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Nuovi decreti di efficienza energetica: gli interventi sugli impianti

Prescrizioni, requisiti e verifiche degli impianti per gli edifci sottoposti a ristrutturazione di 2° livello e riqualificazione energetica

I nuovi decreti di efficienza energetica attuativi della legge 90/2013, entrati in vigore lo scorso primo ottobre, analizzano in base agli ambiti di intervento, i requisiti che il sistema costruttivo deve avere. In questo articolo, si procederà ad analizzare i requisiti prestazioni e verifiche degli impianti da eseguire per gli edifici sottoposti a ristrutturazioni di secondo livello e riqualificazione energetica.

Precedentemente avevamo già analizzato i decreti attuativi sotto altri aspetti, e qui di seguito elenchiamo gli altri articoli che con quest’ultimo vedono completata la disamine sul decreto Requisiti minimi.

Abbiamo quindi già visto, nell’ambito dei nuovi decreti di efficienza energetica:

- Requisiti prestazioni e verifiche comuni a tutti gli ambiti di intervento

- Requisiti prestazioni e verifiche per gli edifici di nuova costruzione, ampliamenti e ristrutturazioni importanti di primo livello.

- Requisiti, prestazioni e verifiche dell’involucro per edifici sottoposti a ristrutturazioni di secondo livello e riqualificazione energetica.

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Gli impianti tecnici in edilizia


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Cosa si intende per ristrutturazioni importanti di secondo livello?

Un intervento si può considerare ristrutturazione importante di secondo livello quando: “intervento interessa l’involucro edilizio con un incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio e può interessare l’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva.”

In questo caso bisogna verificare i requisiti di prestazione energetica che riguardano le caratteristiche termofisiche delle sole porzioni e delle quote di elementi e componenti dell’involucro dell’edificio interessati dai lavori di riqualificazione energetica.

Cosa si intende per riqualificazioni energetiche?

Si definiscono interventi di “riqualificazione energetica di un edificio” quelli che hanno un impatto sulla prestazione energetica dell’edificio. Tali interventi coinvolgono quindi una superficie inferiore o uguale al 25 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio e/o consistono nella nuova installazione, nella ristrutturazione di un impianto termico asservito all’edificio o di altri interventi parziali, ivi compresa la sostituzione del generatore. In tali casi i requisiti di prestazione energetica richiesti si applicano ai soli componenti edilizi e impianti oggetto di intervento, e si riferiscono alle loro relative caratteristiche termo-fisiche o di efficienza.

Nuovi decreti di efficienza energetica: deroghe

Risultano esclusi dall’applicazione dei requisiti minimi di prestazione energetica:

a) gli interventi di ripristino dell’involucro edilizio che coinvolgono unicamente strati di finitura, interni o esterni, ininfluenti dal punto di vista termico (quali la tinteggiatura), o rifacimento di porzioni di intonaco che interessino una superficie inferiore al 10 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio;

b) gli interventi di manutenzione ordinaria sugli impianti termici esistenti.

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Requisiti, prescrizioni e verifiche per gli interventi sugli impianti tecnici

- Nel caso di ristrutturazione o di nuova installazione di impianti termici di potenza termica nominale del generatore maggiore o uguale a 100 kW, compreso il distacco dall’impianto centralizzato anche di un solo utente/condomino, deve essere realizzata una diagnosi energetica dell’edificio e dell’impianto che metta a confronto le diverse soluzioni impiantistiche compatibili e la loro efficacia sotto il profilo dei costi complessivi (investimento, esercizio e manutenzione). La soluzione progettuale prescelta deve essere motivata nella relazione tecnica, sulla base dei risultati della diagnosi. La diagnosi energetica deve considerare, in modo vincolante ma non esaustivo, almeno le seguenti opzioni:

a) impianto centralizzato dotato di caldaia a condensazione con contabilizzazione e termoregolazione del calore per singola unità abitativa;

b) impianto centralizzato dotato di pompa di calore elettrica o a gas con contabilizzazione e termoregolazione del calore per singola unità abitativa;

c) le possibili integrazioni dei suddetti impianti con impianti solari termici;

d) impianto centralizzato di cogenerazione;

e) stazione di teleriscaldamento collegata a una rete efficiente come definita al decreto legislativo n. 102 del 2014;

f) per gli edifici non residenziali, l’installazione di un sistema di gestione automatica degli edifici e degli impianti conforme al livello B della norma EN15232.

