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Se c’è la muffa in casa, non è umidità di risalita

Se c’è la muffa in casa, non è umidità di risalita

L’umidità presente alla base muraria non è sempre conseguenza della risalita, anzi, non lo è quasi mai. Molto spesso è dovuta a fenomeni condensativi più o meno complessi che si instaurano in questa particolare zona della muratura.

Studi condotti in Gran Bretagna nell’arco di vent’anni dal centro di ricerche inglese BRE (Building Research Establishment), hanno evidenziato che la risalita era presente solo nel 5% dei casi esaminati, mentre i fenomeni condensativi erano ben quattro volte più frequenti, raggiungendo il 20%.

La base muraria è sempre un ponte termico naturale ed ineliminabile, dovuto al contatto col terreno più freddo. Oltre alla dispersione di calore per conduzione, si instaurano dei fenomeni convettivi circolatori, che tendono a mantenere più bassa la temperatura della base muraria rispetto alla sua parte in elevazione. Le irregolarità di forma come gli angoli, o la presenza di materiali più compatti e disperdenti come i blocchi di pietra o il calcestruzzo, tendono ad aggravare ulteriormente la situazione, rendendo la parte bassa dei muri, il punto dove i fenomeni condensativi sono più probabili. Le superfici fredde favoriscono la formazione di muffe e condense, soprattutto quando l’aria interna ha un elevato valore di Umidità Relativa. Nelle case fredde e umide è frequente che la base muraria sia interessata da muffe e condense, ma questo non ha nulla relazione con il fenomeno della risalita.

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L’umidità da risalita muraria


Marco Argiolas , 2016, Maggioli Editore

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Come facciamo a capire che l’umidità del muro è di risalita?

Quasi sempre ce lo dice la muffa, proprio perché si tratta di un’attività biologica che predilige acqua più pura e leggermente acida, come appunto quella condensativa, mentre l’umidità di risalita porta sempre con se dei sali che la disturbano o che ne inibiscono la formazione. La risalita forma in superficie una soluzione satura di sali minerali, con prevalenza di solfati, nitrati e cloruri, che non è compatibile con le formazioni biologiche. Infatti i nitrati ed i cloruri vengono abbondantemente impiegati nella conservazione dei salumi e degli alimenti in generale essendo antibatterici naturali, inoltre le muffe domestiche generalmente non colonizzano sui solfati. In altri casi, piuttosto rari in realtà, la muffa può essere la conseguenza di infiltrazioni di acqua meteorica o di danni agli impianti, cioè di acqua con contenuto di sali molto basso o nullo.

Come posso distinguere la muffa in casa dai sali?

Le muffe domestiche sono quasi sempre nere o scure, e più raramente anche verdi e marroni. I sali presenti sulle superfici sotto forma di efflorescenza sono prevalentemente bianchi, sotto forma di polvere aderente, di lanugine o di filamenti.

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Rarissimo esempio di presenza simultanea di muffe e di sali sulla stessa parete. Le due manifestazioni si sono formate in tempi successivi e per cause diverse non collegate fra loro.

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Umidità, muffe e condense in casa


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Articolo pubblicato il 2/03/2016 in EDILIZIA
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5 Commenti per Se c’è la muffa in casa, non è umidità di risalita

  1. Greentech
    09/03/2016 alle 09:14

    Non è una grande scoperta o novità che l’umidità di risalita causa efflorescenze saline e la muffa è un fungo e viene alimentata dalla condensa.
    E non è nemmeno raro che esistano entrambe anche se non con muffa sopra i sali.
    La risalita genera alta umidità ambientale che poi può condensare e dar vita a muffa. In altre zone della muratura.
    Il fatto che solo il 5% sia Umidita di risalita è un dato falso, le case pre anni 80 italiane ne soffrono in una altissima percentuale.
    il 5% di quali case. Quelle nuove?
    Individuare umidita di risalita senza margine di errore è facilissimo, basta conoscere il fenomeno usare un igrometro edile e nel dubbio fare dei prelievi di muro come da norme UNI 11085.

