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Il Nuovo Codice Appalti va in Consiglio dei Ministri

Piano operativo sicurezza (POS)

È molto vicina la prima approvazione in Cdm del Nuovo Codice Appalti: va in Consiglio dei Ministri giovedi (3 marzo) o venerdi  (4 marzo) di questa settimana. Bisogna fare molto in fretta. In realtà, infatti, siamo in alto mare perché molte ancora sono le questioni aperte.

Delrio si sbilancia ancora: dopo aver detto che il BIM sarebbe diventato obbligatorio nel Codice degli Appalti e essere stato contraddetto dall’ultima versione del testo del Codice Appalti, il provvedimento va quindi finalmente in Consiglio dei ministri giovedì o venerdì prossimo. Il Codice era arrivato a un passo dal primo via libera del Consiglio dei ministri ma poi tutto è finito in un nulla di fatto e tutta l’attenzione si è concentrata sul Concorso Scuola.

Le osservazioni di ministeri Economia, Infrastrutture e Beni culturali settimana scorsa hanno costretto Palazzo Chigi a rallentare. Alcuni passaggi considerati parecchio delicati saranno oggetto di riflessione per qualche altro giorno. Al momento, non è ancora chiaro quali saranno le scelte finali dell’esecutivo.

 

Nuovo Codice Appalti: le questioni aperte

L’elenco dei punti sotto la lente è il seguente:
- regole per il sottosoglia,
- nuovi poteri dell’Anac,
- qualificazione delle imprese,
- centralizzazione delle committenze,
- definizione del rischio operativo nell’ambito del project financing.

 

Codice appalti: si fa in tempo?

Si pone seriamente il problema dei tempi. Dopo queste approvazioni il percorso del provvedimento non è finito. Prima del via libera finale in Cdm servirà un giro di pareri. La scadenza indicata dal ministro circolava da tempo a Palazzo Chigi come possibile data limite.

La legge delega fissa come ultimo giorno disponibile per l’approvazione del decreto il 18 aprile. Prima sono necessari almeno 45 giorni per i pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza unificata e per quello (doppio) delle commissioni parlamentari competenti per materia.

Percorrendo a ritroso il calendario, si arriva proprio al 3 marzo, giovedi, il giorno in cui il Codice Appalti arriva in CdM. Se consideriamo gli altri passaggi tecnici che precedono la Gazzetta ufficiale siamo già oltre il limite: se il Parlamento non fa gli straordinari è possibile che decada la delega.


Articolo pubblicato il 1/03/2016 in APPALTI
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