Prima di procedere con l’analisi delle singole tipologie di impianti tecnici, occorre precisare il significato di alcuni simboli che troveremo in seguito:

H Climatizzazione invernale
C Climatizzazione estiva
W Acqua calda sanitaria

Impianti di climatizzazione invernale

Nel caso di nuova installazione di impianti termici di climatizzazione invernale in edifici esistenti, o ristrutturazione dei medesimi impianti o di sostituzione dei generatori di calore, compresi gli impianti a sistemi ibridi, si applica quanto previsto di seguito:

a) calcolo dell’efficienza media stagionale dell’impianto termico di riscaldamento e verifica che la stessa risulti superiore al valore limite calcolato utilizzando i valori delle efficienze fornite in Appendice A allegata ai decreti per l’edificio di riferimento, e che di seguito riportiamo.

Efficienza dei sottosistemi di utilizzazione ηu H C W
Distribuzione idronica 0,81 0,81 0,7
Distribuzione aeraulica 0,83 0,83 -
Distribuzione mista 0,82 0,82 -

Tabella 7 – Efficienze medie ηu dei sottosistemi di utilizzazione dell’edificio di riferimento per i servizi di H, C, W

Sottosistemi di generazione Produzione di energia termica Produzione di energia elettrica in situ
H C W
- Generatore a combustibile liquido 0,82 - 0,8 -
- Generatore a combustibile gassoso 0,95 - 0,85 -
- Generatore a combustibile solido 0,72 - 0,7 -
- Generatore a biomassa solida 0,72 - 0,65 -
- Generatore a biomassa liquida 0,82 - 0,75 -
- Pompa di calore a compressione di vapore con motore elettrico 3,0 (*) 2,5 -
- Macchina frigorifera a compressione di vapore a motore elettrico - 2,5 - -
- Pompa di calore ad assorbimento 1,2 (*) 1,1 -
- Macchina frigorifera a fiamma indiretta - 0,60 x ηgn (**) - -
- Macchina frigorifera a fiamma diretta - 0,6 - -
- Pompa di calore a compressione di vapore a motore endotermico 1,15 1,0 1,05 -
- Cogeneratore 0,55 - 0,55 0,25
- Riscaldamento con resistenza elettrica 1,0 - - -
- Teleriscaldamento 0,97 - - -
- Teleraffrescamento - 0,97 - -
- Solare termico 0,3 - 0,3 -
- Solare fotovoltaico - - - 0,1
- Mini eolico e mini idroelettrico - - - (**)
NOTA: Per i combustibili tutti i dati fanno riferimento al potere calorifico inferiore(*) Per pompe di calore che prevedono la funzione di raffrescamento di considera lo stesso valore delle macchine frigorifere della stessa tipologia(**) si assume l’efficienza media del sistema installato nell’edificio reale

Tabella 8 – Efficienze medie ηgn dei sottosistemi di generazione dell’edificio di riferimento per la produzione di energia termica per i servizi di H, C, W e per la produzione di energia elettrica in situ

b) installazione di sistemi di regolazione per singolo ambiente o per singola unità immobiliare, assistita da compensazione climatica;

c) nel caso degli impianti a servizio di più unità immobiliari, installazione di un sistema di contabilizzazione diretta o indiretta del calore che permetta la ripartizione dei consumi per singola unità immobiliare;

d) nel caso di sostituzione di generatori di calore, si intendono rispettate tutte le disposizioni vigenti in tema di uso razionale dell’energia, incluse quelle di cui alla lettera a), qualora coesistano le seguenti condizioni:

d.1) I nuovi generatori di calore a combustibile gassoso o liquido abbiano un rendimento termico utile nominale non inferiore a quello indicato al paragrafo 1.3, comma 1, dell’Appendice B, ovvero: Il rendimento di generazione utile minimo, riferito al potere calorifico inferiore, per caldaie a combustibile liquido e gassoso è pari a 90 + 2 log Pn, dove log Pn è il logaritmo in base 10 della potenza utile nominale del generatore, espressa in kW. Per valori di Pn maggiori di 400 kW si applica il limite massimo corrispondente a 400 kW. Qualora, nella mera sostituzione del generatore, per garantire la sicurezza, non fosse possibile rispettare le condizioni suddette, in particolare nel caso in cui il sistema fumario per l’evacuazione dei prodotti della combustione sia al servizio di più utenze e sia di tipo collettivo ramificato, si applicano le seguenti prescrizioni:

