I due concetti fondamentali della contabilizzazione del calore

Parlare di contabilizzazione del calore come di una mera imposizione a installare conta-calorie, ripartitori e valvole termostatiche, non ha senso se non in termini di chiacchiera popolare, anche se purtroppo lo si sente fare da voci e media importanti e influenti.

Per capire la logica generale del Decreto Legislativo 102/2014 e del cambiamento epocale che esso introduce nel modo di utilizzare il riscaldamento negli ambienti, è fondamentale inserirlo nel contesto che lo ha generato. Esso infatti è lo strumento legislativo con il quale il Governo italiano nel luglio 2014 (cioè purtroppo fuori tempo massimo) ha recepito la Energy Efficiency Directive 27, emanata dall’Unione Europea nell’ottobre 2012, la quale “stabilisce un quadro comune di misure per la promozione dell’efficienza energetica nell’Unione al fine di garantire il conseguimento dell’obiettivo principale dell’Unione relativo all’efficienza energetica del 20% entro il 2020 e di gettare le basi per ulteriori miglioramenti dell’efficienza energetica al di là di tale data”.

In sostanza questa direttiva è il frutto di un processo ventennale con il quale, passando attraverso il Protocollo di Kyoto e il Piano 20-20-20, Unione europea e stati membri stanno cercando di affrontare e governare i grandi problemi dei consumi energetici, delle dipendenze per l’approvvigionamento, dell’impatto ambientale dei combustibili fossili (dall’effetto serra alle polveri sottili..). Un quadro nel quale la climatizzazione degli edifici viene stimata dall’UE come responsabile del 40% dei consumi energetici globali e del 36% delle emissioni di gas serra.

Il d.lgs. 102/2014 è uno strumento molto articolato, sul quale per altro pende una procedura di infrazione UE, contestata all’Italia dal Commissario per l’azione per il clima e l’energia, nella quale si sostiene che tale decreto non avrebbe correttamente recepito le disposizioni della direttiva 2012/27/Ue.

Ciò che interessa considerare per il nostro scopo sono essenzialmente le parti in cui il d.lgs. 102/2014:

1. regolamenta la contabilizzazione individuale del calore negli edifici con impianto di riscaldamento centralizzato, rendendo obbligatoria l’installazione di conta-calorie laddove l’impianto lo consenta (distribuzione “orizzontale” – contabilizzazione del calore “diretta”); di ripartitori dei costi del calore su ogni corpo scaldante (contabilizzazione del calore ‘‘indiretta’’) in tutti gli altri casi di impianto centralizzato;

2. demanda alla normativa tecnica UNI CTI 10200:2013 la regolamentazione dell’equa ripartizione dei costi del calore nel condominio.

Il cambiamento con impatto epocale è contenuto tutto in questi due concetti!

In quanto legge dello Stato, il decreto 102/2014 ha validità su tutto il territorio italiano, superando quindi completamente le regolamentazioni di cui alcune Amministrazioni locali (Regioni Piemonte, Lombardia, Lazio e Provincia Autonoma di Bolzano) si erano già dotate per rendere obbligatoria la contabilizzazione individuale del calore.

Nel nostro libro  La contabilizzazione del calore negli edifici con riscaldamento centralizzato abbiamo cercato di tracciare una panoramica delle principali tappe legislative su questi temi, per coglierne il senso e la logica, per capire a fondo le grandi questioni da affrontare ed evitare ogni banalizzazione.

La contabilizzazione del calore negli edifici con riscaldamento centralizzato

La contabilizzazione del calore negli edifici con riscaldamento centralizzato

R. Colombo, F. Zerbetto, 2015, Maggioli Editore

Il decreto legislativo n° 102/2014, con il quale il Governo Italiano ha recepito la direttiva 2012/27/UE, ha reso obbligatoria la misurazione individuale del calore consumato negli edifici.

In particolare la contabilizzazione indiretta,...

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9 Commenti

  1. Non credo che tale libro si differenzi molto da tutte le pubblicità (ingannevoli) che vengono fatte sulla contabilizzazione indiretta (non si capisce come non si adottino analoghe pubblicità per quella diretta). Per come lo presenta l’articolo è probabile che sia l’ennesimo giro di parole per convincere i condomini a deliberare, per cui non vale la pena spendere soldi su testi simili.

