Macchine edili

Un trend positivo che continua e che raggiunge il record di vendite nel terzo trimestre (luglio – settembre) del 2015. Stiamo parlando del settore delle macchine da cantiere: tra i mesi di luglio e settembre di quest’anno sono state vendute 1906 macchine, con un aumento del 42,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Un risultato dal forte impatto, che si colloca (migliorandolo addirittura) nel trend positivo già ampiamente visibile nel secondo trimestre del 2015. È la conferma palese di un segnale deciso di svolta nel settore: l’avanguardia di una ripresa che dovrà coinvolgere il settore tout court dopo gli anni difficili della recessione. Leggi in proposito l’articolo Macchine edili: “Qualcosa è Cambiato”, record vendite +40% a giugno 2015.

Nel complesso, nei primi 9 mesi del 2015 sono state vendute o noleggiate 5937 macchine, con una crescita del 33,2% rispetto al 2014 (con export in ripresa a +9,0% nel primo semestre del 2015).

I numeri sono contenuti nell’Osservatorio sulle macchine e impianti per le costruzioni elaborato dal CRESME il quale sottolinea una crescita praticamente generalizzata (con l’unica nota in controtendenza rappresentata dalle terne, macchine particolarmente versatili, che sono utilizzate anche in agricoltura).

Il traino dell’andamento positivo è costituito dal comparto delle mini macchine: “Le 1.155 macchine vendute/noleggiate, rappresentative del 60,7% del mercato complessivo del comparto – si legge nel rapporto – superano quelle del III trimestre 2014 del +43,1% dopo che, già nel II trimestre 2015, avevano aumentato le vendite del +37,6% su base annua”. Al top si collocano i miniescavatori (che coprono oltre l’80% del settore), in crescita del 44,8%.

La continuità dell’andamento positivo anche per questo terzo trimestre non fa altro che confermare una tendenza ormai avviata di ripresa per le costruzioni: “I numeri dicono che tutti stanno comprando macchine, per usarle subito o in prospettiva di usarle a breve – spiega il direttore del CRESME, Lorenzo Bellicini -, questo è un segnale che arriva dal mercato: le macchine sono storicamente anticipatrici del ciclo delle costruzioni. E questi incrementi cominciano a essere importanti”.

“I numeri sono molto positivi – afferma dal canto suo Elisa Cesaretti, presidente dei distributori di Ascomac e titolare di Scai Spa di Perugia -, non ci lamentiamo perché è un piccolo segnale incoraggiante, anche se dietro gli incrementi non ci sono ancora i grossi numeri del passato. E il parco circolante è ancora in gran parte obsoleto, non in linea con i limiti di emissioni inquinanti e di rumore”.

Il dato emerso dall’Osservatorio CRESME non si allinea tuttavia alle rilevazioni statistiche emesse proprio ieri mattina dall’Istituto nazionale di statistica in merito all’Indice composito di fiducia dei consumatori e delle aziende italiane. Una tendenza positiva per quasi tutti i settori tranne che per quello delle costruzioni, dove l’indice della fiducia scende invece da 123,3 a 119,8. Una discrasia tra dati che non ci consente di poter dichiarare in maniera acclarata la definitiva uscita dal tunnel della crisi.

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