Contabilizzazione indiretta del calore: protocollo aperto o chiuso?

Il 6 luglio 2016 si è tenuto a Roma il Convegno “Termoregolazione e contabilizzazione in condominio. Ruolo e responsabilità dell’amministratore, decisioni assembleari, nuova procedura per la ripartizione delle spese di riscaldamento e soluzioni tecniche“.

Uno dei relatori che affronteranno i temi legati alla termoregolazione e alla contabilizzazione del calore è Luca Raimondo, Architetto libero professionista e si occupa di progettazione, valutazione e certificazione di edifici eco-compatibili e ad elevata efficienza energetica. L’abbiamo intervistato.

ISCRIVITI AL CONVEGNO DI ROMA.

Leggi anche Contabilizzazione del calore, come fare per essere in regola.

 

Contabilizzazione del calore: risparmio energetico e nuova norma UNI

1) La nuova norma UNI 10200:2015 ha portato diverse novità sulla termoregolazione e la contabilizzazione del calore in condominio. Dal punto di vista del risparmio energetico, quali differenze e vantaggi ci sono rispetto alla situazione normativa precedente?

Per decenni, nel caso di Condomini con impianto termico di tipo centralizzato, la suddivisione della spesa è avvenuta in relazione alle tabelle millesimali o ai metri cubi e non ha mai tenuto conto degli “effettivi consumi”. In questi casi il singolo condomino non è responsabilizzato e sono diffusi gli sprechi di energia. Per effetto di una non corretta progettazione dell’impianto e la non ottimale gestione della Centrale Termica, in inverno, ci è capitato di rilevare temperature interne agli appartamenti  ben al di sopra dei 20+2°C previsti per legge: di fronte ad una temperatura interna di 25-26 °C  se l’utente ha caldo e paga “quanto il vicino”  apre la finestra, disperdendo inutilmente calore.

Il D.Lgs 102/2014, attuativo della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, stabilisce che “quando i condomini sono alimentati dal teleriscaldamento o teleraffreddamento o da sistemi comuni di riscaldamento o raffreddamento, per la corretta suddivisione delle spese connesse al consumo di calore per il riscaldamento degli appartamenti, l’importo complessivo deve essere suddiviso in relazione agli effettivi prelievi volontari di energia termica utile e ai costi generali per la manutenzione dell’impianto, secondo quanto previsto dalla norma tecnica UNI 10200 e successivi aggiornamenti.  Introduce pertanto un criterio di equità nella suddivisione della spesa del riscaldamento: “chi più usa più paga”.

L’adeguamento all’impianto termico che deve essere attuato entro il 31.12.2016, prevede l’installazione di un sistema di termoregolazione, che consentirà all’utente di regolare il proprio livello di temperatura, e di un sistema di contabilizzazione, che consentirà di calcolare la spesa per il riscaldamento in relazione degli effettivi prelievi; l’utente avrà la possibilità di scegliere di riscaldare di più o di meno e diventerà responsabile dei propri consumi e dei relativi costi.

I risultati sono molto interessanti: in una serie di Condomini con impianti a radiatori e colonne montanti monitorati in Torino e provincia, abbiamo rilevato un risparmio energetico medio, normalizzato in relazione all’andamento climatico esterno, superiore al 20% nell’arco delle due stagioni successive all’adeguamento dell’impianto termico.

In seguito all’installazione di un sistema di termoregolazione e contabilizzazione del calore, inoltre, l’utente è maggiormente l’interessato dalla realizzazione di interventi di risparmio energetico all’interno delle singole unità immobiliari (si pensi alla sostituzione degli infissi o alla realizzazione di cappotti termici interni); per contro in Assemblea diventa in genere più difficile deliberare gli interventi di isolamento termico dell’involucro che vanno a vantaggio di alcuni appartamenti e non di tutti.

Ebook + FAD La contabilizzazione del calore negli edifici con riscaldamento centralizzato

Ebook + FAD La contabilizzazione del calore negli edifici con riscaldamento centralizzato

R. Colombo, F. Zerbetto , 2016, Maggioli Editore
Una guida ragionata di tutte le informazioni – siano esse legislativo-normative, tecniche, gestionali, amministrative, di monitoraggio e assistenza nel tempo – di cui si trovano ad avere bisogno tanto le figure professionali coinvolte, operatori termotecnici e...

23,50 € 19,90 € Acquista

su www.maggiolieditore.it

 

2) In base alla UNI 10200:2015, come vengono oggi ripartite le spese condominiali di riscaldamento?

