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Collegato ambientale, le regole per rifiuti urbani e verde pubblico

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All’interno della legge 221/2015 sulla Green economy e gli Appalti verdi, cioè nel Collegato ambientale ci sono regole stringenti per i rifiuti urbani, la gestione del verde pubblico e gli arredi per l’ufficio. La legge ha lo scopo principe di agevolare il ricorso agli appalti verdi e l’applicazione di criteri ambientali minimi nei contratti pubblici. Questo vale per il 100% degli acquisti di beni e servizi che impattano sui comuni energetici e le emissioni di CO2 (come attrezzature elettroniche, servizi energetici e appunto illuminazione pubblica).

L’articolo 18 del Collecato ambientale dice: negli atti di gara, per almeno il 50 per cento del valore delle gare d’appalto stesse, è prevista l’applicazione dei criteri ambientali minimi e delle specifiche tecniche e delle clausole di contratto contenute nei decreti attuativi per quaesti servizi:

- affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani (allegato 1 al decreto del Ministero dell’ambiente 13 febbraio 2014)

- affidamento del servizio di gestione del verde pubblico, per l’acquisto di piante ornamentali e impianti di irrigazione (decreto del Ministero dell’ambiente del 13 dicembre 2013)

Nello stesso Collegato ambientale, l’obbligo di rispettare le specifiche tecniche del decreto attuativo per almeno il 50 per cento del valore delle gare d’appalto vale anche per gli arredi per ufficio (allegato 2 al decreto del Ministero dell’ambiente del 22 febbraio 2011).

Quello che riguarda la gestione dei rifiuti urbani, del verde pubblico e gli arredi per gli uffici non è un elenco chiuso, ma aperto e aggiornabile. Come abbiamo visto il Collegato ambientale fissa regole anche per l’ illuminazione pubblica.

L’articolo 19 del Collegato ambientale contiene le disposizioni utili a garantire l’effettiva attuazione degli obblighi dei criteri ambientali minimi. La sezione centrale dell’ Osservatorio sui contratti pubblici deve occuparsi di monitorare il raggiungimento degli obiettivi fissati per la sostenibilità dei consumi nel settore della pubblica amministrazione. Inoltre si prevede che i bandi-tipo contengan0 indicazioni per l’integrazione nel bando dei criteri ambientali minimi.

 

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Articolo pubblicato il 25/01/2016 in AMBIENTE
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