POS obbligatorio

Dovrebbe pervenire già dai primi giorni di questa settimana il provvedimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze che dovrà contribuire in qualche modo a definire le multe per coloro che non installeranno il POS nel proprio studio o negozio e i casi particolari in cui sia giustificata l’impossibilità tecnica di installarlo.

Il tema è delicato e già ampie polemiche si sono affastellate nel corso di tutto il 2015 in merito alla opportunità che l’obbligo divenisse cogente anche per i singoli professionisti. L’idea alla base è certamente giusta e virtuosa: al fine di favorire la diffusione della cultura dei micropagamenti con carta di credito o di debito e aumentare la tracciabilità dei pagamenti, la Legge di Stabilità 2016 prescrive che “entro il 1° febbraio 2016 il Ministero dell’Economia e delle Finanze e quello dello Sviluppo Economico dovranno definire i tetti delle commissioni da applicare ai pagamenti elettronici”.

Le fondamenta della decisione sono solide, certo: ma l’applicazione risulterà davvero ragionevole? L’obbligo per i professionisti consiste nell’accettare pagamenti in moneta elettronica (bancomat) anche per importi inferiori ai 30 euro. Nelle intenzioni del Governo il provvedimento fonde la necessità di aumentare la tracciabilità dei pagamenti con l’opportunità di favorire la diffusione della moneta elettronica al fine di ridurre quel grande “gap” che separa l’Italia dalla maggior parte dei paesi occidentali. Leggi in proposito i consigli del Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri Laureati (CNGeGL) in merito.

È comunque evidente (a corroborare ciò contribuisce una inchiesta effettuata dalla nostra redazione durante l’estate 2014) come per i professionisti alla stregua di architetti e ingegneri il POS risulti essere uno strumento talora pleonastico (se non inutile): “Nei nostri studi non si vendono prodotti – spiegava su queste pagine Salvo Garofalo, presidente di Inarsind – chi deve pagare la parcella di un professionista lo fa di norma attraverso bonifico bancario, uno strumento molto più adatto e pratico per pagare le nostre prestazioni. Per questo architetti e ingegneri  non hanno alcun interesse a installare il POS nei propri studi, considerato che si tratta di un onere in più, privo di prospettive di utilità”.

Tutta la questione nasce e prende vita mediante il decreto legge 18 ottobre 2012, n.179, in vigore dal 30 giugno 2014, ovverosia il provvedimento che contiene l’obbligo di installazione del POS, il dispositivo elettronico (“point of sale”) che consente ai professionisti di ricevere pagamenti anche mediante bancomat.

Altro tema che dovrà essere definito mediante il suddetto decreto ministeriale è quello relativo all’annosa questione delle commissioni sui pagamenti: in questo senso le commissioni applicate dalle banche dovranno comunque essere effettivamente commisurate ai costi del servizio erogato, senza scaricarsi sul professionista o sull’esercente che riceve il pagamento.

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