Guerra Cocontest Architetti: anche INARCASSA contro il crowdsourcing senza regole

Il crowdsourcing di Cocontest irrompe con la forza di un ariete nel mondo delle professioni tecniche italiane e di quello degli architetti e degli interior designers in particolare. Fa discutere, e parecchio, l’iniziativa del Consiglio nazionale degli Architetti di denunciare all’Antitrust l’attività della piattaforma che mette in contatto i privati cittadini con professionisti da ogni parte del mondo per la realizzazione di progetti e proposte relative al rinnovo della propria abitazione.

Pare di assistere a una riedizione della vicenda Uber, che ha visto negli ultimi mesi la categoria dei tassisti contro l’App che consentiva a (quasi) chiunque di diventare vettore di passeggeri, uomini d’affari e turisti nelle città italiane. Sappiamo tutti come è finita.

Oggi il dibattito su Cocontest e lo scontro con gli Architetti si sposta sul piano del rinnovamento veicolato dalla Rete e la tutela degli interessi dei liberi professionisti. Si tratta, da parte di questi ultimi, di una strenua quanto vana difesa del proprio orticello contro il nuovo che avanza?

Non lo sappiamo. Ce lo diranno i nostri lettori e il futuro.

Intanto, però, registriamo, dopo l’iniziativa degli Architetti, l’intervento della cassa di previdenza degli Ingegneri e degli Architetti liberi professionisti. Tramite la sua fondazione, INARCASSA, è stato appena diffuso un comunicato stampa nel quale il presidente della fondazione, Andrea Tomasi, apre all’innovazione del web, mettendo però dei paletti precisi.

“I liberi professionisti devono mostrarsi aperti al cambiamento e alle opportunità che internet e le nuove tecnologie offrono, soprattutto in un momento di crisi del mercato” esordisce Tomasi.

“Tuttavia, precisa il numero uno della fondazione INARCASSA, ciò non può e non deve tradursi in un deprezzamento della prestazione o nella violazione dei diritti dei consumatori”.

Per INARCASSA le nuove opportunità del web non vanno confuse con un sistema anarchico ma, al contrario, vanno inquadrate all’interno di un sistema di garanzie e del codice deontologico che il legislatore ha posto a tutela delle professioni e dei clienti “e che costituisce la condizione imprescindibile per qualsiasi nuova modalità di incontro tra domanda e offerta di servizi professionali”, conclude Tomasi.

“Inoltre, aggiunge Tomasi, non va sottovalutata l’importanza dell’interazione cliente-professionista: si tratta di un elemento essenziale per il buon esercizio del servizio di architettura o ingegneria”.

Occorre quindi fare un’analisi e una riflessione affinché possano cogliersi gli aspetti positivi che l’innovazione tecnologica porta con sé, senza abdicare alle garanzie imprescindibili poste a tutela di tutto il mercato della progettazione.

Il dibattito continua …

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1 COMMENTO

  1. per quanto riguarda la progettazione soggetta ad autorizzazione, la “tutela” c’è già; il resto rientra nel mondo della concorrenza, leale ma concorrenza
    barriere, tutele ed altre piccolezze non fermano il futuro, al massimo ci rallentano a confronto del resto dei colleghi in giro per il mondo
    senza tanto lamentarsi, facciamo valere la nostra bravura

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