Attraverso una mozione, il 23 luglio al Governo è stato chiesto prima di tutto di stabilizzare la detrazione 65% per gli interventi di efficienza energetica, poi anche di estenderne gli ambiti e rimodulare i tempi di erogazione in crescendo con l’ammontare della spesa, per incentivare anche interventi più piccoli. Senza proroga la possibilità di detrazione 65% delle spese documentate per gli interventi di efficienza energetica degli edifici terminerà il 31 dicembre 2015.

Precisamente, si chiede al Governo di “inserire l’agevolazione per la riqualificazione energetica degli edifici all’interno del complessivo quadro normativo in materia di agevolazioni fiscali, avendo cura di garantire, in ogni caso, un effettivo vantaggio agli interventi volti alla riqualificazione energetica e alla messa in sicurezza del patrimonio immobiliare, tenendo fermo, a tal fine, l’attuale parametro normativo che prevede una differenza di 15 punti percentuali fra la predetta agevolazione fiscale («ecobonus») e quella riconosciuta per gli ordinari interventi di ristrutturazione edilizia”.

Detrazione 65%: modulare le tempistiche di rimborso

Si chiede di “considerare la possibilità di rimodulare i tempi di erogazione dell’incentivo, tempi che potrebbero non essere fissi (adesso 10 anni) ma crescenti con l’ammontare della spesa, al fine di rendere conveniente la detrazione fiscale anche per micro-interventi”, per la quale servirebbe così meno tempo per ottenere il rimborso previsto.

Estensione ad altri interventi dell’ecobonus

Un’altra proposta è quella di “estendere l’applicazione dell’agevolazione per la riqualificazione energetica degli edifici” ad altri interventi:
la riqualificazione energetica del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e di edifici di proprietà di onlus,
– la riqualificazione energetica di edifici interi,
il consolidamento antisismico degli edifici ricadenti in aree a rischio sismico,
– il consolidamento antisismico dei beni immobili strumentali, comprese le strutture alberghiere e ricettive in generale,
la costruzione di edifici nuovi, nel caso siano rigorosamente seguiti criteri di bio-edilizia o a energia zero o quasi-zero.

Le misure di detrazione 65% per la riqualificazione energetica degli edifici (e quelle di detrazione 50% per la ristrutturazione edilizia) sono un’operazione definita in grado di generare effetti positivi per tutti i soggetti coinvolti. Per questo motivo la stabilizzazione è una scelta di politica industriale che incontrerebbe il favore sia per il sistema economico sia per i contribuenti. È però fondamentale una cosa: promuovere in maniera più incisiva su tutti i media la normativa in merito alla detrazione 65% per la riqualificazione energetica degli edifici.

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