Edilizia scolastica

L’Anagrafe dell’edilizia scolastica è finalmente in piena funzione: il mese di agosto è stato quello decisivo per vedere affiorare i primi dati interessanti sullo stato degli istituti scolastici lungo lo Stivale.

Oltre 42mila (42.292) edifici scolastici censiti, di cui 33.825 risultati attivi, ovvero adibiti ad ospitare attività connesse con la vita scolastica. Il 55% è stato costruito prima del 1976, il 70% appositamente per uso scolastico.

L’Anagrafe dell’edilizia scolastica (presentata ufficialmente poco prima di Ferragosto) è stata resa disponibile per la prima volta a quasi 20 anni dall’entrata in vigore della legge n. 23 del 1996 che l’aveva istituita. Negli scorsi mesi le Regioni si erano prodigate nel trasmettere al MIUR i dati relativi allo stato di salute delle scuole che saranno utili per una sempre migliore programmazione degli interventi in materia di edilizia scolastica.

“Tutto il Paese fa un passo avanti enorme nella conoscenza reale dello stato dei nostri istituti – ha dichiarato proprio in sede di presentazione il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini -, mediante questa Anagrafe, ora, conosciamo le condizioni dettagliate di ciascun edificio. Una fotografia che ci permette anche di poter programmare e investire al meglio i 3 miliardi e mezzo già disponibili per realizzare gli interventi laddove sono necessari, per abbellire, riqualificare e costruire scuole innovative. Per le famiglie, per gli studenti e per il Paese è un risultato davvero importante. Per la prima volta abbiamo in una azione coordinata e congiunta il Governo, le Regioni, gli Enti locali”.

Leggi il nostro interessante contributo in merito al piano di rinnovamento dell’edilizia scolastica lanciato dal Governo intitolato Rinnovare l’edilizia scolastica: come intercettare il mercato?

“Per avere i dati e renderli trasparenti abbiamo dovuto vincere diverse resistenze – spiega il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone -, ora tramite un click tutte le famiglie potranno vedere le condizioni della scuola dove mandano il figlio. Abbiamo un quadro chiaro dello stato degli istituti che i ragazzi frequentano. E grazie a questo quadro e a strumenti come l’Osservatorio e la programmazione unica, potremo finalmente intervenire strategicamente sulle criticità, senza disperdere le tante risorse che questo Governo sta stanziando”.

Un percorso lungo e spesso accidentato quello della completa strutturazione dell’Anagrafe: leggi in proposito l’articolo Anagrafe edilizia scolastica, 5 Regioni non rispondono: è di nuovo rinvio.

L’Anagrafe è inoltre in grado di fornire dati relativi alla mobilità, alla sostenibilità ambientale e alla qualità delle infrastrutture degli istituti scolastici. Ecco alcuni dei dati significativi emersi:
– nel 63% dei casi dispongono del servizio di scuolabus e nel 40% del trasporto per alunni disabili;
– il 71% degli edifici scolastici ha poi preso degli accorgimenti per superare le barriere architettoniche (accesso con rampe, porte di larghezza minima di 0,90 m o servizi igienici per disabili);
– nel 58% dei casi sono state individuate soluzioni per ridurre i consumi energetici, mediante zonizzazione dell’impianto termico (64%), vetri doppi (62%), pannelli solari (46%);
– con riferimento alle condizioni di sicurezza,  il 72% delle scuole è in possesso del documento di valutazione del rischio e di un Piano di emergenza (73%);
– il 39% è in possesso del certificato di agibilità/abitabilità: in questa direzione si rammenta che il 50% degli edifici scolastici è stato costruito prima del 1971, anno di entrata in vigore della normativa che rende obbligatorio il certificato di collaudo statico. L’agibilità va pertanto confrontata con tale dato e con gli ulteriori adempimenti previsti dalla normativa vigente.

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1 COMMENTO

  1. La componente “sicurezza” è ed è sempre stata snobbata in moltissimi ambiti, spesso per ragioni economiche. Quando poi capita la tragedia ci si rende conto che i costi (soprattutto per le perdite umane) sono immensi. Tuttavia si continua a ritenere che è un rischio che val la pena di correre…da noi, in Italia, appunto !

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