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Gestione e smaltimento rifiuti: dall’anno prossimo cambia tutto (anche la TARI)

rifiuti

Una transizione rapida dalla attuale tassa sui rifiuti (TARI) ad una tariffa per il servizio reso ai cittadini: sarà l’effetto del passaggio della competenza in materia di rifiuti all’Autorità per energia elettrica, gas e sistema idrico. L’idea è quella di ridefinire la normativa, in modo che sia uniforme per tutto il territorio nazionale e per equipararla a tutti gli effetti a una attività “regolata”, proprio come ora avviene per l’elettricità, il gas e l’acqua.

La gestione e lo smaltimento dei rifiuti si configura senz’altro come uno dei servizi pubblici più complessi e problematici a livello di gestione (con ingente grado di rischio di infiltrazione malavitosa). L’annuncio dell’importante cambiamento è giunto la scorsa settimana a Bologna tramite le parole del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Il quale ha preso un impegno davanti alla platea di operatori che si sono ritrovati per un convegno organizzato dal gruppo Hera, leader del settore in Italia: “Opportunamente rafforzata – ha detto Galletti – l’Autorità per l’Energia dovrà arrivare a definire una tariffa, per avere certezza normativa e finanziaria, senza le quali ben si capiscono le difficoltà delle imprese a partecipare alle gare di appalto indette in certe Regioni”.

Leggi anche l’articolo La superficie arriva in visura: più chiarezza anche ai fini della TARI.

La dichiarazione fa evidente riferimento alla differenza di risultati tra Nord e Sud Italia. Regioni come Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, con medie attorno al 60% di rifiuti riciclati, hanno già raggiunto gli obiettivi che l’Europa ha previsto per il 2020; al contrario, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia restano sotto la soglia critica del 20%, risultati assolutamente insoddisfacenti.

Leggi anche l’articolo Costo rifiuti: oggi paghiamo il 22% in più rispetto a 5 anni fa.

“Lo smaltimento dei rifiuti – spiega Tomaso Tommasi, presidente del gruppo Hera – è un processo industriale che necessita di investimenti che difficilmente si possono trovare sul mercato senza una regolazione come si deve. In questo modo – ha argomentato il manager – le aziende saranno incentivate a partecipare alle gare che saranno indette nei prossimi anni, contribuendo così alla riduzione del numero degli operatori che in Italia è ancora eccessivo e con dimensioni ben al di sotto della media europea”.

Per approfondire il tema della gestione dei rifiuti consulta il Rapporto ISPRA Rifiuti Urbani 2015, una vera e propria radiografia sull’intero sistema di gestione rifiuti all’interno del Paese

Una prospettiva di cambiamento che investirà, ovviamente, anche i cittadini: il servizio darà più efficiente e l’impatto sulla TARI (o comunque sarà definita la tassa sui rifiuti) sarà inferiore? Le risposte al 2016.


Articolo pubblicato il 22/12/2015 in GUIDAMBIENTE
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