    • Gentile Maurizio,
      nessuna pubblicità ingannevole. Il volume che abbiamo presentato, scritto da un tecnico con oltre 20 anni di esperienza nelle soluzioni hi-tech e da un giornalista che ha reso fruibile le complesse tematiche anche per chi non è un tecnico specializzato, è una guida ragionata che desidera essere di supporto tanto alle figure professionali coinvolte quanto ai cittadini utenti interessati. Non “parteggiamo” per nessuno, ma con questo manuale forniamo le informazioni, spiegate in maniera seria e comprensibile, che la legge italiana e l’Europa hanno promulgato (d.lgs. n. 102/2014 e, prima, direttiva 2012/27/UE). Ci spiace che lei la pensi così e speriamo che, leggendo il libro, possa ricredersi.
      Cordiali saluti

      • Prima di tutto ringrazio questa redazione per avere permesso ampie discussioni su questo argomento senza interferire minimamente su quanto si diceva. Come ho ben spiegato in altra discussione, il mio scetticismo non è sul significato della contabilizzazione in generale, che di per sé reputo positiva, ma sull’obbligo di certe ordinanze di adottarla in maniera indiscriminata, ignorando completamente i problemi di coibentazione tra appartamenti e ammettendo l’uso anche dei sistemi a ripartizione, che nulla hanno di legale se finalizzati al calcolo delle bollette. Per me il libro può avere una importanza solo se affronta questi argomenti e non tenta, come al solito, di convincere della bontà di tali soluzioni, come nella marea di articoli che alla fine non dicono niente dei lati negativi di tali sistemi. Comunque leggerò con attenzione detto libro, commentandolo in questa discussione qualora ne senta il bisogno.

  2. Nessuno parla del rapporto ed eventuali obblighi, che in tutta questa questione debbano avere gli appartamenti distaccatisi e passati all’autonomo. Nel nostro condominio sono 4 su originari 14. si potrebbe avere una risposta?

  3. Buongiorno Francesco, i nostri autori Fiorenzo Zerbetto e Roberto Colombo rispondono alla sua domanda.

    Il distaccato partecipa a tutte le spese di carattere straordinario e per il mantenimento dell’impianto secondo le norme vigenti. Infatti, la Riforma del Condominio (Legge 11.12.2012 n. 220) introduce un nuovo comma all’art. 1118 del Codice Civile, in base al quale il condomino può rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, a condizione che dal suo distacco non derivino squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso è previsto che il distaccante concorra al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma.

  4. Sono totalmente d’accordo con Maurizio non tanto sulla pubblicità ingannevole riferita al libro della Maggioli ma al fatto che:
    a) non risolve il tanto decantato problema energetico in quanto se il fabbricato è costruito male (anni ’60-’70) la gente che ci abita continuerà a consumare, pur avendo speso ulteriori soldi per i contabilizzatori. In caso contrario non si scalda…!!!. (Nel mio palazzo c’è chi non ha messo i doppi vetri alle finestre…e come giustamente ho letto nei vs. articoli l’inerzia termica del palazzo è largamente maggiore dell’appartamento non abitato e quindi non riscaldato). Pertanto è una beffa dal punto di vista energetico ed allora conviene votare in assemblea per l’impianto autonomo…!!!
    b) nel caso del mio condominio le caldaie della centrale termica centralizzata alimentano anche l’acqua calda sanitaria che è anch’essa alimentata a colonne montanti e quindi non sarà mai fatto un giusto rilevamento dei consumi energetici. (per assurdo se io mi faccio un sistema autonomo alimentato con l’acqua calda condominiale (allacciato al rubinetto della cucina o dei bagni), nessuno se ne accorgerebbe perchè verrebbe attribuito al consumo di acqua sanitaria…)
    c) ritengo che i contabilizzatori non siano affidabili perchè possono essere manomessi (vedi i contatori del gas…) nonchè abbisognano di manutenzione costante, in presenza di calcare nelle vecchie tubazioni e di sporcizia, e quindi sarà un continuo intervento dell’impiantista se uno si vorrà scaldare.
    In conclusione questa legge è stata promossa dalle lobby dei progettisti, degli impiantisti e dei fabbricanti le valvole di misura e relative centraline, nonchè degli amministratori di condomini…!! Viva l’Italia!!!

  5. Il parere sulla bontà o meno di una legge è molto soggettivo, come dimostra il fatto che non esiste alcuna legge in grado si accontentare tutti. Il nostro compito di tecnici e addetti all’informazione è un altro: fare il possibile per mettere gli operatori e i cittadini in condizioni di applicare al meglio le leggi esistenti, ottenendone i massimi benefici.