i) installazione di caldaie che abbiano rendimento termico utile a carico parziale pari al 30 per cento della potenza termica utile nominale maggiore o uguale a 85 + 3 log Pn; dove log Pn è il logaritmo in base 10 della potenza utile nominale del generatore o dei generatori di calore al servizio del singolo impianto termico, espressa in kW. Per valori di Pn maggiori di 400 kW si applica il limite massimo corrispondente a 400 kW; 


ii) in alternativa alla lettera a), installazione di apparecchio avente efficienza energetica stagionale di riscaldamento ambiente (ηs) conforme a quanto previsto dal Regolamento UE n. 813/2013; 


iii) predisposizione di una dettagliata relazione che attesti i motivi della deroga dalle disposizioni del comma 1, da allegare al libretto di impianto di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 10 febbraio 2014 e successive modificazioni.

d.2) Le nuove pompe di calore elettriche o a gas abbiano un coefficiente di prestazione (COP o GUE) non inferiore ai valori riportati al paragrafo 1.3, comma 2, dell’Appendice B, ovvero

Requisiti per pompe di calore e macchine frigorifere

Tipo di pompa di calore Ambiente ext./int. Ambiente esterno (°C) Ambiente Interno (°C) COP
aria/aria Bulbo secco all’entrata: 7Bulbo umido all’entrata: 6 Bulbo secco all’entrata: 20Bulbo umido all’entrata: 15 3,5
aria/acquapotenza termica utile riscaldamento < 35 kW Bulbo secco all’entrata: 7Bulbo umido all’entrata: 6 Temperatura entrata: 30Temperatura all’uscita: 35 3,8
aria/acquapotenza termica utile riscaldamento > 35 kW Bulbo secco all’entrata: 7Bulbo umido all’entrata: 6 Temperatura all’entrata: 30Temperatura all’uscita: 35 3,5
salamoia/aria Temperatura entrata: 0 Bulbo secco all’entrata: 20Bulbo umido all’uscita: 15 4,0
salamoia/acqua Temperatura entrata: 0 Temperatura all’entrata: 30Temperatura all’uscita: 35 4,0
acqua/aria Temperatura entrata: 15Temperatura uscita: 12 Bulbo secco all’entrata: 20Bulbo umido all’uscita: 15 4,2
acqua/acqua Temperatura entrata: 10 Temperatura all’entrata: 30Temperatura all’uscita: 35 4,2

Tabella 6 – Requisiti e condizioni di prova per pompe di calore elettriche servizio riscaldamento (macchine reversibili e non) 

Tipo di pompa di calore Ambiente ext./int. Ambiente esterno (°C) Ambiente Interno (°C) EER
aria/aria Bulbo secco all’entrata: 35Bulbo umido all’entrata: 24 Bulbo secco all’entrata: 27Bulbo umido all’entrata: 19 3,0
aria/acquapotenza termica utile riscaldamento < 35 kW Bulbo secco all’entrata: 35Bulbo umido all’entrata: 24 Temperatura all’entrata: 23Temperatura all’uscita: 8 3,5
aria/acquapotenza termica utile riscaldamento > 35 kW Bulbo secco all’entrata: 35Bulbo umido all’entrata: 24 Temperatura all’entrata: 23Temperatura all’uscita: 8 3,0
salamoia/aria Temperatura entrata: 30Temperatura uscita: 35 Bulbo secco all’entrata: 27Bulbo umido all’uscita: 19 4,0
salamoia/acqua Temperatura entrata: 30Temperatura uscita: 35 Temperatura all’entrata: 23Temperatura all’uscita: 18 4,0
acqua/aria Temperatura entrata: 30Temperatura uscita: 35 Bulbo secco all’entrata: 27Bulbo umido all’uscita: 19 4,0
acqua/acqua Temperatura entrata: 30Temperatura uscita: 35 Temperatura all’entrata: 23Temperatura all’uscita: 18 4,2

Tabella 7 – Requisiti e condizioni di prova per pompe di calore elettriche servizio raffrescamento (macchine reversibili e non) 

Tipo di pompa di calore Ambiente ext./int. Ambiente esterno (°C) Ambiente Interno (°C) GUE
aria/aria Bulbo secco all’entrata: 7Bulbo umido all’entrata: 6 Temperatura all’entrata: 20 1,38
aria/acqua Bulbo secco all’entrata: 7Bulbo umido all’entrata: 6 Temperatura all’entrata: 30 (*) 1,30
salamoia/aria Temperatura entrata: 0 Bulbo secco all’entrata: 20 1,45
salamoia/acqua Temperatura entrata: 0 Temperatura all’entrata: 30 (*) 1,40
acqua/aria Temperatura entrata: 10 Bulbo secco all’entrata: 20 1,50
acqua/acqua Temperatura entrata: 10 Temperatura all’entrata: 30 1,45
(*) Δt : pompe di calore ad assorbimento 30-40°C – pompe di calore a motore endotermico 30-35°C

