Mercato delle Costruzioni 2015 in chiaroscuro

Toni di chiaroscuro per il mercato delle costruzioni nel nostro Paese. A certificarlo sono gli ultimi dati rilevati dall’ISTAT che mostrano un andamento a due velocità per il settore: da un lato ottime notizie sul lato dell’occupazione, dall’altro un ennesimo rallentamento degli investimenti.

Iniziamo dalle buone notizie. Dopo 57 mesi con il segno “meno”, finalmente ricompare il segno positivo davanti al numero degli occupati nel mercato delle costruzioni. Crescono sia i lavoratori autonomi che i dipendenti delle imprese, il primo segno di vita dalla fine del 2010. A livello nazionale, l’ISTAT certifica una crescita del +2,3% degli addetti sul secondo trimestre dell’anno (34.000 unità in più rispetto allo stesso periodo del 2014).

Stiamo parlando di una forza lavoro complessiva di oltre 1,5 milioni di persone suddivise in 900.000 dipendenti e più di 600.000 lavoratori autonomi. L’analisi ISTAT prende in considerazione anche le macro aree dell’Italia, dove la situazione si diversifica leggermente. Al Nord, per esempio, crescono in maniera significativa i lavoratori autonomi, mentre al Sud la parte del leone è degli addetti dipendenti delle imprese di costruzioni. Praticamente fermo, invece, il mercato del lavoro al Centro che segna un -0,3%. Tale risultato dipende dal fatto che l’aumento registrato nelle Regioni del nostro Centro Italia per i lavoratori dipendenti (+6,5%) non è stato sufficiente ad annullare la performance fortemente negativa sul lato degli autonomi che hanno segnato un tracollo del -8,4%.

Quello che rimane ancora al palo è, purtroppo, il lato degli investimenti sul mercato delle costruzioni che non riesce ancora a risollevarsi. Il PIL prodotto dal settore, infatti, segna un -0,7% rispetto al primo trimestre dell’anno. Un dato negativo che accompagna le stime di rialzo del dato nazionale diffuse in questi giorni.

Sui dati ISTAT sono state anche state effettuate delle elaborazioni del Sole 24 Ore, secondo le quali nel periodo aprile-giugno 2015 gli investimenti sono stati di 32,2 miliardi di euro, “facendo segnare un calo superiore (-1,9%) rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso”.

 

 

Dal web


Dal web

Gli Speciali

1 COMMENTO

  1. L’Italia si sta muovendo in 2 direzioni, il nord verso il lavoro autonomo e senza certezze, il sud invece segue ancora la via del operaio sotto stipendio, questa divisione ha un impatto forte sul mercato.
    Personalmente credo che il nord stia cercando di muoversi verso il futuro e cercando di lasciarsi la crisi alle spalle, in sud invece cerca ancora di avere lo stipendio fisso.
    Speriamo che nord,sud e centro superino la crisi nel più breve periodo possibile.

Scrivi un commento