Nei giorni scorsi abbiamo parlato di Jobs Act autonomi, di aliquota contributiva al 27% e di regime forfettario per i Professionisti, con aliquota sul reddito imponibile del 15%. E l’abbiamo fatto perchè in questi giorni c’è grande fermento intorno alla nostra categoria per i contenuti “frizzanti” della Legge di Stabilità. Sono più di 5 milioni i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata presso l’Inps e sono quindi tante le persone interessate ai cambiamenti in atto.

In particolare, per quanto riguarda il cosiddetto Jobs Act Autonomi (vale a dire il collegato alla Legge di Stabilità 2016), sono interessantissime le novità. Si tratta di rivedere e modificare un sistema normativo relativo a partite IVA e professionisti che, per certi versi, è certamente invecchiato e non più adeguato ai tempi, segnati profondamente dalla crisi. Abbiamo parlato di maternità e congedi, della norma che tutela i lavoratori autonomi dal rischio (concreto) dei ritardati pagamenti. Oggi parliamo di giovani.

A questo proposito, lunedi 26 ottobre sono state avanzate alcune proposte alla Commissione Lavoro della Camera da parte del presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, attore in prima linea dei cambiamenti ipotizzati con il Job Act Autonomi. Le proposte sono:
1) sconto contributivo per i giovani che intraprendono un’attività di lavoro autonomo;
2) accesso più facile a forme di welfare;
3) estensione dell’accesso dei professionisti alle risorse e agli strumenti previsti dal fondo sociale europeo.

Ha dichiarato Stella: “A partire dal 2011 abbiamo assistito ad un progressivo aumento dei lavoratori iscritti alla gestione separata presso l’Inps e secondo gli ultimi dati Istat i lavoratori autonomi sono circa 5,5 milioni su un totale di 22 milioni di occupati. Un vero e proprio boom che solo ora il governo sembra voler affrontare, dando finalmente la giusta attenzione al mondo del lavoro autonomo”.

Prendendo spunto dagli interventi normativi recenti, che hanno introdotto agevolazioni contributive per le assunzioni a tempo indeterminato, Stella ha chiesto al Parlamento di valutare un’iniziativa che istituisca un beneficio contributivo graduale in favore dei soggetti iscritti alla gestione separata presso l’Inps che intraprendano un’attività di lavoro autonomo, per i primi tre anni dall’avvio della stessa.

Stella ha inoltre annunciato il progetto di Confprofessioni per “consentire a tutti i titolari di partita Iva che non occupano lavoratori dipendenti l’accesso alle vantaggiose forme di tutela che il sistema mutualistico della bilateralità di settore già offre ai titolari e ai dipendenti degli studi professionali”.

Ricordiamo che ci sono ancora ostacoli burocratici che bloccano l’accesso dei professionisti ai fondi strutturali. Il Governo e il Parlamento devono correggere subito l’attività delle Regioni in sede di applicazione dei Fondi strutturali. Occorre inoltre adottare il Protocollo d’intesa sulle politiche e sulle misure per il rafforzamento della competitività dei professionisti tra il Ministero dello Sviluppo Economico e le Regioni, che indica espressamente di intreprendere la piene equiparazione dei professionisti nell’accesso ai fondi europei.

Sempre per quanto riguarda i giovani autonomi, dal 25 giugno 2015 non è più possibile stipulare ex novo le collaborazioni a progetto. Resta possibile stipulare i co.co.co. Dal 1° gennaio 2016 si potrà applicare la disciplina del lavoro subordinato ai rapporti di collaborazione esclusivamente personali, continuative e con modalità organizzate dal comittente.

Leggi anche Jobs Act Autonomi: interessi di mora anche per i professionisti tecnici.

Prosegue dunque l’analisi delle problematiche dei Professionisti ai tempi della e dopo la crisi, già in pista con la Legge di Stabilità 2016 e il Jobs Act Autonomi e Partita IVA.

Dal web


Dal web

Gli Speciali

Scrivi un commento