“Il Nuovo Codice Appalti è frutto dell’ossessione della semplificazione, sembra che lo sviluppo del nostro Paese sia legato ai percorsi di semplificazione che la Pubblica Amministrazione deve mettere in campo”.

Lo ha denunciato Raffaele Nardone, Consigliere Nazionale dei Geologi.

I geologi esprimono piena condivisione dell’impianto politico e culturale del Nuovo Codice ma mettono in evidenza le criticità presenti nel provvedimento: tra i più interessanti c’è senza dubbio il mancato obbligo di iscrizione a un albo per i professionisti che lavorano nella PA.

“I progettisti interni alla pubblica amministrazione potranno continuare a essere sprovvisti dell’iscrizione a un Ordine professionale essendo sufficiente la sola abilitazione”. Di conseguenza non dovranno ottemperare al requisito dell’aggiornamento professionale obbligatorio.

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Il 90% del mercato rimane senza gara – “Con il Nuovo Codice degli appalti potrebbe finire senza gara ben il 90% del mercato della geologia perchè innalza da 40 a 150 mila euro il tetto per la trattativa privata nei servizi di progettazione, riducendo il numero di operatori da invitare da 5 a 3. Dunque ci sarà una mancanza di concorrenza nell’affidamento dei servizi tecnici soprattutto riguardo alla geologia”. Una simile valutazione (generale, che non prende in considerazione solo le gare inerenti ai servizi di ingegneria) l’avevamo scritta qui: Il Nuovo Codice Appalti elimina la concorrenza per il 45% delle gare.

 

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Assenza si attenzione per la compatibilità geologica – “Se, l’aver inserito le indagini geologiche già nella fase della progettazione di fattibilità aveva lo scopo di porre a base di gara un progetto di qualità e ridurre le varianti, non si comprende come mai tra gli obiettivi della progettazione non venga posta l’attenzione sulla compatibilità geologica, idrogeologica e geomorfologica” ma si parli solo di verifica con la vincolistica idro-geologica”.

Nell’articolo specifico che riguarda i controlli in fase di esecuzione, si parla infatti di verifiche relativamente alle prescrizioni in materia ambientale, paesaggistica, storico-architettonica ma non si fa nessun riferimento alla verifica del recepimento in fase di esecuzione delle prescrizioni di carattere geologico, geotecnico o idraulico, quasi sempre presenti nei progetti.

I geologi denunciano inoltre
– innalzamento della soglia per la trattativa privata,
– mancanza di un capitolo specifico dedicato ai servizi di ingegneria e architettura che “la dice lunga” sul riguardo avuto nei confronti della centralità della progettazione nell’ambito del nuovo codice degli appalti.

Superamento del massimo ribasso. Le gare vengono aggiudicate sulla base di criteri di qualità del progetto con il superamento del principio massimo ribasso: questo principio piace ai geologi ma presenta un problema:

“I progetti andranno a gara – conclude Nardone – con le indagini geologiche già nella fase preliminare. Questo aspetto, seppur nel principio condivisibile perché mira a ridurre le varianti e a porre a base di gara un progetto di qualità, conserva delle insidie e, pertanto, merita il dovuto approfondimento. Nella fase preliminare, le stazioni appaltanti sono in fase di richiesta dei finanziamenti quindi non ci sono risorse finanziarie sufficienti per adeguate campagne di indagine”.

I Geologi sperano in un momento di confronto col Governo sul nuovo Codice Appalti.

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