Aliquote Imu
Aliquote Imu

Sono stati elaborati i dati sulle aliquote Imu in diversi capoluoghi di Provincia. In prima posizione nella graduatoria nazionale c’é Venezia (Imu pari a 1.563 euro all’anno), all’ultimo Lucca (194 euro). Per quanto riguarda la prima casa, a Trento l’aliquota Imu è dello 0,4%, contro lo 0,5% di Genova, Reggio Emilia, Torino e Benevento o lo 0,6% di Rovigo e Roma.
Lo studio prende in considerazione anche il costo dell’Imu per un negozio di 100 metri quadri in affitto nei centri cittadini: al primo posto della classifica nazionale c’é Roma (4.057 euro), mentre in coda c’é Sondrio. Per quanto riguarda gli immobili diversi dalla prima casa, compresi anche i negozi, sono molte le città ad avere alzato l’aliquota: Monza (0,84%), Ferrara (0,9%), Reggio Emilia (0,96%), Forlì (0,98%), Firenze (0,99%). C’é anche chi, come Genova, Bergamo, Caserta, Latina, Parma, Pesaro e Bologna, ha adottato l’aliquota massima dell’1,06%.

 

Costo Imu nei capoluoghi di provincia in Abruzzo
In Abruzzo, l’Imu (Imposta municipale unica) ad aliquota base, considerando un appartamento di 100 metri quadri in affitto in zona semicentrale, costerà 831 euro all’anno a Pescara, 653 euro a Chieti, 574 euro all’Aquila e 475 euro a Teramo. Emerge da un’indagine pubblicata ieri dal Sole 24 Ore, che ha elaborato i dati sulle aliquote Imu nei diversi capoluoghi di provincia. Spicca il dato di Pescara che si classifica al 12° posto della classifica nazionale. Seguono Chieti, in 30esima  posizione, L’Aquila (posizione n. 51) e Teramo (posizione n. 77).
Lo studio del quotidiano economico prende in considerazione anche il costo dell’Imu per un negozio di 100 metri quadri in affitto nel centro cittadino. In 36a posizione della graduatoria nazionale, il primo capoluogo di provincia abruzzese a comparire è Chieti, dove l’Imu costerà 1.371 euro all’anno, seguita dall’Aquila (posizione 37 ; 1.367 euro), Pescara (posizione 50 ; 1.219 euro) e Teramo (posizione 91; 809 euro). Dall’indagine sul fisco locale emerge anche che potrebbe essere previsto un aumento fino allo 0,8% (dallo 0,5% del 2011) per l’Irpef municipale a Teramo. In tal senso, lo studio considera gli aumenti dell’addizionale già messi in agenda dai Comuni, che hanno di tempo fino al 30 giugno per approvare i preventivi 2012. A Teramo, in particolare, si sta studiando l’esenzione dall’Irpef dei redditi fino 10 mila euro.

 

Quanto costerà l’Imu in Molise
In Molise, nei due capoluoghi di provincia, l’Imu (Imposta municipale unica) ad aliquota base, considerando un appartamento di 100 metri quadri in affitto in zona semicentrale, costerà 495 euro all’anno. È quanto emerge dalla stessa indagine del Sole 24 Ore sopra citata. Campobasso e Isernia si classificano rispettivamente in 70a e 71a posizione della graduatoria nazionale. Per quanto riguarda i negozi di 100 metri quadri in centro storico, in 21a posizione della graduatoria nazionale, il primo capoluogo di provincia molisano a comparire è Campobasso, dove l’Imu costerà 1.596 euro all’anno, seguito da quello di Isernia (41esima posizione; 1.299 euro).

 

Trento, Imu su prima casa allo 0,4% (e detrazione di 50 euro per ogni figlio)
Trento continua ad essere una delle città più virtuose per quanto riguarda la pressione fiscale: lo ha sottolineato il sindaco, Alessandro Andreatta, nella conferenza stampa settimanale. In particolare, per quanto riguarda la prima casa, a Trento l’aliquota Imu è dello 0,4%. Da ricordare, a quanto a sottolineato il sindaco, che Trento ha scelto di favorire le famiglie, aggiungendo alla detrazione di 200 euro per l’abitazione principale altri 50 euro di detrazione per ogni figlio. Per quanto riguarda gli immobili diversi dalla prima casa, compresi i negozi, l’aliquota di Trento è dello 0,783%, dunque poco superiore al minimo dello 0,76%. L’aliquota massima dell’1,06%, che a Trento è in vigore solo per le case sfitte. “Trento – ha sottolineato infine Andreatta – non ha adottato l’addizionale Irpef. Ci sono invece alcuni Comuni che, oltre ad aver adottato aliquote molto alte per l’Imu, hanno aumentato anche l’addizionale Irpef: in particolare Bergamo, Caserta, Latina, Parma e Pesaro hanno l’Imu massima per gli immobili diversi dalla prima casa e l’addizionale Irpef allo 0,8%, seppure con esenzioni diversificate in base al reddito. Da notare che per gli immobili diversi dalla prima casa – ha concluso – il Comune incassa solo la metà, perché l’imposta è compartecipata dallo Stato. Dunque, l’aumento rispetto agli anni scorsi si traduce sì in un maggiore esborso per il cittadino, ma non comporta maggiori incassi per il Comune”.

 

A Roma l’Imu su prima casa sarà il più bassa possibile
Lo ha detto il sindaco Alemanno. “Sulla prima casa cercheremo di tenere l’aliquota Imu il più bassa possibile”. Invece, sulle seconde case l’aliquota sarà quella più alta.

 

Bologna, l’associazione Confabitare è contraria all’aumento Imu
Si tratta dell’associazione dei proprietari immobiliari, contraria alla proposta di aumentare l’Imu avanzata dal sindaco di Bologna, Virginio Merola. “Mi auguro sia solo un’infelice boutade, una mossa per fare pressing sul governo – commenta il presidente dell’associazione, Alberto Zanni – ma se così non fosse, sappia il sindaco che la minaccia di aumentare l’Imu per far quadrare i conti ci troverà pronti alle barricate. Merola vuole scaricare sui cittadini, e in particolare sui proprietari di case, le inefficienze dei conti sballati della sua amministrazione, ma a questo giochetto non ci stiamo. Vorrei ricordare che a Bologna con la nuova Imu ogni famiglia pagherà mediamente 1.400 euro l’anno. Se la minaccia del sindaco si dovesse concretizzare Confabitare attuerà tutte le misure legali per opporsi a questa intollerabile beffa”.

 

Fonte: indagine del Sole 24 Ore e www.ansa.it

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3 Commenti

  1. mia suocera che ci ha dato la casa ad uso gratuito al figlio con la sua famiglia in quanto non ha i soldi per pagarsi il passaggio di proprietà dovra’ pagare l’aliquota della seconda casa (quindi la massima) ed inoltre non potra’ neanche scalarsi la detrazione per il figlio in quanto ormai 40 enne, inoltre vorrei ricordare che se fosse di proprietà di tale figlio avendo questo due figli piccoli a carico non avrebbe dovuto pagare l’imu. che vergogna non tenere conto di tali esigenze familiari.

  2. Vorrei segnalare un errore nell’articolo sopra riportato sulle aliquote dei comuni: a Firenze (dove vivo), l’aliquota per la seconda casa NON è stato fissato allo 0,99% (9,90 per mille) bensì alla massima 1,06 (10,60 per mille), mentre non è stata ritoccata l’aliquota sulla prima casa, 0,4% (4 per mille). L’aliquota sulla seconda casa è la medesima per uffici e negozi nel caso del capoluogo toscano.

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