A Massa Lombarda (Ravenna) è stata svelata la stampante 3D più grande del mondo, quella che stamperà le case, quelle grandi, a basso costo. Il suo nome è Big Delta 12 ed è alta 12 metri. Una macchina azionata da un paio di operatori e alcuni operai che assemblano i pezzi: costa meno rispetto al metodo utilizzato oggi per la costruzione delle case, sia in muratura sia in legno.

La stampante è una torre metallica, realizzata da un team di giovani guidati da un artigiano di 55 anni, Massimo Moretti.

Il progetto è nato nel 2012 ed è basato sull’utilizzo dell’Open Source. Big Delta 12 lavora con materiali reperiti sul territorio su cui si costruisce.. come per esempio argilla, porcellana e ceramica. È in corso di sperimentazione anche l’utilizzo  di paglia e terra, “per vedere se ne esce qualcosa di abitabile”.

Non c’è nessun investimento dietro questa mega stampante in 3D per le case, i soldi utilizzati per realizzarla sono gli utili della ricerca, reinvestiti: in commercio ci sono già alcune stampanti più piccole, attraverso la loro vendita la Wasp ha finanziato la propria ricerca. In pochissimo tempo ha aumentato il proprio fatturato ed è stato possibile realizzare Big delta 12.
E la Big Delta ha già trovato un’applicazione utile: si sta mettendo a punto un progetto in collaborazione con il Ministero della Difesa per la realizzazione di case repellenti agli insetti. Una volta messo a punto questo progetto, la stampante in 3D per realizzare le case potrà essere utilizzata per costruire in aree disastrate dove la popolazione dovrà fronteggiare le infezioni.

Nel 2005, un professore universitario britannico, Adrian Bowyer, realizza una stampante 3D in grado di stamparsi i pezzi necessari per montarne una nuova e che tutti possono rifarsi a casa. Si chiama RepRap e tutte le informazioni per farla funzionare sono in rete, per tutti, gratis. Sentita la notizia, Moretti si convince che la stampa 3D sarà lo standard della manifattura, servirà agli artigiani ma anche agli ingegneri. Stampare case era la sua fissa. Così chiama la società Wasp (World’s Advanced Saving Project), e con un inglese maccheronico decide di proporle la produzione. E il progetto sta andando in porto.

Si legge su DDay.it: “Non possiamo dire che il processo sia ultimato, ma l’ipotesi che la stampa 3D diventi – di qui a una quindicina d’anni – il fondamento tecnico per la costruzione della maggior parte degli edifici, è verosimile. Studiando un po’ il fenomeno sono emersi molti vantaggi rispetto al metodo tradizionale: la stampa 3D può fare largo uso di materiali riciclabili, ha sprechi infinitamente minori (si usano solo i materiali che servono) e può avvenire direttamente nel cantiere riducendo di molto l’inquinamento e i costi vivi di trasporto”

“Siamo sognatori, siamo realizzatori, siamo makers: partiamo dalla stampa 3D per salvare il mondo” dicono gli inventori.

Parallelamente, la produzione di stampanti solide altamente affidabili consente di realizzare l’obiettivo di una rivoluzione dal basso: se chiunque è messo nella condizione di realizzare direttamente ciò di cui necessita partendo da un progetto i monopoli produttivi vengono abbattuti,  questo comporta una distribuzione della ricchezza. In molte aree del pianeta l’elettricità è totalmente assente, bisogna essere in grado di utilizzare le energie rinnovabili. La BigDelta 6 può essere alimentata da pochi metri di pannelli solari.

WASP da anni porta avanti l’idea della maker economy, un nuovo modello in cui tutto può essere autoprodotto grazie a soluzioni condivise fornite dalla stampa 3D.

“La realizzazione di BigDelta è molto più di un sogno diventato realtà se consideriamo che, entro il 2030, le stime internazionali prevedono una rapida crescita delle richieste di alloggi adeguati per oltre 4 miliardi di persone che vivono con un reddito annuo inferiore ai 3000 dollari” spiega WASP, e aggiunge che secondo le Nazioni Unite nel corso dei prossimi 15 anni ci sarà una richiesta media giornaliera di 100.000 nuove unità abitative. La stampante 3D salverà il Mondo?

Dal web


Dal web

Gli Speciali

Scrivi un commento