Firmato un accordo green tra Regione Emilia Romagna, Agenzia Territoriale Atersir e Centro di Coordinamento per facilitare la raccolta dalle case dei RAEE, i rifiuti elettrici ed elettronici. In Regione, crescono le quantità dei rifiuti raccolti e centri di conferimento.

I RAEE sono rifiuti particolari (rifiuti elettrici ed elettronici) per il loro potenziale impatto ambientale: si tratta di ciò che rimane degli elettrodomestici, grandi e piccoli, e degli oggetti tecnologici come computer e telefoni cellulari che vengono buttati via. Rifiuti che, se adeguatamente trattati, rappresentano invece una fonte di risorse di elevato valore economico, che possono essere riutilizzati nei cicli produttivi.

I contenuti dell’accordo
L’accordo siglato tra Regione, Atersir e Centro di Coordinamento RAEE ha l’obiettivo primario di favorire la consegna dei RAEE domestici nei centri di raccolta pubblici mediante la semplificazione delle modalità di accesso e di promuovere specifiche campagne di sensibilizzazione e di informazione tra cittadini e operatori della filiera, come manutentori e installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Tra le finalità anche quella di incentivare la tracciabilità dei flussi di raccolta e il riciclo dei rifiuti, obiettivo in linea con il Piano regionale di gestione dei rifiuti – in fase di approvazione – che punta alla gestione sostenibile da realizzare attraverso prevenzione, raccolta differenziata e recupero di materia.
L’accordo si colloca nell’ambito di analoghe iniziative già attivate dalla Regione e finalizzate a sostenere lo sviluppo dell’industria green, a fare impresa e a creare nuova occupazione.

Da segnalare il fatto che l’Emilia-Romagna mantiene anche nel 2014 il secondo posto in Italia per la raccolta dei RAEE: quasi 22 mila tonnellate (21.918.935 chilogrammi), l’1% in più rispetto al 2013. Anche per raccolta pro capite e numero dei centri di raccolta i risultati sono superiori alla media nazionale. I dati emergono dal Dossier annuale Emilia-Romagna realizzato dal Centro di Coordinamento RAEE.

La prima Regione è la Lombardia, con poco più di 49 milioni di kg di RAEE raccolti (la raccolta complessiva registra un incremento del 5,42% rispetto al 2013). Leggi anche Gestione rifiuti, la Lombardia domina il ranking della raccolta RAEE.

 

I dati del Dossier emiliano-romagnolo: raccolta pro capite e centri di raccolta
In Emilia Romagna, nel 2014, a fronte della crescita della quantità complessiva, diminuisce lievemente la raccolta pro capite, che passa da 5 a4,93 chilogrammi per abitante, dato comunque superiore alla media nazionale di 3,81 Kg e in linea con gli obiettivi stabiliti dalla normativa europea.

Crescono dell’1% anche i Centri di Conferimento, le strutture autorizzate presso le quali i cittadini possono conferire gratuitamente le proprie apparecchiature elettriche ed elettroniche una volta arrivate a fine vita: in totale sono 386 (365 centri di raccolta comunali e 21 altri centri), pari a 9 strutture ogni 100 mila abitanti, dato superiore alla media nazionale, che è di 7 strutture.
Una rete capillare e articolata che serve il 100% della popolazione, realizzata anche grazie ai contributi della Regione per favorire il miglioramento della raccolta differenziata e l’adeguamento delle stazioni ecologiche esistenti.

 

La tipologia di rifiuti raccolti in ER
Per quanto riguarda i diversi tipi di rifiuti raccolti, i risultati sono abbastanza equilibrati: il migliore risulta quello di televisori e monitor (Raggruppamento R3), con una percentuale del 30%, seguito a breve distanza dai grandi bianchi (lavatrici, lavastoviglie – Raggruppamento R2) con il 29%; al terzo posto freddo e clima (R1) con il 24%, mentre i piccoli elettrodomestici (R4) arrivano al 24%; infine le sorgenti luminose (R5) si attestano su una percentuale dello 0,5%, risultato in linea con il resto dell’Italia.

 

I dati delle province emiliano-romagnole
Analizzando i dati delle singole province, Bologna si conferma al primo posto per il maggior quantitativo di RAEE raccolto, con 5 milioni 413 mila chilogrammi, seguita da Modena (3 milioni 469 mila), Reggio Emilia (2 milioni 626 mila), Parma (2 milioni 152 mila), Ravenna (2 milioni 36mila), Ferrara (1 milione 706 mila), Forlì-Cesena (1 milione 625 mila), Piacenza (1 milione 521 mila) e Rimini (1 milione 366 mila).

Bologna ha una raccolta pro capite di 5,41 chilogrammi di RAEE raccolti per abitante, Piacenza 5,27 kg/ab., Ravenna 5,19 kg/ab., Modena 4,95 kg/ab., Reggio Emilia 4,92 kg/ab., Parma 4,86 kg/ab., Ferrara 4,81 kg/ab., Forlì-Cesena 4,10 kg/ab. e Rimini 4,09 kg/ab.
Rispetto al 2013, tutte le province hanno incrementato la quota di RAEE raccolti, ad eccezione di Rimini (-10,85%), Ravenna (-5,04%) e Bologna (-1,76%). La provincia che ha aumentato maggiormente la raccolta nel 2014 è Piacenza, che segna un +8,23%.
Per quanto riguarda i centri di Raccolta, le province con il maggior numero sono Piacenza, con 17 centri ogni 100 mila abitanti, Reggio Emilia (13) e Parma (12). Seguono nell’ordine Modena (9), Ravenna e Bologna (7), Rimini e Forlì-Cesena (6), Ferrara (3).

 

Nel mondo, al 2014, sono presenti oltre 41,8 milioni di tonnellate di RAEE rifiuti elettrici ed elettronici. È il nuovo record rilevato dall’Università delle Nazioni Unite. Leggi anche RAEE, i nuovi pozzi di petrolio che contengono oro vero (e argento).

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