Macchine edili: qualcosa è cambiato, record vendite +40% a giugno 2015

È il segnale della svolta. Come ha detto Lorenzo Bellicini, direttore del CRESME, la crescita del mercato delle macchine edili è sempre stato il segnale della ripresa nel settore delle costruzioni. E la crescita, certificata dai dati dell’ultimo osservatorio CRESME sulla vendita delle macchine da costruzione, è da record: +40,2% nell’ultimo trimestre rispetto allo stesso periodo (aprile-giugno) dello scorso anno.

Il dato conferma e consolida un trend in atto già da qualche tempo: basti pensare al lusinghiero +15% fatto registrare nel trimestre gennaio-marzo 2015 rispetto ai primi tre mesi del 2014. “Con quest’ultimo incremento”, commenta Bellicini, “l’aria è davvero cambiata”.

Tanti i motivi che, secondo gli osservatori, hanno portato a questa impennata negli investimenti in nuove macchine edili e attrezzature per il cantiere: dagli incentivi messi in campo dall’INAIL per la sicurezza a quelli previsti dalla Legge Sabatini. Senza dimenticare il recupero dei crediti vantati da molte imprese nei confronti della pubblica amministrazione, almeno secondo l’opinione della presidente di Ascomac e imprenditrice nel settore delle macchine edili e movimento terra, Elisa Cesaretti.

Ma a scanso di equivoci, è sempre il direttore del CRESME a confermare che gli acquisti di nuovi macchinari e il rinnovo del parco macchine edili per le società di noleggio non sono la conseguenza di un mercato drogato da incentivi o alchimie esterne: “I numeri”, precisa Bellicini, “dicono che gli acquisti sono spinti dalle attività di cantiere”.

E allora proviamoli a vedere brevemente questi numeri. Negli ultimi tre mesi che hanno chiuso il primo semestre dell’anno in corso le macchine edili acquistate dai produttori italiani (escavatori, pale gommate, macchine per attività di cava e cantiere, mini macchine tipo bobcat e mini escavatori)  sono state oltre 2.400 il che porta il totale dal 1° gennaio 2015 a un complessivo 4.131, ossia quasi il 30% in più rispetto al primo semestre 2014.

Sembra dunque davvero che qualcosa sia cambiato, i numeri ci dicono proprio questo.

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