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Amianto, modalità di rimozione e incentivi per il 2016: guida essenziale

Amianto

La rimozione dell’amianto è un’attività che riveste una grande importanza nell’odierno periodo storico: non a caso gli incentivi per l’edilizia vedono nell’Ecobonus 65% per la riqualificazione energetica e nel Bonus Ristrutturazioni 50% (confermati anche per il 2016) gli strumenti più interessanti ed efficaci anche per la rimozione di tale materiale dagli edifici (presente in pannelli, pavimenti, rivestimenti di camini, tubazioni, lastre di copertura, canne fumarie, serbatoi idrici, guarnizioni stufe, intonaco).

In questo senso bisogna ricordare che la presenza di materiali che contengono amianto in un edificio non comporta di per sé un pericolo per la salute degli occupanti: l’allegato sulla valutazione del rischio al decreto ministeriale 6 settembre 1994 afferma infatti che “se il materiale è in buone condizioni e non viene manomesso, è estremamente improbabile che esista un pericolo apprezzabile di rilascio di fibre di amianto”.

Ma come ci si comporta a livello operativo per effettuare una corretta attività di bonifica dell’amianto?

In via introduttiva è necessario premettere che non sempre è possibile rimuovere il materiale (ciò accade per molteplici ragioni , vedi impedimenti strutturali dell’edificio). Un comportamento standard, in ogni caso, è il seguente: una volta accertata la presenza dell’amianto è necessario stilare almeno un programma di controllo e manutenzione, per prevenire il rilascio e la dispersione di fibre, e nel caso intervenire per rimuovere o mettere in sicurezza. La pericolosità più ingente dell’amianto si ravvisa infatti nella sua configurazione in matrice friabile (con fibre libere o debolmente legate), mentre l’amianto in matrice compatta, ovvero il cemento-amianto (fibrocemento o eternit) possiede un grado inferiore di pericolosità: sono infatti le minuscole fibre volatili di amianto che possono causare gravi patologie all’apparato respiratorio.

Per una visione generale del tema leggi l’articolo Amianto, lo stato delle cose: le priorità elencate da Legambiente.

In primo luogo, il proprietario dell’immobile (l’amministratore di condominio per le parti comuni) è sempre tenuto a designare una figura responsabile del rischio amianto, con compiti di controllo e coordinamento dell’attività manutentiva, da cui passa la valutazione dell’eventuale bonifica. Il proprietario deve anche tenere i documenti relativi all’ubicazione dell’amianto, predisporre la segnaletica e le misure di sicurezza, fornire una corretta informazione agli occupanti dell’edificio sui rischi potenziali e i comportamenti da adottare.

Il responsabile è tenuto ad individuare la ditta qualificata e abilitata ad eseguire i lavori: ovverosia un’impresa iscritta all’Albo nazionale gestori ambientali, in categoria 10, con coordinatore e operai specificamente formati. La ditta deve redigere un “piano di lavoro” da presentare all’ASL competente per territorio (all’infuori di specifici casi di urgenza) almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Trascorsi i 30 giorni scatta il silenzio-assenso.

La bonifica può avvenire in 3 diverse modalità:
- incapsulamento: trattare con vernice che ricostruisce la superficie e impedisce la fuga del materiale;
- confinamento: cioè la chiusura dietro murature;
- rimozione del materiale.

copertina amianto Amianto, modalità di rimozione e incentivi per il 2016: guida essenziale

Amianto: Guida pratica per la gestione dei manufatti


M.C. Di Cosimo , 2015, Maggioli Editore

La presenza di amianto o di materiale contenente fibre di amianto sul territorio, a causa del massiccio impiego che ne è stato fatto nel secolo scorso, costituisce una problematica storica di particolare rilievo visto il prezzo che è stato pagato in termini di vite umane impegnate nella...


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Con riferimento alle autorizzazioni edilizie, bisogna tenere presente la tipologia di intervento collegato: nel caso di rimozione parziale, non è necessario nessun documento.  Ne caso in cui invece i lavori riguardino la rimozione del cemento-amianto e il posizionamento di un’altra copertura coibentata, diventa necessaria la comunicazione di inizio lavori.

Al termine dei lavori il materiale rimosso deve essere trasportato in un centro di stoccaggio o direttamente in discarica: ad effettuare il trasporto può essere la stessa ditta che ha eseguito i lavori, ma solo se iscritta all’Albo in categoria 5 (tutto è indicato nel piano di lavoro inviato all’ASL, anche il tragitto compiuto per lo smaltimento). Al proprietario deve poi tornare entro 90 giorni una copia del Fir (formulario di identificazione rifiuti), che attesta il conferimento presso una discarica autorizzata.

Leggi anche l’articolo Amianto, il datore di lavoro deve adottare ulteriori misure preventive.

Ma come si configurano gli incentivi per i lavori di rimozione amianto di cui si parlava in apertura? Sino al 31 dicembre 2015 e poi per tutto l’anno prossimo (la conferma della proroga al dicembre 2016 è già presente nella bozza aggiornata della Legge di Stabilità che sarà approvata nelle prossime settimane) l’importo della detrazione è pari al 50% delle spese sostenute fino a un ammontare massimo di 96mila euro (chi spende 15mila euro per la bonifica dall’amianto ne potrà recuperare 7500 in 10 quote annuali).