Applicando la norma UNI 10200:2015, la spesa totale per il servizio di riscaldamento è data dalla somma di una quota di consumo e una quota per “potenza termica impegnata”:

A) La quota a consumo è legata al prelievo di calore volontario dell’appartamento, che è proporzionale alla lettura dei ripartitori installati sui singoli radiatori. Tale quota dipende ad esempio dal livello di temperatura mantenuto in ambiente (ovvero la regolazione della termovalvola), dalla dispersione termica dell’unità immobiliare (ovvero il livello di isolamento termico, il tipo di serramenti installati, …), dagli apporti solari e dalle abitudini degli occupanti; in caso di mancato prelievo da parte dell’utente questa quota è nulla.

B) La quota per potenza termica impegnata è legata al consumo involontario (ovvero le dispersioni dell’impianto) ed alla spesa per la conduzione della Centrale Termica,  la manutenzione ordinaria e la gestione del servizio di contabilizzazione del calore. Definito l’importo a livello condominiale, questa spesa viene ripartita sulla base dei millesimi di fabbisogno di energia termica utile per il riscaldamento (che sostituiscono le vecchie tabelle di metri cubi). Tale quota viene corrisposta per coprire i costi fissi del servizio di riscaldamento e non può essere azzerata; contribuiranno in maniera maggiore  gli appartamenti che sono maggiormente disperdenti.

La proporzione tra le due voci di spesa non è definita dall’Assemblea, ma determinata per mezzo di un calcolo che tiene conto delle caratteristiche del sistema edificio-impianto ed è quindi diverso per ciascun condominio.

Si evidenzia che la norma UNI 10200:2015 non prevede correzioni che tengano conto ad esempio della posizione dell’alloggio e delle sue superfici disperdenti e che una ripartizione non basata sull’effettivo consumo è da ritenersi illegale.

Guida alla ripartizione delle spese condominiali

Guida alla ripartizione delle spese condominiali

Bordolli Giuseppe, 2014, Maggioli Editore

L'opera affronta la disciplina della ripartizione delle spese condominiali, con l'obiettivo di offrire ad operatori del settore e condomini una guida agile e chiara, capace di sciogliere i numerosi dubbi e le incertezze determinate dalla normativa recentemente riformata,...

30,00 € 27,00 € Acquista

su www.maggiolieditore.it

 

3) La progettazione dell’involucro edilizio richiede un’attenta valutazione del comportamento termoigrometrico della struttura e dei relativi ponti termici. Molti dei nostri condomini sono vecchi, come buona parte del patrimonio edilizio italiano, e sono stati realizzati con normative sorpassate. Quali suggerimenti può dare per risparmiare il più possibile in termini di riscaldamento, in una situazione del genere, a parte gli interventi di recupero edilizio?

Gli edifici esistenti hanno prestazioni energetiche molto scarse, in quanto progettati e costruiti per oltre il 70% prima degli anni ’80, ovvero in anni di abbondanza e basso costo delle risorse energetiche; ne consegue una bassa qualità energetica dell’involucro edilizio, la presenza di impianti termici vetusti o mal mantenuti e una scarsa integrazione delle fonti rinnovabili. Riqualificare il patrimonio edilizio è una delle priorità individuate dai paesi membri dell’Unione Europea al fine di conseguire gli obiettivi del pacchetto clima-energia 20-20-20.

Non esistono “ricette” preconfezionate: ciascun edificio è un organismo a sé e, in relazione agli obiettivi e alla possibilità di spesa, di volta in volta dovranno essere individuati gli interventi più convenienti; intorno a noi abbiamo esempi di edifici esistenti che sono stati riqualificati giungendo a prestazioni paragonabili a quelle di edifici di nuova costruzione o ancora superiori.

Nei nostri Condomini è fondamentale innanzi tutto comprendere come si originano i consumi energetici attraverso una attenta Diagnosi Energetica. Questa attività consente di valutare le prestazioni energetiche dell’edificio, sulla base dell’analisi dei consumi storici, delle caratteristiche dell’involucro edilizio e dell’impianto, e far emergere le relative criticità; una diagnosi energetica contiene poi un elenco di interventi di riqualificazione energetica tecnicamente fattibili sull’edificio e, per ciascuno, la relativa analisi costi/benefici con indicazione del periodo di ritorno.

L’adeguamento degli impianti termici imposto dal D.Lgs 102/14 può essere una opportunità: contestualmente al progetto del sistema di termoregolazione /contabilizzazione del calore e al calcolo del criterio di ripartizione delle spese ai sensi della norma UNI 10200, può essere utile far svolgere la Diagnosi Energetica del Condominio.

 

Potrebbe interessarti anche

CONDOMINI E APPARTAMENTI, DAL 2017 OBBLIGATORIA LA CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE

 

Luca Raimondo è
Architetto libero professionista, si occupa di progettazione, valutazione e certificazione di edifici eco-compatibili e ad elevata efficienza energetica; svolge attività di certificatore energetico in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Valle d’Aosta. Svolge attività didattica presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino; è coordinatore di corsi di formazione professionale e referente territoriale per la rivista AZERO.

Dal web


Dal web

Gli Speciali

Scrivi un commento