Riforma delle professioni, la posizione del CNI sull’Albo Unico

Sull’ipotesi di accorpamento degli ordini e dei collegi in un Albo Unico dei tecnici arriva la posizione del Consiglio nazionale degli ingegneri (leggi anche Professionisti tecnici, in arrivo un superalbo?).

Il CNI ha, infatti, inviato una circolare, nella quale analizza i vari articoli della proposta di decreto per la riforma delle professioni tecniche, dettando un regolamento per le modalità di accesso e le condizioni di esercizio delle professioni ordinistiche.

CNI e Albo Unico, Adelante con juicio
La circolare riporta anche una lettera indirizzata ai presidenti dei Consigli nazionali dei geometri, dei periti agrari e dei periti industriali, nella quale il CNI dichiara di dimostrarsi favorevole alla nascita dell’albo unico, che unisca le tre professioni tecniche, purché il processo si svolga su base volontaria sia per le professioni sia per i professionisti.

Il CNI rimarca inoltre che i professionisti di primo livello non possono essere obbligati contro la loro volontà ad iscriversi in un albo che non sentono loro anche in virtù del fatto che le competenze dei professionisti di primo livello sono maggiori di quelle dei diplomati tecnici.

Inoltre tutti gli aderenti al nuovo albo unico dovranno mantenere i relativi titoli esistenti in modo da non creare confusione ed ambiguità rispetto al titolo di studio effettivamente posseduto; inoltre le competenze attuali dei diplomati tecnici non subiranno modifiche, integrazioni o aggiunte, anche al fine di evitare confusione e ulteriore contenzioso rispetto alle attribuzioni riconosciute ai professionisti iscritti nelle sezioni B degli albi.

“Finalmente il CNI esprime una posizione ferma nei confronti dell’appartenenza degli ingegneri della sezione B all’Ordine degli Ingegneri e che le relative competenze sono superiori a quelle  dei diplomati tecnici”, dice a Ediltecnico.it l’ing. Luigi Grimaldi, presidente UPIAL. “ Insomma una vera rivoluzione di pensiero rispetto alle posizioni talebane tenute dai precedenti CNI”.

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