    Nella fattispecie, non esiste nessuna lobby italiana dietro le leggi vigenti. Il Decreto legislativo 102/2014 sulla contabilizzazione del calore non è altro che il recepimento, da parte del Governo italiano, della Energy Efficiency Directive 27/2012 dell’Unione Europea. Parliamo quindi di un quadro normativo che è stato adottato da tutti i Paesi membri UE. Non dimentichiamoci che contabilizzatori e valvole termostatiche, inventati nella prima metà del ‘900, sono già usati da decenni nei condomìni di quasi tutti i Paesi europei, proprio perché consentono notevoli risparmi negli edifici vecchi o con scarso isolamento. Per citarne qualcuno: Germania, Danimarca, Ungheria, Romania, Slovenia, Bulgaria, Polonia, ecc.
    In qualsiasi settore la contabilizzazione individuale dei consumi genera maggior consapevolezza nell’utente, che risulta quindi motivato a ridurre gli sprechi. Pensiamo all’energia elettrica: non siamo da sempre abituati ad avere un contatore individuale e una bolletta, di solito bimestrale, che ci comunica quanto abbiamo consumato?
    Poter disporre delle valvole termostatiche consente di decidere in autonomia la temperatura desiderata, per tenere sotto controllo spese e comfort.

    L’obiettivo della Redazione e dei blogger Fiorenzo Zerbetto e Roberto Colombo, attraverso gli articoli pubblicati su queste pagine e il manuale di approfondimento, è di fornire ai lettori, tecnici e non, le informazioni basilari di tipo legislativo, disciplinare, organizzativo, tecnologico, operativo e di prodotto per far sì che tale Decreto venga applicato al meglio, ottenendo quei risultati assai positivi, in termini di risparmi energetici ed economici, che abbiamo verificato sul campo essere possibili ovunque.

    Solo così infatti si può evitate che la contabilizzazione del calore risulti un mero costo per le già salassate tasche dei cittadini. O, se si preferisce, per evitare che sia un’altra occasione sprecata.

    Per chiarire ulteriormente val la pena di ricordare che il D.lgs. 102/2014, al primo punto dell’art. 13 dal titolo “Informazione e formazione”, dice che l’ENEA, entro il 31 dicembre 2014 (cioè un anno e mezzo fa) avrebbe dovuto predispone “.. un programma triennale di informazione e formazione finalizzato a promuovere e facilitare l’uso efficiente dell’energia..”, rivolto alla totalità della popolazione, a partire dalle scuole di ogni ordine e grado fino alle famiglie, in particolare quelle che vivono in condomini.

    Purtroppo di tale programma di informazione e formazione non si è saputo nulla, con il risultato che i cittadini si sono trovati totalmente impreparati ad affrontare una situazione complessa che si configura come il più veloce e radicale cambiamento nella storia del riscaldamento degli edifici.
    Il nostro obiettivo, come per altro descritto in apertura del libro, è quindi cercare, nei limiti del possibile, di sopperire a tale mancanza di informazioni. Non è un compito facile, ma ci proviamo, convinti come siamo che sia fondamentale autoresponsabilizzarsi e darsi da fare.

  6. Buongiorno,
    se possibile vorrei avere informazioni circa un impianto di riscaldamento e condizionamento su cui sono installati i fancoil o ventilconvettori, credo si chiamino così.
    Ad oggi l’amministratore non ha fatto niente in quanto dice che in questo caso non sono applicabili le normative di cui alla legge 102/2014 e UNI 10200, ma ha richiesto un preventivo ad un tecnico per il calcolo dei millesimi per l’attribuzione dei consumi involontari.
    E’ giusto? E la parte relativa ai consumi volontari come dovrebbe essere suddivisa se non vengono applicate le valvole termostatiche?
    E’ vero che siamo esonerati ? Non esistono altri sistemi per conseguire un risparmio energetico in caso del nostro impianto? E come dovrebbe essere la suddivisione della spesa nel caso specifico?
    E quindi, comunque, è possibile che non esista un sistema per l’applicazione della normativa e si debba continuare a pagare anche quando non si consuma, in un condominio in cui le spese per riscaldamento e condizionamento sono molto elevate, perché gli impianti sono accesi quasi sempre 24 ore su 24?
    Scusate se non mi sono espressa correttamente, ma sono anziana e comunque mi sembra che le cose non siano fatte correttamente.
    Vi ringrazio infinitamente se vorrete rispondere e saluto

  7. Mi trovo coinvolto in questa innovazione/ miglioramento per efficienza energetica. Sono un nudo proprietario di un appartamento in un condominio che deve effettuare questi lavori…. Nel caso di nuda proprietà a chi spetta il pagamento di tutti questi lavori? Al nudo proprietario della casa o all’usufruttuario che beneficia del calore? Bella domanda….

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