Terre e rocce da scavo

Alacre lavoro in questi giorni presso la Commissione Territorio, Ambiente, Beni ambientali del Senato intorno alla bozza di regolamento di riordino e semplificazione della disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo (il prospetto di d.P.R. concernente il regolamento che disciplinerà la materia).

Ampio rilievo è stato rivestito dall’audizione effettuata della Rete delle Professioni Tecniche (RPT) che, per mezzo del tesoriere Andrea Sisti, ha giudicato con favore l’ottimo lavoro svolto dalle autorità competenti in materia: “Questa attività rende possibile l’obiettivo di raccogliere in un’unica norma quanto attualmente contemplato in materia da un frammentato ed eterogeneo complesso normativo. Tuttavia – obietta Sisti, che è anche presidente del Consiglio dell’Ordine nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali – abbiamo riscontrato l’omissione, nell’attuale testo, di alcune specifiche tecniche alle quali abbiamo proposto di ovviare attraverso una serie di precisi emendamenti dei siti di intervento”.

Tra le altre voci che si sono levate nell’ambito dell’audizione si allinea anche quella di Francesco Violo, Consigliere Segretario del Consiglio Nazionale dei Geologi: “Apprezziamo molto lo sforzo del legislatore ma al tempo stesso riteniamo che il testo sia migliorabile attraverso sostanziali modifiche e integrazioni per quanto attiene agli aspetti geologici e idrogeologici”.

Gestione terre e rocce da scavo: le proposte della RPT

Le specifiche proposte della RPT, sul versante dell’inquadramento territoriale e topocartografico risultano in tale direzione finalizzate alla redazione di piani di utilizzo di maggior dettaglio, a garanzia della salvaguardia ambientale: ad affermarlo è Pasquale Salvatore, Consigliere del Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri Laureati (CNGeGL).

Ma quali sono le principali novità in arrivo per le modalità di riutilizzo delle terre e rocce da scavo? In questo articolo una lista di modifiche (elaborate in ossequio al Decreto Sblocca Italia) che dovrebbe ricevere l’approvazione finale nelle prossime settimane all’interno della suddetta bozza di regolamento.

La questione amianto

Alberto Valmaggia, Coordinatore della Commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni ha tracciato il punto in cui il percorso di definizione della bozza è giunto: “Abbiamo riconfermato alla Commissione Territorio e ambiente del Senato il parere della Conferenza delle Regioni condizionato all’accoglimento di tutta una serie di emendamenti in merito al provvedimento sulla disciplina semplificata delle terre e delle rocce di scavo. Inoltre abbiamo evidenziato alcune questioni che rimangono ancora aperte, come la gestione dell’amianto, in quanto non è stata prevista la differenziazione tra amianto naturale e quello antropico. C’è il rischio di fare confusione, quindi serve più chiarezza in tal senso. Ciò servirà, ad esempio, anche nella gestione dei lavori di scavo per il Terzo Valico tra Piemonte e Liguria. Così come sono stati evidenziati i problemi di definire meglio nel provvedimento la gestione dei quantitativi dei materiali da demolizioni. Si ritiene pertanto che su alcune questioni l’impatto della norma non sia così forte come avrebbe voluto”.

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