Grandi opere, poche risorse e burocrazia lenta tra le cause di ritardo

A dieci anni dalla promulgazione della Legge Obiettivo (Legge 443 del 21 dicembre 2001) e dalla Delibera del CIPE 121/2001, la Fondazione FASTIGI, impegnata nel monitoraggio delle grandi infrastrutture, ha predisposto un Rapporto su “Lo stato di attuazione delle grandi opere in Italia” per fornire una fotografia aggiornata della situazione di importanti opere che sarà presentato venerdì prossimo.

La mancanza di risorse finanziarie, ma anche i ritardi progettuali, le lungaggini burocratiche, le difficoltà nell’ottenere le autorizzazioni sono tra le cause dei ritardi sulle grandi opere.

Nonostante la selezione sulla priorità di queste infrastrutture, la Torino-Lione, ma anche il tunnel del Brennero, il sistema Mose, l`alta velocita` Milano-Genova e Milano-Padova, la ferrovia Napoli-Bari, il sistema autostradale del Nord Italia (con la Pedemontana veneta e lombarda oltre che Brebemi e Tem), l`autostrada Salerno-Reggio Calabria, le linee della metropolitana a Milano, Roma e Napoli, sarà necessario capire  la dote delle risorse pubbliche disponibili per i prossimi anni.

Nell’ultimo periodo sono partiti o sono in fase di avvio grandi lavori infrastrutturali per un valore complessivo di 8,5 miliardi. Si stanno avviando i cantieri della Pedemontana Veneta e tra marzo e aprile partiranno quelli della Treviglio-Brescia Av e quelli per la Tangenziale est Milano (Tem).

A inizio marzo sono stati consegnati anche i cantieri per la metropolitana 4 a Milano, entro sei mesi  dovrebbero partire i lavori per il secondo lotto della Pedemontana lombarda e quelli per il terzo valico Av.

E’ necessario un nuovo piano delle risorse e probabilmente  il Governo Monti lo mettera` all`ordine del giorno con l`approvazione del Documento economico finanziario (Def).

 

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