Tassa ascensori

Botta e risposta serrato in materia di nuova tassa ascensori tra Governo e Confedilizia: l’organizzazione storica della proprietà immobiliare aveva lanciato negli scorsi giorni un SOS per la potenziale nascita di una tassa ascensori inserita in un decreto di prossima approvazione, chiedendo all’esecutivo lo stralcio immediato dell’inedito balzello. La compagine governativa renziana ha prontamente risposto, gettando acqua sul fuoco: nessuna tassa ascensori, rassicurano da Palazzo Chigi, ma soltanto controlli sugli impianti più vecchi, in recepimento delle direttive europee, con le spese che comunque sono detraibili e che non vanificano l’eliminazione della TASI.

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Tassa ascensori: botta e risposta

In concreto la nuova misura dovrebbe concernere la verifica straordinaria degli ascensori esistenti relativa a una nuova serie di requisiti minimi di sicurezza. Diventerebbero necessari interventi di controllo per verificare precisione di fermata e livellamento tra cabina e piano, illuminazione del locale macchine, efficacia dei dispositivi di richiusura delle porte di piano con cabina fuori dalla zona di sbloccaggio, porte di cabina, rischio di schiacciamento per porte motorizzate, presenza di dispositivo di comunicazione bidirezionale in caso di intrappolamento in cabina, illuminazione della cabina. Adempimenti a cui sarebbero tuttavia tenuti anche gli ascensori perfettamente a norma. Da qui l’innesco della protesta lanciata da Confedilizia.

A parere di Confedilizia la sicurezza degli ascensori al momento sarebbe già tutelata in maniera efficace dagli stringenti adempimenti esistenti: manutenzione ogni sei mesi, verifica ASL o ARPA, obbligo di fermare l’impianto in caso di segnalazioni nel corso delle verifiche. Proprio per tale motivo l’organizzazione  della proprietà immobiliare chiede l’eliminazione della disposizione dal testo di legge.

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Le rassicurazioni del Governo nel dettaglio

Ecco come il Governo motiva la ratio e la necessità della nuova misura: “Essa non prevede verifiche straordinarie, ma controlli di sicurezza da svolgersi nell’ambito della prima verifica ordinaria utile”. Maggior attenzione viene chiesta solo in relazione agli impianti installati prima del 1999, ovverosia precedenti alle direttive europeo che hanno modificato i requisiti di sicurezza. Nessuna spesa eccessiva in arrivo per i condomini, rassicurano da Palazzo Chigi, soprattutto nel caso in cui le norme già oggi previste abbiano già indotto molti proprietari a procedere a stringenti controlli.

In merito ai costi (non ingenti) previsti: questi potranno essere distribuiti su quattro anni, con applicazione delle detrazioni fiscali previste per la ristrutturazione edilizia.

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