Professionisti e partite IVA

Professionisti tecnici, partite IVA e non soltanto: sono tante le persone impegnate nel settore tecnico (edilizia e affini) che saranno interessate dai rilevanti cambiamenti in atto in materia di disciplina fiscale. Il Governo si sta infatti muovendo in maniera decisa nell’ottica di modificare i lineamenti del fisco per la complessiva platea di professionisti e imprese. L’obiettivo dichiarato? Semplificare gli adempimenti per renderli più rapidi, agili e soprattutto meno onerosi. Senza dimenticare di sostenere ed appoggiare in toto (con strumenti concreti) la crescita delle partite IVA nel nostro Paese.

Professionisti tecnici: rivoluzione fisco

Il primo “step” di questo percorso sarà incarnato, alla fine del mese di maggio, dalla presentazione di un correttivo al Decreto Semplificazioni attuativo della delega fiscale (ovverosia il d.lgs. 175/2014). Non è esclusa comunque la possibilità che alcune delle norme di snellimento degli adempimenti possano confluire anche nel decreto legge “Finanza per la crescita 2.0”, di cui a più riprese ha parlato lo stesso ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

Le misure fiscali allo studio per professionisti e partite IVA si concretizzeranno progressivamente dalla fine di questo maggio fino al prossimo gennaio, quando la Legge di Stabilità 2017 verrà approvata dal Parlamento. In quella sede, infatti, sarà possibile introdurre una serie di misure attese da tempo dalle associazioni di categoria e dagli ordini professionali (escluse dall’attuazione delle delega fiscale oppure impartite dai giudici di legittimità). Analizziamole in sintesi.

Nuova flat tax. La nuova tassa, che potrebbe anche essere ribattezzata IRI (Imposta sul reddito dell’imprenditore) è in realtà la reincarnazione, in forme differenti di un altro tributo: essa contribuirà a premiare tramite una tassazione proporzionale (IRES) e non più progressiva (IRPEF) tutte le imprese personali che lasciano gli utili in azienda. Con la flat tax potrebbe anche giungere l’applicazione del criterio di cassa per la determinazione del reddito prodotto dalle imprese personali in contabilità semplificata. Il meccanismo consentirebbe anche a questi soggetti, così come già avviene per i professionisti, di pagare le tasse su quanto realmente “guadagnato” .

Addio a IRAP e studi settore. Mediante la prossima Legge di Stabilità dovrebbe palesarsi, ed essere finalmente confermata, la definizione dell’autonoma organizzazione al fine di dare certezza a professionisti e microimprese sulla non applicazione dell’IRAP e sulla abolizione degli studi di settore per i professionisti. Categoria per la quale lo strumento non ha mai funzionato correttamente nella determinazione dei compensi.

IMU. Possibile anche uno spazio per l’aumento della quota di deducibilità dell’IMU dal reddito d’impresa oggi limitata al 20%.

Semplificazioni “costo zero”. Da subito dovrebbero concretizzarsi le misure di semplificazione su cui il Ministero dell’Economia sta lavorando in costante confronto con le associazioni di categoria; in previsione meno comunicazioni e maggiore digitalizzazione degli obblighi. Tra le misure concrete in tale direzione si allineerebbero: l’addio allo spesometro, la cancellazione di una serie di comunicazioni (assegnazione di beni ai soci, finanziamento ai soci, operazioni black list o le dichiarazioni d’intento), potenziamento della fatturazione elettronica b2b (che allo stato attuale prenderà il via dal 2017).

Notifica atti catastali. Svolta digitale anche per gli adempimenti connessi con le notificazioni degli atti catastali e degli atti dell’Agenzia delle Entrate, inclusi gli atti di accertamento. Questi documenti arriveranno direttamente nella casella postale del professionista o dell’impresa interessata attraverso la posta elettronica certificata (PEC).

Consulta anche l’articolo Le 4 contestazioni del Fisco più comuni ai professionisti.

Per conoscere in maniera agile tutte le novità relative al regime forfettario, introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 per professionisti e partite IVA, con particolare riferimento al più elevato livello di compensi o ricavi per utilizzarlo, e l’aliquota per la tassazione separata ridotta al 5% per le nuove attività per i primi cinque anni di apertura della partita IVA, consulta l’e-book di Ediltecnico intitolato Regime forfetario dei professionisti tecnici dopo la Legge di Stabilità. La guida, aggiornata alla Circolare Agenzia delle Entrate n. 10/2016 e redatta dalla nostra esperta Lisa De Simone, si concentra anche sulla possibilità di optare per il versamento di contributi ridotti per chi esercita attività d’impresa ed è iscritto alla Gestione artigiani e commercianti dell’INPS.

Regime forfetario dei professionisti tecnici dopo la Legge di Stabilità

Regime forfetario dei professionisti tecnici dopo la Legge di Stabilità

L. De Simone, 2016, Maggioli Editore

Il 2016 si apre con molte novità positive per chi si appresta ad iniziare una nuova attività e vuol ridurre al minimo gli obblighi amministrativi e, soprattutto, il peso del fisco. Le modifiche al regime forfetario rendono infatti questo sistema molto più conveniente...

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La revisione degli studi di settore

Nel frattempo si palesa un provvedimento già pubblicato in Gazzetta Ufficiale: si tratta del decreto 12 maggio 2016 con il quale il ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato la revisione congiunturale speciale degli studi di settore. Si stabilisce che, al fine di tenere conto degli effetti della crisi economica e dei mercati, con particolare riguardo a determinati settori o aree territoriali, gli studi di settore possano essere integrati tenendo anche conto dei dati della contabilità nazionale, degli elementi acquisibili presso istituti ed enti specializzati nella analisi economica, nonché delle segnalazioni degli Osservatori regionali per gli studi di settore.

I ricavi e i compensi, risultanti dall’applicazione degli studi di settore in vigore per il periodo di imposta 2015, nonché la coerenza agli specifici indicatori di coerenza e normalità economica, segnalati dal programma informatico di ausilio all’applicazione degli studi stessi, sono determinati sulla base della nota tecnica e metodologica di cui all’allegato 1 al decreto.

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