Dal 1° settembre (oggi), per gli interventi di antisismica su edifici storici, o che riguardano singoli elementi strutturali, oppure interventi di manutenzione straordinaria, che prevedono lavorazioni edili significative nei confronti dell’interazione con la struttura, la documentazione allegata alla richiesta di autorizzazione o di pareri dovrà contenere la scheda di cui all’allegato 1 della circolare n. 15 del 30 aprile 2015 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, circolare che ha come oggetto le “Disposizioni in materia di tutela del patrimonio architettonico e mitigazione del rischio sismico”.

Leggi la circolare.

Leggi l’allegato.

Si legge nella circolare: “Nell’ambito di una più efficace azione di tutela del patrimonio architettonico, l’elenco sinottico degli interventi di mitigazione riportato nella scheda, può costituire un utile riferimento per valutarne l’integrazione nel progetto, mirando, in tal modo, ad ottenere una progressiva riduzione della vulnerabilità, anche attraverso le opere di manutenzione straordinaria”.

La scheda integra la documentazione di cui al decreto della Direzione Generale OAGIP del 29 dicembre 2011. La sua realizzazione è in linea con lo spirito dell’art. 29 del Codice dei Beni culturali e della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 febbraio 2011 recante “Valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni .. ” di cui alle NTC 2008.

Leggi le Linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale allineate alle nuove Norme tecniche per le costruzioni (d.m. 14 gennaio 2008) – Circolare n. 26/2010

Le schede per l’ antisismica su edifici storici verranno archiviate presso il Mibact per aggiornare le mappe di rischio dei centri urbani, con attenzione particolare per il rischio sismico. Le Soprintendenze ne cureranno l’archiviazione nella piattaforma “Community Mibac”.

Gli scopi della raccolta delle schede sono:
– promuovere una maggiore conoscenza delle vulnerabilità del patrimonio tutelato;
– raggiungere, attraverso una maggiore consapevolezza del rischio sismico, risultati concreti in termini di diminuzione della vulnerabilità del patrimonio architettonico;
– sviluppare prassi corrette di interventi locali nella mitigazione del rischio sismico;
– acquisire una banca dati sullo stato fisico del patrimonio tutelato.

Per l’ antisismica sugli edifici storici, quindi, molta attenzione è posta agli interventi di manutenzione straordinaria (DPR 380/2001), dal momento che ogni elemento architettonico, anche non strutturalmente portante, può influenzare la risposta strutturale in caso di azioni sismiche e che gli effetti più disastrosi sono risultati legati anche a interventi effettuati su elementi secondari dell’immobile che hanno indotto pericolose modifiche dell’originario assetto strutturale.

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