Michele Corradino, consigliere dell’Autorità nazionale anticorruzione ANAC, ha annunciato settimana prossima potrebbe essere messa in consultazione la bozza delle linee guida per l’attuazione dei provvedimenti non entrati in vigore subito (quali sono?) del Nuovo Codice Appalti.

Con il Nuovo Codice Appalti, alcune norme sono subito operative, cioè le nuove gare devono già tenere conto di queste regole (clicca qui per sapere quali sono i provvedimenti che entrano subito in vigore).

Per le altre regole bisogna aspettare proprio le linee guida dell’Anac. Sono regole in grado di adattarsi alle esigenze del mercato e dei vari attori e di costituire una base da cui partire per l’adozione dei decreti.

Il nuovo codice degli appalti e il professionista tecnico

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Questo testo nasce a seguito della stesura del Nuovo Codice dei Contratti pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale del 19 Aprile 2016.
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Le regole di applicazione del BIM

Una delle novità del Nuovo Codice Appalti che dovranno essere regolate nel dettaglio con le linee guida dell’Anac è l’utilizzo del BIM che, come ha detto Michele Corradino, “può costituire uno strumento per rimodellare il rapporto fra impresa e amministrazione in chiave di innovazione e qualità e per ridurre conseguentemente le varianti”.

Così come a tanti vantaggi, il BIM potrebbe portare anche a rischi e conseguenze negative. Bisogna, cioè evitare una banalizzazione dello strumento, che non deve essere un costo in più per le piccole e medie imprese, e stare molto attenti a evitare distorsioni della concorrenza nell’uso del BIM. Una soluzione è garantire la clausola di equivalenza. La standardizzazione, sulla quale si sta lavorando al CEN in collaborazione con ISO, è molto importante. Un altro vantaggio del BIM è la possibilità che dà di creare integrazione tra i sistemi.

Ha dichiarato Bilal Succar, professore all’Università di Newcastle in Australia: “Vi saranno forti impatti anche sui project manager interni alle società di ingegneria, sulle imprese di costruzioni e nei rapporti con il cliente, che diverranno piùtrasparenti e efficaci. Ci vuole almeno un anno per passare dal pre-BIM al BIM integrato e bisogna dedicare molto tempo alla formazione”.

Il BIM nel nuovo Codice Appalti

Il Nuovo Codice Appalti “impone” un passaggio graduale al BIM. Si valuterà una tempistica graduale per l’uso obbligatorio del BIM in base alle opere e ai servizi da affidare e all’importo.

Leggi anche Ultima bozza del Codice Appalti contro Delrio: il BIM non è obbligatorio

Perplessi sulla sua obbligatorietà, i vari attori che sono intervenuti sul testo, primo tra tutti il Governo, hanno adottato un approccio graduale che può anche essere visto come un elemento positivo se si considera che non è facile e immediato adottare il sistema, per i costi (immediati, anche se il BIM consentirà di ridurre i costi di progettazione) e i tempi relativi alla formazione per l’utilizzo. Le aziende sono pronte o si stanno attrezzando, le stazioni appaltanti devono organizzarsi.

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