Studi professionali,

Rinnovo del contratto collettivo nazionale (CCNL) degli studi professionali, esplode la polemica: a poche settimane dall’approvazione della bozza di rinnovo giunge la denuncia di Confedertecnica. Ecco il virgolettato del comunicato emesso dalla Confederazione Sindacale Italiana delle Libere Professioni Tecniche negli scorsi giorni: “I sindacati Cgil, Cisl e Uil attraverso le segreterie confederali di Fisascat, Filcams e Uiltucs hanno volontariamente escluso Confedertecnica dal tavolo di contrattazione e deciso proditoriamente di firmare il nuovo contratto dei dipendenti degli studi professionali scegliendosi un unico interlocutore con cui trattare, a dispetto della reale composizione della rappresentanza del settore.”

Dopo un primo momento di stupore, Confedertecnica ha rotto gli indugi rendendo evidente quello che considera un disegno estromissorio doloso, a fronte del quale adirà le vie legali per tutelare le prerogative e i diritti di chi rappresenta gli studi professionali da trent’anni.

Sarebbe stata messa in scena “una inedita, inaudita e deliberata estromissione, laddove i tre sindacati hanno scelto di stabilire un rapporto di intesa preferenziale e quindi di complicità con una ed una sola parte sociale, scegliendola con ogni evidenza su una base di comodo”.

Il comunicato di Confedertecnica prosegue perentorio: “Questo comportamento non è solo scorretto ed arrogante: è antisindacale, perché tradisce le regole di correttezza, trasparenza e rispetto reciproco con cui il sindacato deve agire nei confronti delle altre parti sociali. È un comportamento che dimostra, nella malafede del suo opportunismo, le paure di un sindacalismo incapace di rapportarsi con chi solleva posizioni dissimili e obiezioni nel merito. Confedertecnica si batte e si continuerà a battere, da oggi con ancora maggior vigore, per un contratto che tenga in maggior conto le esigenze vere degli studi professionali, senza abbandonarsi ad accordi consumati sulla pelle dei professionisti e dei lavoratori”.

Si tratta di un comportamento ritenuto da Confedertecnica lesivo delle regole della contrattazione stessa, anche alla luce della nota e consolidata l’attività di Confedertecnica, presente su numerosi tavoli ministeriali e impegnata sul territorio con numerose sedi regionali che la rendono un imprescindibile interlocutore, sulla base del dato di realtà.

In questo senso Calogero Lo Castro, presidente di Confedertecnica afferma: “Colpisce che proprio quei sindacati che rimproverano a Matteo Renzi l’idea di un sindacato unico, a loro volta adottino lo stesso metodo con i propri interlocutori, provando a designare una controparte unica a dispetto della realtà della rappresentanza dei professionisti, che rimane per fortuna libera e plurale”.

L’appello di Confedertecnica ai vertici nazionali di Cgil, Cisl e Uil è pertanto lanciato: al fine di mettere un argine alla “deriva autoreferenziale di un sindacalismo che vuole interpretare, oltre alla propria, anche tutte le altre parti in campo”.

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