Stop TASI?

Stop a TASI e IMU, via libera alla Local Tax “leggera”: dopo le dichiarazioni del premier Renzi in merito al taglio deciso delle imposte sulla casa (e sottolineiamo, solo dichiarazioni per ora, leggi in proposito l’articolo Addio IMU prima casa, benvenuta Local Tax: cosa succede nel 2016?) le società del “mattone” hanno incominciato a volare: per ora solo in borsa. L’auspicio è che una spinta possa vedersi anche a livello concreto. Ma la strada è ancora tutta da percorrere.

Il grande volo di Piazza Affari
Piazza Affari ha varcato lunedì scorso la soglia dei 24 mila punti (+1,1% a 24.031 punti), ritrovando i massimi dalla fine del 2009. Tra le società del comparto si sono registrati anche rialzi a due cifre, come quello di Risanamento (+15,62%), che ha condotto con sé Prelios (+9%), Bastogi (+7,5%), Aedes (+7,2%) e Gabetti (+5,4%).

L’impegno a cancellare la TASI sulla prima casa e l’IMU per i terreni agricoli e i cosiddetti “imbullonati” ha evidentemente alimentato la fame di fiducia e positività per una ripresa generalizzata del mercato. Ma è tutto oro quello che luccica nella teoria volatile dei giochi in borsa? Gli esperti del settore in questo senso invitano alla cautela: Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, ritiene il “rush” in borsa “una reazione emotiva”, rammentando che i titoli immobiliari andavano bene “già da un po’ di tempo” e sostiene che le misure annunciate da Renzi “sono indifferenti” per il mercato immobiliare, come dimostrerebbe il calo del valore del mattone sia dopo l’abolizione dell’ICI nel 2008 che dopo l’introduzione dell’IMU nel 2012.

Prospettive per il “real estate” in Italia
Nel frattempo si intravedono prospettive positive per l’immobiliare italiano: la ripresa ci sarà, e questa è già una buona notizia, ma sarà graduale. Secondo le stime di Reag, società internazionale di valutazione immobiliare, e a fine 2014 si presumeva che le compravendite nel 2015 potessero aumentare anche del 10/11% su base annua, i risultati del primo trimestre inducono a ridimensionare la stima, per cui si potrà assistere ad un andamento incrementale delle compravendite di abitazioni fra il 5 ed il 7% rispetto al 2014, mentre per quelle non residenziali si potrà assistere ad una sostanziale invarianza.

A conferire un’accelerazione al mercato potrebbero essere in questo senso gli investitori stranieri, che dimostrano negli ultimi tempi di apprezzare il comparto del “real estate” italiano: secondo le analisi dell’azienda infatti il miglioramento nell’attività degli investimenti immobiliari in Italia è proseguita anche nei primi tre mesi del 2015 con una crescita di 1,9 miliardi di euro, oltre il doppio, rispetto al volume dello stesso periodo del 2014.

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