Tabella 8 – Requisiti e condizioni di prova per pompe di calore ad assorbimento ed endotermiche servizio riscaldamento (macchine reversibili e non)

Tipo di pompa di calore EER
Assorbimento ed endotermiche 0,6

Tabella 9 – Requisiti di efficienza energetica per pompe di calore ad assorbimento ed endotermiche per il servizio di raffrescamento, per tutte le tipologie

I valori di cui alle Tabelle 6-7-8-9 possono essere ridotti del 5% per macchine elettriche con azionamento a velocità variabile.

La prestazione delle macchine deve essere misurata in conformità alle seguenti norme:

a) per le pompe di calore elettriche in base alla UNI EN 14511;

b) per le pompe di calore a gas ad assorbimento in base alla UNI EN 12309-2 (valori di prova sul p.c.i.);

c) per le pompe di calore a gas endotermiche non essendoci una norma specifica, si procede in base alla UNI EN 14511.

Nel caso di installazioni di generatori con potenza nominale del focolare maggiore del valore preesistente di oltre il 10%, l’aumento di potenza sia motivato con la verifica dimensionale dell’impianto di riscaldamento condotto secondo la norma UNI EN 12831;

Nel caso di installazione di generatori di calore in impianti a servizio di più unità immobiliari, o di edifici adibiti a uso non residenziale siano presenti un sistema di regolazione per singolo ambiente o per singola unità immobiliare, assistita da compensazione climatica, e un sistema di contabilizzazione diretta o indiretta del calore che permetta la ripartizione dei consumi per singola unità immobiliare.

Impianti di climatizzazione estiva

- calcolo dell’efficienza globale media stagionale dell’impianto di climatizzazione estiva e verifica che la stessa risulti superiore al valore limite calcolato utilizzando i valori delle efficienze fornite in Allegato A per l’edificio di riferimento;

Sottosistemi di generazione Produzione di energia termica Produzione di energia elettrica in situ
H C W
- Generatore a combustibile liquido 0,82 - 0,8 -
- Generatore a combustibile gassoso 0,95 - 0,85 -
- Generatore a combustibile solido 0,72 - 0,7 -
- Generatore a biomassa solida 0,72 - 0,65 -
- Generatore a biomassa liquida 0,82 - 0,75 -
- Pompa di calore a compressione di vapore con motore elettrico 3,0 (*) 2,5 -
- Macchina frigorifera a compressione di vapore a motore elettrico - 2,5 - -
- Pompa di calore ad assorbimento 1,2 (*) 1,1 -
- Macchina frigorifera a fiamma indiretta - 0,60 x ηgn (**) - -
- Macchina frigorifera a fiamma diretta - 0,6 - -
- Pompa di calore a compressione di vapore a motore endotermico 1,15 1,0 1,05 -
- Cogeneratore 0,55 - 0,55 0,25
- Riscaldamento con resistenza elettrica 1,0 - - -
- Teleriscaldamento 0,97 - - -
- Teleraffrescamento - 0,97 - -
- Solare termico 0,3 - 0,3 -
- Solare fotovoltaico - - - 0,1
- Mini eolico e mini idroelettrico - - - (**)
NOTA: Per i combustibili tutti i dati fanno riferimento al potere calorifico inferiore(*) Per pompe di calore che prevedono la funzione di raffrescamento di considera lo stesso valore delle macchine frigorifere della stessa tipologia(**) si assume l’efficienza media del sistema installato nell’edificio reale

Tabella 8 – Efficienze medie ηgn dei sottosistemi di generazione dell’edificio di riferimento per la produzione di energia termica per i servizi di H, C, W e per la produzione di energia elettrica in situ

- installazione, ove tecnicamente possibile, di sistemi di regolazione per singolo ambiente e di sistemi di contabilizzazione diretta o indiretta del calore che permetta la ripartizione dei consumi per singola unità immobiliare;

- Si intendono sempre rispettati i requisiti e le normative sull’uso razionale dell’energia, compresa l’efficienza globale media dell’impianto di raffrescamento, se si verificano entrambe le condizioni seguenti:

i) le nuove macchine frigorifere elettriche o a gas, con potenza utile nominale maggiore di 12 kW, abbiano un indice di efficienza energetica non inferiore a valori riportati al paragrafo 1.3, comma 2, dell’Appendice B; (tabella 6-7-8 riportati sopra  “Requisiti per pompe di calore e macchine frigorifere”

ii) nel caso di installazione di macchine frigorifere a servizio di più unità immobiliari, o di edifici adibiti a uso non residenziale siano presenti un sistema di regolazione per singolo ambiente o per singola unità immobiliare, e un sistema di contabilizzazione diretta o indiretta del calore che permetta la ripartizione dei consumi per singola unità immobiliare.

