Anche se il governo britannico ha avuto un ruolo di primo piano nel successo globale dei negoziati per gli accordi sul clima di Parigi, dopo l’esito del referendum sulla BrExit la partecipazione della Gran Bretagna all’accordo è ora in dubbio. Giusto sei mesi fa, il governo britannico è stato elogiato per il suo ruolo chiave durante i negoziati dell’accordo sul cambiamento climatico a Parigi, il primo accordo giuridicamente vincolante sulla riduzione delle emissioni di carbonio e firmato da tutti i 195 paesi delle Nazioni Unite.

Ma, dopo il voto della scorsa settimana a favore della BrExit, ovvero l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, la possibilità per il Regno Unito di partecipare a un accordo di tale importanza sembra lontano più che mai. Quando e come il Regno Unito ratificherà l’accordo di Parigi? Quali implicazioni potrebbe avere la vittoria della campagna a favore della BrExit in tutto il mondo in termini di cambiamento climatico?

“C’è il rischio che la ratifica EU dell’accordo di Parigi finisca nel dimenticatoio”, ha detto venerdì scorso Jonathan Grant, direttore della sostenibilità presso PwC, al giornale Britannico The Guardian.”Il risultato di oggi è una grande sconfitta per il tipo di collaborazione necessario ad affrontare le questioni ambientali globali come il cambiamento climatico. Il governo britannico è stato un campione a favore di un’azione per il clima a livello nazionale, europeo e internazionale. Questa leadership è a rischio, con molti sostenitori della Brexit contrari anche a politiche climatiche quali la Carbon tax e la creazione di standard di efficienza”.

L’accordo prevede:
– Aumento della temperatura globale sotto i 2 gradi: le emissioni devono cominciare a calare dal 2020.
– Controllo degli obiettivi ogni cinque anni.
– Fondi per l’energia pulita nei paesi di vecchia industrializzazione per diffondere in tutto il mondo le tecnologie verdi e decarbonizzare
l’economia.
– Rimborsi per compensare le perdite causate dai cambiamenti climatici nei paesi più vulnerabili dal punto di vista geografico.

Anche se il Regno Unito è individualmente, in quanto nazione sovrana, parte dell’accordo, quest’ultimo non è ancora stato ratificato né dal governo britannico né dall’UE. Quindi, come conseguenza dell’esito del referendum sulla BrExit, spetterà al prossimo primo ministro, probabilmente membro del partito degli euroscettici, di decidere sull’opportunità di ratificarlo o meno.

Tuttavia, è il segnale che il voto del referendum sulla BrExit invia al resto del mondo: è una fonte di preoccupazione per i fautori del patto.

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