riqualificazione piccoli comuni

AGGIORNAMENTO DEL 28 SETTEMBRE 2016. Approvato all’unanimità il Disegno di Legge sui Piccoli Comuni, che prevede la predisposizione di un piano nazionale per la loro riqualificazione.

Afferma Ermete Realacci, primo firmatario e presidente della commissione Ambiente: “Oggi è una bella giornata per chi vuole bene all’Italia: la Camera ha approvato all’unanimità la legge per la valorizzazione dei Piccoli Comuni. Una legge bipartisan nata a partire da una mia proposta di legge cui si è collegata quella analoga della collega Terzoni che aiuterà l’Italia ad essere più forte e coesa, ad affrontare il futuro.”

La legge coinvolge 5585 comuni, quindi oltre 10 milioni di persone, il 16,59% della popolazione italiana. Nei Piccoli Comuni vengono prodotti il 93% delle DOP e degli IGP  accanto al 79% dei vini più pregiati.

Ieri Realacci, all’arrivo del DDL alla Camera, aveva spiegato come la proposta costituisca “un’opportunità per tutto il Paese per un’idea di sviluppo che punta sui territori e sulle comunità, che coniuga storia, cultura e saperi tradizionali con l’innovazione, le nuove tecnologie e la green economy. Quanto sia importante la tenuta delle comunità lo hanno dimostrato anche il terremoto che ha colpito il Centro Italia e la straordinaria risposta che è arrivata da istituzioni, forze dell’ordine, Protezione civile, cittadini e volontari”.

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16 MAGGIO 2016. Piccoli comuni e Riqualificazione costituiscono il focus del testo “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti e dei territori montani e rurali nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici”, prodotto di 3 anni di lavoro e dell’unione delle  proposte di Ermete Realacci e Patrizia Terzoni e in circolazione dallo scorso 4 maggio.

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Valorizzare i piccoli comuni migliorando i servizi

La proposta di legge riconosce le potenzialità dei piccoli comuni (quindi quelli con meno di 5000 abitanti), anche e soprattutto di quelli collocati in aree montane o rurali. L’obiettivo è quello di contrastare la marginalizzazione e lo spopolamento e, allo stesso tempo, incentivare il turismo.  Obiettivo da raggiungere attraverso favorire lo sviluppo strutturale, economico e sociale e quindi attraverso il sostanziale miglioramento dei servizi territoriali. È quindi previsto un fondo da 100 milioni di euro da distribuire in 7 anni: 10 milioni per il 2017 e poi 15 milioni per ogni anno compreso tra il 2018 e il 2023.

Le misure previste dalla proposta di legge

Il documento elenca numerose proposte concrete che coprono diversi ambiti di intervento. Nello specifico, i vari articoli si propongono di favorire soprattutto:
– La riqualificazione e il recupero dei centri storici;
– La valorizzazione del patrimonio naturale, storico-culturale e architettonico;
– La tutela e promozione delle aree rurali e montane;
– Le misure per il contrasto all’abbandono di immobili;
– Il miglioramento delle infrastrutture stradali, dei servizi sanitari e scolastici e di quelli postali;
– L’acquisizione di case cantoniere e di tratti di ferrovie dismesse;
– La realizzazione di itinerari turistico-culturali e la creazione di alberghi diffusi;
– Lo sviluppo delle reti in banda ultra larga;
– La semplificazione delle procedure amministrative;
– La valorizzazione dei prodotti agroalimentari tradizionali e la promozione della filiera corta.

I piccoli comuni come risorsa per il territorio

In sintesi, la proposta di legge considera i piccoli comuni, che costituiscono quasi il 70% della totalità dei comuni (secondo l’Atlante dei Piccoli comuni 2015) come “risorsa a presidio del territorio”, da cui partire per la valorizzazione e la riqualificazione graduale di tutto il Paese. Si attende quindi l’approvazione della legge (il testo è in attesa di emendamenti fino al 18 maggio), e la concretizzazione delle iniziative proposte.

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Nell’immagine, Monterone, comune di 38 abitanti in provincia di Lecco, Lombardia.

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