Mercato Immobiliare Italia 2015, dall’Osservatorio Nomisma buone notizie

Raddoppiano i volumi delle compravendite e tengono i prezzi con buone prospettive per il prossimo anno. È incoraggiante il quadro dipinto dall’Osservatorio Nomisma sul mercato immobiliare 2015 del nostro Paese, presentato la scorsa settimana a Milano.

“La ripresa del mercato non sarà però rapida e, certamente, non priva di rischi”, mette in guardia Luca Dondi, consigliere delegato di Nomisma, intervistato a Radio24, ma è fuori di dubbio che rispetto al passato il 2015 rappresenta un anno di svolta; complici anche una serie di fattori che hanno contribuito a svegliare il settore immobiliare dal coma profondo in cui era caduto (in primis l’incremento delle erogazioni di mutui per l’acquisto della prima casa e un aumento della percentuale di famiglie che è riuscita “a mettere da parte” una quota parte del proprio reddito).

Mercato immobiliare Italia 2015: OK le compravendite, meno bene i prezzi

Primo dato interessante è quello sulle compravendite che presentano nel 2015 un segno positivo praticamente in tutte le grandi città prese in considerazione dall’Osservatorio immobiliare Nomisma 2015.

Le uniche “pecore nere” sono le piazze di Genova (-5,4% di compravendite rispetto al 2014) e Roma (-2,5%). Ottime performance le fanno Bari (+17,4%), Padova (+13,2%) e Palermo (+11,3%). In Lombardia Milano guida la ripresa del mercato immobiliare italiano con un ottimo +5,5% rispetto allo scorso anno, che aveva già visto un’ottima prestazione con un altro +5,5% rispetto al 2013.

Ancora critica la situazione riguardante gli esercizi commerciali. A fronte di una offerta in costante crescita, infatti, la domanda si mantiene sempre modesta.

Meno rosee le notizie sui prezzi che, però, rimangono abbastanza stabili con un rallentamento del calo e una previsione di ripresa tra il 2016 e il 2017. Le perdite minori si registrano a Catania e Venezia (-1,6% rispetto al 2014), mentre il calo maggiore si registra a Bari (-4,0%), Bologna e Torino (entrambe perdono un altro 3%).

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