Jobs Act Autonomi: maternità

È stato ribattezzato Jobs Act del lavoro autonomo, si incarna nel collegato alla Legge di Stabilità 2016, ed è uno dei provvedimenti più attesi per il prossimo anno. Una misura fondamentale per rivedere e modificare un sistema normativo relativo a partite IVA e professionisti che mai come in questi tempi necessita di un importante ribaltamento di prospettive.

Una platea di oltre 2 milioni di lavoratori sarà potenzialmente interessata alle novità in arrivo con tale provvedimento: da un lato ci sono 1,2 milioni di professionisti iscritti alle casse previdenziali private, dall’altro gli oltre 800mila che versano i contributi alla gestione separata dell’INPS.

Dopo una prima ricognizione sui contenuti generali del provvedimento ed un esame nel dettaglio della norma che tutela i lavoratori autonomi dal rischio (concreto) dei ritardati pagamenti, oggi ci focalizziamo sul fondamentale tema della maternità (e dei congedi).

La misura è ancora allo studio degli esperti: cerchiamo di comprendere come si strutturerà e quali tutele saranno messe a disposizione dei lavoratori autonomi.
– L’indennità di maternità sarà erogata alle lavoratrici autonome dall’INPS, su richiesta, a prescindere dalla effettiva astensione dall’attività lavorativa.
– I lavoratori e le lavoratrici autonome, genitori di bambini nati dopo il 1° gennaio 2016, potranno beneficiare del congedo parentale per un periodo di 6 mesi entro i primi 3 anni di vita del bambino con il medesimo trattamento economico e previdenziale previsto oggi per i dipendenti.

Il provvedimento, in generale, punta a comporre uno statuto che si rivolge a tutto il lavoro autonomo professionale, senza fare distinzioni, “capace di integrare le novità previste dal Jobs Act già in vigore, su ammortizzatori sociali e congedi parentali”. Ad affermare ciò è Maurizio Del Conte, docente di diritto del lavoro all’Università Bocconi di Milano e consigliere giuridico del presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Saranno messe in fila una serie di tutele per tutti i lavoratori autonomi, senza distinzione fra iscritti agli ordini e non, con l’unica esclusione degli imprenditori artigiani e commercianti. Una filiera di misure fondamentali per tutelare in maniera più decisa gli autonomi in questi tempi non facili.

I tempi di approvazione del provvedimento saranno abbastanza lunghi: “Se non ci saranno intoppi – spiega Del Conte – è probabile che la legge veda la luce intorno alla metà del prossimo anno”.

Un provvedimento di cui si sentiva la necessità: i feedback positivi in questo senso giungono da molteplici parti: secondo Marina Calderone, presidente del Cup, il Comitato unitario degli ordini e collegi professionali, “il collegato al Ddl stabilità va a colmare un vuoto normativo, per la mancanza di regolazioni di legge dedicate ai lavoratori autonomi, compresi i professionisti. Sappiamo tuttavia – aggiunge – che le tutele non saranno di fatto completate se non con interventi organici di tutela del reddito, di sostegno e reale aiuto nei casi necessità e più in generale di un welfare integrato inclusivo delle caratteristiche specifiche del lavoro autonomo”.

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