Riforma catasto e applicazione nuova IMU

Nella riforma del catasto, che il Governo si prepara ad avviare fin dalla prossima settimana con l’approvazione della delega per la riforma fiscale, troveranno posto delle misure intese a risolvere alcune disparità di trattamento che si riscontrano a tutt’oggi nell’applicazione della nuova IMU (per ulteriori informazioni e un aggiornamento completo rimandiamo allo Speciale IMU).

La novità principale della prossima riforma del catasto prevederà, come è noto, la sostituzione del parametro attuale del “numero dei vani” con quello della “superficie in metri quadrati”, per evitare la situazione, in base alla quale immobili nella stessa zona e con la stessa estensione di superficie presentino rendite catastali diverse dovute solo alla diversa organizzazione dei vani.

Altro elemento di forte discontinuità con il passato sarà quella di legare la rendita catastale non più a indici ormai vetusti ma alla presente situazione del mercato immobiliare (il c.d. Nuovo Catasto Edilizio Urbano basa infatti le rendite catastali su valori di mercato misurati oltre vent’anni fa, nel 1988-89).

Per realizzare tutto questo sono due le tappe fondamentali che dovranno essere affrontate dal Governo: innanzitutto la suddivisione del territorio nazionale in ambiti omogenei di mercato (p. es. quartieri residenziali, zone industriali, vie dello shopping, ecc.); in seconda battuta si dovranno rivedere le categorie catastali e riorganizzarli in classi maggiormente rispondenti alla realtà e di più facile catalogazione (p. es ville e palazzi di lusso, condomini, case singole, ecc.).

Per ciascuna classe (ed eventuali sottogruppi) occorrerà poi assegnare un valore fiscale che dovrà essere legato sia alla posizione dell’immobile sia alla sua classificazione. Tale valore, presumibilmente, si comporrà di un valore patrimoniale e di una rendita che saranno calcolate in base ai valori di mercato di un triennio.

Dovrà poi essere prevista, a opera dell’Agenzia del territorio, un software di aggiornamento che possa modificare i valori in base ai cambiamenti intervenuti nel mercato immobiliare. I tempi, si legge nella relazione di accompagnamento al provvedimento, non saranno brevi e il Governo stesso ne ha previsto l’implementazione “entro qualche anno”.

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1 COMMENTO

  1. Ho un appartamento (prima e unica abitazione) di quattro stanze 90 mq alla periferia di Roma accatastato negli anni ’90 con una rendita catastale di 1810 euro. Fino al 2007 pagavo di ici 860 euro e a conti fatti pagherò circa 1100 euro di imu. Al centro di Roma cisono abitazioni di 200 mq che pagano poche decine di euro di imu solo perchè accatastate negli anni ’50 e mai revisionate le rendite e che valgono 10 volte il mio appartamento. Non era più giusto rivalutare i vecchi immobili piuttosto che aumentarli tutti indiscriminatamente del 60 %, e la riforma del catasto che fine ha fatto?

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