Tasse professionisti

Un leitmotiv che si ode da tempo ma difficilmente viene trasformato in proposta concreta: la quale in questi tempi grami sarebbe davvero la benvenuta. Stiamo parlando dell’utopica (siamo ironici) proposizione “tasse più leggere per le partite IVA” pronunciata dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti nel corso della prima giornata del Congresso nazionale degli Ingegneri in scena a Venezia fino a questa sera.

La diffidenza è d’obbligo dopo anni di promesse non mantenute. Tuttavia la speranza di un futuro immediato migliore per i professionisti non può lasciare spazio a un cupo pessimismo sterile e distruttivo. Mettiamo quindi in evidenza le parole del ministro, sintetizzabili nel seguente periodo (da leggere con attenzione): dopo gli interventi sul lavoro dipendente, la Legge di Stabilità in arrivo conterrà un corposo capitolo dedicato ai professionisti, potenziando gli incentivi per le nuove attività professionali con volumi di fatturato limitati. Ci fidiamo? No, ma ci mettiamo sull’uscio in attesa.

Poletti ha citato il successo (ancora in realtà da sancire in maniera definitiva) dal Jobs Act, la cui attuazione è stata appena completata: “È vero che si è occupato fondamentalmente di lavoro dipendente, mentre abbiamo problemi anche sul lavoro autonomo”. In cima al novero delle priorità strategiche dell’Esecutivo è infatti ben posizionato il tema della tassazione: “Stiamo studiando – ha spiegato Poletti – misure che riguardano il trattamento fiscale per l’avviamento delle nuove attività professionali con volumi limitati”. Il riferimento evidente è al riordino del regime forfettario dei minimi, che sarà potenziato. Anche se la portata del riassetto dipenderà, ça va sans dire, dalle risorse disponibili: “I vincoli di finanza pubblica sono stretti ma l’attenzione su questo versante esiste, ed è salda”.

Leggi in proposito anche l’articolo Legge di Stabilità 2016: ecco le novità per le Partite IVA.

Mediante tali dichiarazioni è così giunta una risposta immediata alle richieste avanzate dal presidente del CNI, Armando Zambrano, nel corso della sua relazione: “Il governo dia seguito alla sua promessa di introdurre riforme a favore del lavoro autonomo. Gli interventi in materia di Jobs Act sono percepiti dagli ingegneri come positivi, ma quello che sarebbe davvero necessario è un abbattimento drastico del costo del lavoro e della tassazione per i liberi professionisti. Tra ridurre le tasse sulla casa e quelle sul lavoro, gli ingegneri propendono in netta maggioranza per la seconda opzione – prosegue Zambrano sull’onda delle dichiarazioni del ministro -, siamo sempre in attesa che il governo attui i provvedimenti che aveva promesso il premier Matteo Renzi in favore del lavoro autonomo. Pensare solo ai dipendenti assunti a tempo indeterminato non guarda nella giusta direzione. In questo senso, il riordino dei minimi potrebbe essere molto positivo per i nostri iscritti”.

Nuovo regime forfettario e contribuenti minimi

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La legge di stabilità 2015 prevede un nuovo regime fiscale semplificato o per meglio dire “forfettario” a favore di tutti i soggetti che aprono la partita IVA dal 2015 in poi. Inoltre tale regime può essere...

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1 COMMENTO

  1. Questa è la promessa che tutti i governi fanno, il problema è che se abbassano le tasse non hanno i soldi per pagare le autoBlue, scorta e anche le insegnanti, insomma l’aministrazione pubblica.

    La Grecia ci ha dimostrato che Tanto personale statale non serve a nulla, visto che quando era alle strette ha liquidato una buona percentuale. Spero che qui ci rendiamo conto prima di arrivare alla fine.

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