I prodotti della Gran Bretagna potrebbero quindi risultare più convenienti sui mercati internazionali. A fare da contrappeso a questa situazione ci sarebbero però i dazi e l’Iva da pagare alla dogana.

 

BrExit e appalti

La Gran Bretagna sarebbe esclusa dalle gare d’appalto europee, cioè quelle di importo superiore alla soglia comunitaria (5.225.000 euro per i lavori, 135.000 euro per i servizi e i concorsi di progettazione aggiudicati dalle amministrazioni governative, 209.000 euro per i servizi e i concorsi di progettazione aggiudicati dalle altre amministrazioni).

 

BrExit e Università

Sono tanti gli studenti provenienti da tutta Europa che frequentano le università britanniche. L’appartenenza all’Unione Europea finora li ha agevolati perché, per effetto della Direttiva 2004/38/CE (libertà di circolazione e soggiorno negli Stati membri), hanno pagato le tasse come se fossero stati inglesi. Per gli studenti extra UE vale una tassazione quasi doppia. Tra poco potrà non essere più così. Inoltre, le università inglesi perderebbero i fondi europei per la ricerca.

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