Tessera europea del professionista

È il sogno di tutti i liberi professionisti con Partiva IVA: riuscire a pagare meno tasse. Ecco… sembra possibile farlo, e sembra anche legale, grazie all’Escapologo fiscale, una nuova professione a metà strada tra il commercialista, il consulente di direzione e il tributarista. Gianluca Massini Rosati è il primo escapologo italiano e ha un nuovo progetto imprenditoriale con cui ha intenzione di aiutare altri imprenditori e professionisti a dimezzare il proprio carico fiscale nel totale rispetto della legalità.

Il concetto base da cui parte Massini Rosati è: è colpa del professionista con partita IVA se paga troppe tasse, perchè ha uno scarso controllo dei numeri della propria azienda o della propria attività e un’attenzione alla legislazione fiscale minima e discontinua.

Gianluca_Ritratto

Nella foto, Gianluca Massini Rosati. Per fare chiarezza sulla sua attività, l’abbiamo intervistato.

1. I professionisti tecnici a cui ci rivolgiamo vivono una situazione economicamente difficile, aggravata spesso dalle tasse da pagare. Qual è il metodo che suggerisce per risparmiare legalmente in tasse?

Prima di tutto va fatta un’importante distinzione tra i professionisti che si trovano in regimi agevolati (minimi/forfettari) e quelli in regime ordinario.
Per i primi, ci sono moltissime limitazioni contabili che non permettono una buona ottimizzazione fiscale, di fatto i paletti imposti dal sistema invece di agevolarli, in diversi casi li penalizzano più degli altri. Per questa categoria non ho particolari suggerimenti, se non quello di trovare un modo per far crescere le loro attività e poi se ne riparla.
Per tutti i professionisti in regime ordinario invece c’è un ampio spettro di soluzioni applicabili in base alla specifica tipologia d’attività, ai volumi e alla presenza o meno di uno studio associato o di un singolo professionista.

È praticamente impossibile fornire un metodo che possa valere per tutti, sarei un ciarlatano se proponessi una soluzione univoca per così tanti scenari.
Quello che di certo mi sento di suggerire però, è di andare oltre il parere comune, molto spesso la soluzione fiscale si sceglie per sentito dire o perché il commercialista è abituato a gestire così tutti i professionisti, oppure ancora perché “se faccio in questo modo, il commercialista mi costa meno”,  quando invece dovrebbe essere proprio il contrario perché le soluzioni standard sono le soluzioni che usano tutti quelli che si lamentano di pagare troppe tasse…

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2. Chi è il principale responsabile delle troppe tasse pagate?

Senza ombra di dubbio la pigrizia e l’ignoranza del professionista. Probabilmente questa mia affermazione potrà non piacere a molti lettori, ma senza ombra di dubbio è così. Perché le soluzioni esistono, bisogna solo studiare e metterle in pratica.

Ci sono poi quelli che dicono, io devo pensare al mio lavoro, alle tasse ci deve pensare il mio commercialista, ecco, quelli sono ancora un passetto più indietro, perché con  lo Stato come socio di maggioranza, il tuo lavoro è ANCHE quello di conoscere UN MINIMO la normativa fiscale e capire come utilizzarla a tuo favore.

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3. Lei si definisce Escapologo fiscale. Quali sono precisamente le competenze di cui si serve l’Escapologo fiscale?

Direi principalmente due:
conoscenza pratica: non quella che si impara sui manuali universitari. Intendo quel genere di conoscenza della dottrina fiscale che si usa, si sperimenta, si perfeziona, si testa contro l’agenzia e matura controllo dopo controllo.
pensiero laterale: la legge è uguale per tutti, ma è talmente vasta che ognuno deve capire quale pezzettino usare per se stesso. Di conseguenza ci sono molti modi di rimanere nel lecito per gestire la propria fiscalità e quello che usano la maggior parte dei professionisti, tendenzialmente non è quello migliore (altrimenti non si lamenterebbero così tanto).

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4. Spesso quando si presentano teorie così spinte si va incontro allo scetticismo, soprattutto da parte dei diretti interessati. Non ha paura di questo, di essere preso poco sul serio?

Sinceramente io non credo di presentare teorie, chi mi conosce può testimoniare il mio estremo pragmatismo e tutto quello che insegno è frutto di esperienza reale, di fatti concreti e numeri messi nero su bianco.

In quanto alla mia modalità capisco che effettivamente può creare spaccatura, della serie: o mi ami o mi odi. Ma va bene così, il mio obiettivo non è piacere a tutti e sopratutto preferisco lavorare con chi ha la mente aperta, con chi non si ferma all’apparenza, con chi è disponibile ad ascoltare e vuole progredire a prescindere da come gli venga “raccontata”.

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