L’edilizia ha una grande responsabilità, anzi diciamo pure colpa: è responsabile del 40% circa del consumo di energia e di un terzo delle emissioni di CO2. Per questo motivo l’Unione Europea ha individuato proprio nell’edilizia il settore da cui ripartire per la crescita intelligente e sostenibile, cambiando lo stato delle cose, facendolo evolvere ancora di più.

Perché qualche passo è già stato fatto, ma non basta. È necessario sviluppare strategie e strumenti nuovi per rendere gli edifici energeticamente più efficienti e confortevoli.

Beh, le tecnologie le abbiamo, così come i sistemi, i materiali e le conoscenze per costruire o risanare abitazioni garantendo comfort, riduzione dei consumi e delle emissioni e sicurezza.

Abbiamo anche la strategia: il recupero di ciò che abbiamo costruito. Quello che manca è l’applicazione seria e continuativa di questa strategia, che rappresenta la risposta adeguata e necessaria alla sfida energetica e ambientale. Il trend della riqualificazione è in atto ma deve essere rafforzato, accelerato e intensificato seguendo i principi del “deep building renovation”.

I tre problemi della “deep building renovation” in Italia sono, secondo Norbert Lantschner, Presidente Fondazione ClimAbita:

“Primo, la normativa. Per funzionare deve essere chiara e comprensibile. Non mi pare che sia proprio così. Inoltre, assistiamo a un vero e proprio caos sia sul tema delle certificazioni energetiche (tante Regioni, tanti regolamenti diversi), sia su quello delle competenze frammentate tra vari Ministeri, CNR ed ENEA.

Secondo, le agevolazioni fiscali. Premesso che si tratta di uno strumento utilissimo, a mio avviso occorre una completa revisione del meccanismo premiante seguendo i principi della “deep building renovation”. Oggi si interviene sul costruito con un orizzonte temporale al 2020-2030, ma è necessario operare adesso in un’ottica al 2050. Come fare? Modulando gli incentivi in base al reale rinnovamento realizzato sul patrimonio esistente: a crescere in maniera significativa, quanto maggiore è il livello di efficientamento energetico raggiunto.

Terzo, ma non ultimo, il coinvolgimento dei cittadini deve essere globale e deve essere trasmesso il principio che la qualità della propria abitazione è legata a doppio filo alla sostenibilità energetica”.

Sono tematiche di cui bisogna parlare, sulle quali occorre tenere viva l’attenzione del cliente e del professionista che parla col cliente. Per questo, per i professionisti, martedi 23 giugno a Modena si terrà in convegno INNOVARE L’INVOLUCRO – OTTIMIZZARE IL COMFORT E MINIMIZZARE I CONSUMI, moderato proprio da Norbert Lantschner.

 

L’evento è promosso dall’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Modena e gli Architetti partecipanti otterranno 3 CFP.

Anche il Collegio Geometri e Geometri Laureati, sempre della Provincia di Modena, accredita l’evento, con 2 CFP.

Trovi qui tutte le info utili.

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