Regime dei minimi

Partite IVA, scatta la settimana decisiva per capire davvero quale struttura avrà il trattamento fiscale dei professionisti (oltre che di artigiani e piccoli commercianti) rimasti penalizzati dalla riforma del regime dei minimi introdotta lo scorso anno. Il contenitore normativo entro cui allineare la disciplina è ovviamente la Legge di Stabilità in via di composizione in questi giorni.

Il piano allo studio dei tecnici di Palazzo Chigi e del Ministero dell’Economia punta a rivedere al rialzo tutti i limiti di ricavi delle differenti categorie in cui è stato suddiviso lo scorso anno il regime agevolato per le partite IVA e non più solo quello dei liberi professionisti.

Le risorse per condurre innanzi tale strategia ammonterebbero a non meno di 800 milioni di euro: obiettivo  riequilibrare il regime agevolato, con la previsione, al momento, di un aumento minimo di 5mila euro e uno massimo di 10mila delle differenti soglie di ricavi.

Particolare attenzione in questa direzione, va tuttavia attribuita alle attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie di istruzione, servizi finanziari e assicurativi che si vedranno raddoppiare l’attuale soglia dei compensi passando da 15mila a 30mila euro: pertanto, possibilità potenzialmente più ampie di accesso al regime agevolato per i professionisti.

Proprio la scorsa settimana su queste pagine anticipavamo le misure allo studio dell’Esecutivo: misure ampiamente strutturate nell’obiettivo di semplificare la vita dei professionisti con partita IVA alle prese, ogni anno, con un impressionante accumulo di scadenze a cui, spesso, è difficile tenere dietro senza l’ausilio di un commercialista. Tra le altre novità, annunciato l’arrivo di un Tax Day, per unificare in una sola data le innumerevoli scadenze fiscali tra cui si devono districare i liberi professionisti tecnici, ed una revisione del regime forfettario dei minimi.

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