  2. Marco Argiolas
    09/03/2016 alle 11:20

    Buongiorno, il dato del 5% viene citato in un libro pubblicato dal BRE inglese, prestigioso istituto di ricerca che corrisponde al nostro CNR, e si riferisce agli esiti di indagini condotte dall’istituto nell’arco di vent’anni.
    Se lei ritiene che i dati diffusi dal BRE inglese siano falsi, e se ha dei dati più attendibili, può contattarli per spiegare loro come stanno le cose.
    L’indirizzo è il seguente:
    Bucknalls Ln, Watford WD25 9XX, UK

  3. Greentech
    10/03/2016 alle 10:14

    Il BRE sarà prestigioso e nessuno mette in dubbio loro. Io ho messo in dubbio solo quello che ha scritto lei sul 5% – il BRE comunque non corrisponde al CNR, il BRE è un’istituzione privata che si occupa solo di edifici. Evitare le false diagnosi di risalita, specialmente in case nuove è corretto, ma dire che il fenomeno non esiste come ha fatto un famoso “esperto” (ciarlatano) inglese è falso. La discussione comunque è inutile dato che è così semplice verificare con dati oggettivi la presenza o assenza di umidità di risalita, condensa o una delle altre forme.

  4. Paola
    10/04/2016 alle 09:54

    Ho visitato il sito di Green Tech e ho trovato delle grandi similitudini con l’articolo che parla del sig. Howell accusato di essere venditore di “FUFFA” che ha scritto come Argiolas libri e articoli del tipo “la risalita capillare non esiste” … Perché qualcuno dice che l’umidità di risalita non esiste?
    Se l’umidità di risalita è un mito e non esiste, allora è solo un’invenzione dei cattivi “commerciali” per vendere prodotti.
    Mentre il tecnico “buono onesto e indipendente” dice che non vende niente.
    Si auto proclama “tecnico obiettivo indipendente e onesto” e ti svela il “complotto”.
    Automaticamente diventa l’unico di cui ti puoi fidare.
    E la concorrenza è sbaragliata.
    Avrà clienti (polli) che si fanno fare diagnostiche tecniche credendo di “sfuggire ai cattivi venditori”.
    Si affidano al “tecnico che dice la verita” e credono di mettersi al riparo dalle industrie e venditori cattivi.
    Peccato che si basi tutto sulla fuffa.
    E che l’umidità di risalita sia un realtà SCIENTIFICA.

    • Redazione Tecnica
      12/04/2016 alle 08:44

      Gentile Paola, le riportiamo la risposta alle sue osservazioni dell’autore dell’articolo, Marco Argiolas.

      Gentile Paola, non le nascondo che ho delle serie difficoltà a capire il suo intervento. Per quanto non le sia simpatico, Jeff Howell è un autore molto conosciuto in Gran Bretagna, e pubblica regolarmente anche per il Daily Telegraph di Londra. Oltre a Jeff Howell ci sono numerosi altri esperti che sono critici sulla risalita muraria, e parliamo solo a titolo di esempio di Stephen Boniface ex direttore del RICS, e di Mike Parret, famoso autore di testi prestigiosi anche con Ralph Burkinshaw, ovvero uno dei massimi esperti al mondo sull’argomento.
      Sono certo che lei è ben più qualificato, e sono altrettanto certo che saprà tener testa ai soggetti citati con ampie e documentate spiegazioni SCIENTIFICHE, oltre che con le sue numerose pubblicazioni.
      Se lei ritiene che questi signori si stiano sbagliando, la invito a contattarli personalmente, argomentando le sue tesi. Sono persone molto comprensive e disponibili, perciò sono certo che se lei farà notare loro gli errori che hanno commesso, si scuseranno prontamente e pubblicamente.
      Se invece si riferisce a me, io non ho scritto che “l’umidità di risalita non esiste”, ma che “la risalita capillare non esiste… almeno così come ci viene raccontata”. Si tratta di due espressioni dal significato ben diverso. Ora, se lei della mia pubblicazione ha letto solo mezzo titolo, mi spiega come fa a capirne il significato? E avendo capito poco o nulla del significato, mi spiega come fa a commentarlo?

      Cordiali saluti

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Marco Argiolas
Tecnico esperto in danni e difetti delle costruzioni

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