Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo del Nuovo Codice Appalti, con cui recepiamo le direttive Ue 23, 24 e 25 del 2014 in materia di concessioni, appalti nei settori ordinari e settori speciali. Il percorso del nuovo Codice Appalti, però, continua: passerà dal Consiglio di Stato e dalle commissioni parlamentari, poi dalla bollinatura e dal Capo dello Stato che dovrà firmarlo. Il Codice Appalti entra in vigore il 18 aprile (giorno di scadenza della Delega) e si applica da quello stesso giorno.

Clicca qui per leggere il testo del Codice Appalti approvato il 3 marzo in CdM.

La novità più grossa riguarda il massimo ribasso, “che resterà solo per casi assolutamente marginali e ben normati”. Gli appalti verranno assegnati in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. L’attenzione sarà rivolta alla qualità e non più al prezzo più basso. Il rischio operativo sarà in capo al soggetto privato e lo Stato non sarà obbligato a ripianare perdite su rischi assunti dai privati.

Il criterio del prezzo più basso si può utilizzare per i lavori di importo pari o inferiore a un milione di euro, tenuto conto che la rispondenza ai requisiti di qualità è garantita dall’obbligo di realizzare la procedura di gara sulla base del progetto esecutivo.
Il criterio del prezzo più basso può essere utilizzato inoltre per i servizi e le forniture di importo inferiore alla soglia comunitaria, caratterizzati da elevata ripetitività. Fanno eccezione per quelli di notevole contenuto tecnologico o con un carattere innovativo.

Se vuoi approfondire leggi l’articolo di Alessandro Massari “Appalti pubblici e nuovo Codice… si cambia?

Ha dichiarato Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori e Conservatori, sul superamento del massimo ribasso:

“Il riconoscimento della centralità del progetto – riportato a unità e che non viene più spezzettato tra soggetti diversi – e il superamento del massimo ribasso affermano il principio che la qualità dell’architettura e il ricorso ai concorsi  rappresentano l’unica strumento per realizzare buone architetture pubbliche, realizzate bene e al giusto costo e rispondenti concretamente ai bisogni dei cittadini che, attraverso il débat public,  saranno ora partecipi delle scelte che riguardano il loro territorio. Così come rappresentano uno sbarramento contro la cattiva sorte delle opere pubbliche, il malaffare e la mafia. Mentre ci riserviamo di esaminare i singoli articoli del Decreto, auspichiamo che questo provvedimento, una volta approvato definitivamente e superato il vaglio delle Camera, possa concretamente contribuire a dare nuova linfa e a rilanciare il settore dei lavori pubblici e dell’edilizia”.

Il Consiglio nazionale degli Architetti si è contraddetto sul Nuovo Codice Appalti: in pochi giorni ha espresso due opinioni contrastanti. Leggi  Sul Nuovo Codice Appalti gli Architetti si contraddicono

 

Le novità del Codice Appalti

Leggi Le novità del Codice Appalti sui Concorsi di progettazione e i Requisiti per le Gare

Leggi Novità del Codice Appalti: obbligo di pagamenti diretti ai subappaltatori

Leggi anche Novità del Codice Appalti su contraente generale e conflitto d’interesse

Per quanto riguarda le novità per i progettisti, leggi l’intervista a Oliveri su BIMprogettazione e Direzione Lavori.

 

Per un’analisi veloce di tutte le novità del Codice Appalti clicca qui

 

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Lunedì 14 marzo 2016 – dalle 10.00 alle 12.00
Il nuovo Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione
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