Inoltre nel Collegato ambientale alla Legge di Stabilità stessa, è stato approvato un emendamento presentato dal Governo che prevede un credito di imposta del 50% delle spese sostenute nel 2016 per interventi di bonifica dell’amianto anche su beni e strutture produttive: i fondi previsti per tale attività ammontano a 5,6 milioni di euro per il triennio 2017-2019).


Articolo pubblicato il 4/11/2015 in SICUREZZA
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9 Commenti per Amianto, modalità di rimozione e incentivi per il 2016: guida essenziale

  1. MAURO MONZANI
    11/11/2015 alle 10:41

    Buongiorno,
    dovrei smaltire la copertura di amianto di una pertinenza associata alla mia abitazione, oltre a poter portare in detrazione al 50% le opere di smaltimento dell’amianto realizzate dall’impresa, se acquisto direttamente il materiale per la copertura (lamiere grecate di copertura) presso un altro fornitore e realizzo i lavori in economia per conto mio, posso portare in detrazione anche la fattura del materiale acquistato?

  2. MAURO MONZANI
    11/11/2015 alle 11:57

    Buongiorno,
    dovrei effettuare lo smaltimento di una copertura in amianto di un locale accessorio alla mia abitazione.
    Vorrei sapere se oltre al costo dell’impresa addetta allo smaltimento dell’amianto posso portare in detrazione al 50% anche la fattura relativa alle lamiere grecate che acquisterò direttamente presso altro fornitore e poserò personalmente.
    Grazie.

  3. Teresa
    07/03/2016 alle 08:34

    Ciao. Un mio vicino deve smaltire due tubi di un camino domestico di eternit. Cosa deve fare per non spendere soldi?

  4. lorenzo
    03/04/2016 alle 14:16

    penso che lo stato abbia l’obbligo di rimuovere gratuitamente l’eternit,in quanto responsabile per non avere tutelato i cittadini al momento che ne hanno autorizzato la vendita. si potrebbe pensare anche ad una denuncia in massa per i danni subiti nel tempo con la connivenza dello stato.

  5. Luisa Adele
    28/04/2016 alle 10:41

    Sono perfettamente d’accordo.Tra l’altro è uscita la notizia che il governo ha in animo di rendere obbligatorio quanto prima lo smaltimento dell’amianto presente ancora sul territorio:ma come si potrebbe fare? Questo materiale è stato a suo tempo usato anche per fare acquedotti e lavori pubblici a non finire….
    E chi non ha la disponibilità finanziaria per affrontare le spese di rimozione?

  6. Pasquale
    22/05/2016 alle 14:04

    Ciao,
    sto eseguendo lavori di manutenzione straordinaria in regime di Scia, per i quali usufruirò della detrazione fiscale. La chiusura lavori non è stata ancora rassegnata e sto valutando di bonificare una copertura in amianto relativa al garage di mia pertinenza. Tale intervento non è menzionato nella Scia in corso.
    - posso integrare la stessa ed estenderla alla bonifica?
    - intervenendo per tale intervento una ditta specializzata in materia, posso/devo comunicare all’asl di competenza il subentro di una seconda ditta e presentare l’inizio attività, rientrando di fatto nel secondo caso?
    Non vorrei perdere il beneficio della detrazione.
    Grazie

  7. ilio
    26/05/2016 alle 13:01

    Anch’io, a giorni, inizierò lo smaltimento di una certa quantità di amianto 40 / 50 mq) e leggendo i vari siti su internet ho avuto la conferma che mi spetterebbe…….il 50% di detrazione naturalmente seguendo tutta la normativa fiscale su tal argomento -comunicaz. al Comune, alla ASL (da parte della ditta che esegue i lavori), pagamenti tramite bonifico ecc), ciò premesso qualcuno asserisce che lo Stato non riconoscerà “nessuna detrazione” in tal senso, farò come prevede la normativa e poi speriamo (o spariamo). Ho letto l’intervento di Lorenzo che asserisce “che lo stato abbia l’obbligo di rimuovere gratuitamente l’eternit….) sono in perfetta sintonia su tale affermazione, ma non aspettiamoci nulla di buono in tal senso, anche se LO STATO HA IL DOVERE MORALE POICHE’ HA PERMESSO L’UTILIZZO DI TALE MATERIALE ALTAMENTE NOCIVO PER L’UOMO, però resterà solo una chimera!!

  8. BRUNO
    24/06/2016 alle 01:11

    SONO UN ‘PRIVATO’ IN PENSIONE SENZA P.IVA NON IMPRENDITORE PROPRIETARIO A META DI UN CAPANNONE DI 4000 MQ COSTRUITO CON 40 ANNI DI FATICA ,SFITTO CON TUTTO IL TETTO IN ETERNIT DA BONIFICARE.CHIEDO SE POSSO USUFRUIRE DEL BONUS 50 % USANDOLO COME CREDITO D’IMPOSTA PER NON PAGARE QUESTA COME LA DEFINISCE SALVINI ‘ASSURDA IMU’ SUGLI IMMOBILI CAPANNONI CHE STA MANGIANDO L’INTERA PENSIONE DI MIO PADRE.

  9. Luca
    28/08/2016 alle 09:02

    Buongiorno sono un privato che svolge attivita’ in proprio di consulente finanziario. posseggo un capannone agricolo di circa 400mq di categoria D7 al momento appena liberatosi da un fitto durato circa 13 anni. se volessi rimuovere l’amianto presente sul tetto, potró beneficiare delle detrazioni previste? e se si inche modo, termini e misure? a chi mi dovrei riviolgere? agenzia entrate?

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