Jobs Act Autonomi

Il percorso legislativo del Jobs Act lavoratori autonomi prosegue: il testo in questo momento è in corso d’esame in commissione. Nel frattempo, dopo le anticipazioni sul contenuto giunte nello scorso autunno e dopo un esame preliminare (non valutato con entusiasmo dai rappresentati dei professionisti tecnici) sulla prima bozza nel testo (approvata in Consiglio dei Ministri lo scorso 28 gennaio), affiorano ulteriori punti di vista sotto forma di auspici per la correzione di un testo che non sembrava far concretizzare la tanto sbandierata (e probabilmente necessaria) rivoluzione del lavoro autonomo in Italia.

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“Un atto di equità che riconosce il valore e la dignità del lavoro autonomo e professionale. Siamo favorevoli alle garanzie introdotte dal nuovo Statuto, tuttavia vi è il rischio che le finalità di tutela possano essere vanificate da disposizioni difficilmente applicabili e formule indefinite”: queste le parole del numero uno di Confprofessioni, Gaetano Stella, dinnanzi alla Commissione Lavoro del Senato, dove proseguono le audizioni sul disegno di legge per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale. “Il ddl riguarda principalmente i rapporti di lavoro autonomo prestati in via continuativa senza specificare cosa si intenda con tale concetto – prosegue il presidente di Confprofessioni -, la disciplina proposta per il recesso poi non prevede termini precisi. Tutto ciò rischia di generare contenzioso. Per una auspicata simmetria delle posizioni contrattuali sarebbe opportuno che le citate disposizioni riguardassero sia il lavoratore autonomo/professionista sia il committente”.

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Sono inoltre numerosi i nodi in materia ancora da sciogliere: “Molte misure introdotte nei disegni di legge all’esame della Commissione Lavoro del Senato vanno certamente nella giusta direzione, basti citare la norma che rende universale la partecipazione dei professionisti ai bandi europei, ampliando quanto già previsto dalla Legge di Stabilità – continua Stella – ma potrebbe essere utile inserire nel disegno di legge ulteriori disposizioni di sostegno alla libera professione. Bisogna eliminare la doppia tassazione che grava sulle Casse professionali e armonizzare la disciplina sull’IRAP individuando parametri precisi al fine di risolvere un annoso problema, che ha causato enorme contenzioso. Risulta necessario altresì rendere pienamente operativo lo strumento delle società tra professionisti“.

Nel frattempo il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro chiede “la parità di genere sia una priorità del Jobs Act degli autonomi (in occasione della settimana della Festa della Donna, ndr)”, rammentando l’impegno della categoria “per arrivare a un ampliamento della disciplina relativa alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Solo l’equità di genere  può essere in grado di generare incremento dell’occupazione e coesione sociale: il Jobs Act fa un passo avanti positivo ma, sul fronte del lavoro autonomo, è da perfezionare. I consulenti del lavoro – si legge in una nota – riflettono e dibattono costantemente sul ruolo del lavoro femminile attraverso la Commissione pari opportunità e politiche di genere del proprio Consiglio nazionale, i convegni sul territorio, l’esame delle norme (sia in gestazione, sia emanate) per i lavoratori dipendenti e per i lavoratori autonomi”.

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