Il tema della manutenzione facciate in edilizia è molto trascurato, la conseguenza possono essere danni ingenti e onerosi da riparare. Con questo articolo proponiamo a progettisti e applicatori una mini guida-supporto per la diagnosi delle principali patologie della facciata e l’identificazione delle soluzioni più adeguate.

La manutenzione facciate: l’approccio di Viero

“Il mercato dell’edilizia è anche quest’anno trainato dal segmento delle ristrutturazioni. Noi di Viero siamo convinti che sia i professionisti che le imprese della filiera dell’edilizia che i committenti svilupperanno una attenzione sempre maggiore al tema della manutenzione degli immobili, ora totalmente trascurato. Per questo motivo lavoriamo allo sviluppo di soluzioni sempre più efficienti e alla diffusione di una cultura tecnica idonea ad affrontare tempestivamente e in maniera idonea gli interventi di ripristino di ogni tipologia.” dichiara il Dott. Diego Marcucci, Marketing Manager Cromology.

 

Diego Marucci
Diego Marcucci

Degrado di intonaci e rivestimenti

Le cause. Il degrado di intonaci e rivestimenti della facciata è causato da alcuni motivi principali come le sollecitazioni meccaniche, fenomeni fisici di varia natura, la presenza di acqua e sali e l’attacco biologico; l’azione ed interazione sinergica di agenti chimici tra i componenti del rivestimento o dell’atmosfera; la cattiva preparazione degli impasti o dei supporti, l’impiego di materiali incompatibili o di scarsa qualità, il dosaggio errato dei componenti o l’errata applicazione e, infine, la carenza di manutenzione.
Tutti questi fenomeni, se non diagnosticati e risolti per tempo, possono condurre ad un veloce degrado della facciata e, con il tempo, anche a danni importanti, non solo di natura estetica.

Danni dovuti a cattiva preparazione dei supporti e incompatibilità meccanica

Aspetto visivo delle facciate danneggiate. I danni alle facciate sono, nella maggior parte dei casi, visibili a occhio nudo da parte di chiunque, ma solo un osservatore esperto può riconoscere l’origine di questi problemi e di conseguenza identificare la giusta soluzione. In base alla patologia che colpisce la facciata, infatti, l’aspetto della stessa cambia radicalmente e diverso deve essere anche l’intervento risolutivo.

 

Risolvere le principali patologie della facciata: iniziamo dal primer

Una volta diagnosticata la precisa patologia della facciata, è necessario intervenire e il primo elemento da cui partire è senza ombra di dubbio il primer. Quando si interviene su una facciata esistente, quindi su parete non nuove, qualora non si utilizzasse il primer, il lavoro evidenzierà delle imperfezioni e degli effetti di colore diversi in punti diversi della facciata. La funzione del primer è quella di regolarizzare l’assorbimento del materiale da parte del supporto su cui andremo a lavorare e a migliorare l’adesione tra il supporto e lo strato successivo. Il primer, quindi, ci consentirà di ottenere un effetto finale omogeneo.

Danni dovuti a presenza di umidità da efflorescenze

I primer proposti da Viero si distinguono in primer a base di solvente e primer a base di acqua. I primi sono composti da molecole più piccole, quindi a penetrazione più elevata, e vengono generalmente utilizzato in esterno. I primer a base d’acqua hanno comunque un’ottima capacità di penetrazione, ma in genere inferiore ai pimer a base solvente, pertanto vengono normalmente utilizzati in interno. Il primer ACQ 100 di Viero è un’eccezione a questa regola: pur trattandosi di un primer a base di acqua, grazie alla sua composizione, garantisce la stessa capacità di penetrazione e le stesse prestazioni dei primer a base di solvente.

Facciata danneggiata da sollecitazioni meccaniche

 

Come intervenire con il primer su intonaco esistente

Andando ad intervenire su una parete esistente, se l’intonaco è solido e compatto, è sufficiente spazzolare la superficie, applicare il primer specifico e rifinire.

– Se l’intonaco è sfarinante è invece necessario spazzolare energicamente fino allo strato solido, applicare un eventuale consolidante, applicare il primer specifico e rifinire.
– Se l’intonaco è assorbente si dovrà applicare il primer specifico, verificare l’assorbimento ed eventualmente applicare una seconda mano di primer.
– In caso di pittura o rivestimento degradato, è necessario rimuoverla totalmente e poi applicare il primer (a solvente per i prodotti resinati) e rifinire.
– Se ci si trova in presenza di muffe ed alghe, è necessario risanare con soluzione fungicida, come la soluzione D.V.B. di Viero.
– In caso di supporti con stacchi e corrosioni parziali (rappezzi), è necessario scrostare le parti ammalorate, ripristinare con malte simili all’esistente per durezza e composizione, lasciare stagionare, ripristinare la complanarità con rasante o fondo di riempimento, applicare nuovo rivestimento compatibile, previo primer.
– In caso di supporto cavillato si dovrà effettuare una nuova rasatura e rifinire e infine applicare un ciclo elastomerico.
– In caso di umidità per risalita capillare, non si dovrà trattare il supporto con alcun tipo di pittura o rivestimento. Si dovranno rimuovere le parti incoerenti, spazzolare i sali, applicare un sistema risanante. In caso di intonaco umido per imbibizione da superfici su cui ristagna l’acqua: taglio dell’intonaco.
– In presenza di lesioni lineari è necessario aprire le lesioni, ricolmare con sigillante elastico, applicare un ciclo elastomerico, oppure effettuare rasatura armata.
– In caso di umido per condensa è necessario applicare un rivestimento termico.
– In presenza di intonaco decoeso e inconsistente è necessario procedere alla rimozione totale.

 

La compatibilità dei materiali

I materiali impiegati per il ripristino della facciata dovranno avere una compatibilità chimica, fisica e meccanica. Per compatibilità chimica si intende che i rivestimenti riportati devono aderire al supporto, quindi devono essere compatibili. I prodotti minerali devono essere applicati solo su sottofondi minerali, i prodotti sintetici su sottofondi minerali e/o sintetici.
Compatibilità fisica: significa che i rivestimenti riportati si bagnano spesso e velocemente e devono quindi asciugarsi in maniera altrettanto veloce: idrorepellenza e traspirabilità dovranno essere maggiori di quelle del supporto.
Compatibilità meccanica: significa che i rivestimenti riportati non devono strappare il supporto. Il modulo elastico e le resistenze meccaniche devono essere quindi inferiori a quelle del supporto.

 

Per maggiori informazioni: www.viero-coatings.it

 

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