Impianti tecnologici idrico sanitari

Nel caso di nuova installazione di impianti tecnologici idrico-sanitari destinati alla produzione di acqua calda sanitaria, in edifici esistenti, o ristrutturazione dei medesimi impianti, si procede al calcolo dell’efficienza globale media stagionale dell’impianto tecnologico idrico-sanitario e alla verifica che la stessa risulti superiore al valore limite calcolato utilizzando i valori delle efficienze fornite in Appendice A per l’edificio di riferimento.

Efficienza dei sottosistemi di utilizzazione ηu H C W
Distribuzione idronica 0,81 0,81 0,7
Distribuzione aeraulica 0,83 0,83 -
Distribuzione mista 0,82 0,82 -

Tabella 7 – Efficienze medie ηu dei sottosistemi di utilizzazione dell’edificio di riferimento per i servizi di H, C, W

Sottosistemi di generazione Produzione di energia termica Produzione di energia elettrica in situ
H C W
- Generatore a combustibile liquido 0,82 - 0,8 -
- Generatore a combustibile gassoso 0,95 - 0,85 -
- Generatore a combustibile solido 0,72 - 0,7 -
- Generatore a biomassa solida 0,72 - 0,65 -
- Generatore a biomassa liquida 0,82 - 0,75 -
- Pompa di calore a compressione di vapore con motore elettrico 3,0 (*) 2,5 -
- Macchina frigorifera a compressione di vapore a motore elettrico - 2,5 - -
- Pompa di calore ad assorbimento 1,2 (*) 1,1 -
- Macchina frigorifera a fiamma indiretta - 0,60 x ηgn (**) - -
- Macchina frigorifera a fiamma diretta - 0,6 - -
- Pompa di calore a compressione di vapore a motore endotermico 1,15 1,0 1,05 -
- Cogeneratore 0,55 - 0,55 0,25
- Riscaldamento con resistenza elettrica 1,0 - - -
- Teleriscaldamento 0,97 - - -
- Teleraffrescamento - 0,97 - -
- Solare termico 0,3 - 0,3 -
- Solare fotovoltaico - - - 0,1
- Mini eolico e mini idroelettrico - - - (**)
NOTA: Per i combustibili tutti i dati fanno riferimento al potere calorifico inferiore(*) Per pompe di calore che prevedono la funzione di raffrescamento di considera lo stesso valore delle macchine frigorifere della stessa tipologia(**) si assume l’efficienza media del sistema installato nell’edificio reale

Tabella 8 – Efficienze medie ηgn dei sottosistemi di generazione dell’edificio di riferimento per la produzione di energia termica per i servizi di H, C, W e per la produzione di energia elettrica in situ

NOTA BENE: Le precedenti indicazioni non si applicano nel caso di installazione o sostituzione di scaldacqua unifamiliari.

Impianti di illuminazione

Per tutte la categorie di edifici, con l’esclusione della categoria E.1, fatta eccezione per collegi, conventi, case di pena, caserme nonché per la categoria E.1(3), in caso di sostituzione di singoli apparecchi di illuminazione, i nuovi apparecchi devono rispettare i requisiti minimi definiti dai regolamenti comunitari. I nuovi apparecchi devono avere almeno le stesse caratteristiche tecnico funzionali di quelli sostituiti e permettere il rispetto dei requisiti normativi d’impianto previsti dalle norme UNI e CEI vigenti.

Impianti di ventilazione

In caso di nuova installazione, sostituzione o riqualificazione di impianti di ventilazione, i nuovi apparecchi devono rispettare i requisiti minimi definiti dai regolamenti comunitari emanati. I nuovi apparecchi devono avere almeno le stesse caratteristiche tecnico funzionali di quelli sostituiti e permettere il rispetto dei requisiti normativi d’impianto previsti dalle norme UNI e CEI vigenti.

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