Il Consiglio Nazionale degli Architetti ha denunciato Cocontest all’Antitrust poiché diffonde, a danno dei consumatori, informazioni ingannevoli che screditano la categoria degli architetti, violano le leggi italiane e le direttive europee che regolano il rapporto tra professionisti e clienti.

Cocontest.com è un crowdsourcing utile per chi deve arredare, ristrutturare progettare una casa o un ufficio: mette in collegamento, attraverso un concorso tra soggetti privati, clienti e architetti. Nella segnalazione all’Antitrust il Consiglio sottolinea che, in realtà, Cocontest fornisce solo idee di progetti, senza verificare se sono soluzioni architettoniche fattibili e se siano progettate da professionisti competenti e abilitati.

Le affermazioni fornite sul sito riportano che solo sul sito è possibile trovare soluzioni rapide ed economiche perchè tutti gli altri architetti italiani ed europei offrono prestazioni lente e a caro prezzo. Al consumatore non viene mai specificato e spiegato che, quando si progettano interventi edilizi, bisogna produrre progetti e documenti complessi, a garanzia della sicurezza e salute dei cittadini e nel rispetto dell’ambiente: per questo motivo la legge in Italia e in Europa obbliga l’utilizzo di professionisti competenti e abilitati ai sensi di specifiche normative nazionali.

Cocontenst propone progetti gratuiti perché se solo “il progetto vincitore” riceverà un onorario, nemmeno definito come tale ma come “premio”, allora tutti gli altri saranno comunque stati lavori gratuiti. Non si specifica che con tale “progetto” l’ipotetico committente non potrà svolgere alcuna pratica autorizzativa a meno di rivolgersi successivamente a un professionista che lo sviluppi nella sua reale complessità e nei tempi necessari. Da questa proposta commerciale trae vantaggi unicamente la società che ha promosso Cocontest, pagata dagli architetti partecipanti nell’illusione di avere qualche concreta opportunità di lavoro, anche sottocosto.

Dietro l’immagine dell’innovazione – il crowdsourcing – si nasconde quindi lo sfruttamento di professionisti disperati che pagano una mediazione per la vaga speranza di una possibile opportunità di lavoro. Anche il consumatore viene illuso di poter godere di una progettazione low-cost. Con un’interrogazione parlamentare al Ministero dello Sviluppo economico verrà verificata la legittimità dell’iniziativa.

Cocontest sei nei guai.

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5 Commenti

  1. E’ una realtà che investe tutto il lavoro creativo: internet e la pratica del crowdsourcing stanno facendo man bassa di risorse creative a basso prezzo. Non sarà certo una presa di posizione degli Ordini degli architetti a cambiare le cose, anzi. Difendere l’orticello di fronte ai veloci cambiamenti della società non mi è mai sembrata una buona strategia (come la difesa dei minimi tariffari).
    L’articolo inoltre è piuttosto superficiale visto che gli architetti partecipanti non pagano nulla e mi pare ovvio a chiunque che il progetto vincitore non sostituisce le pratiche edilizie o esaurisca la complessità del progetto. E se qualcuno lo crede, peggio per lui.

  2. Vorrei precisare che la professione dell’Architetto e’ stata svilita grazie alla nascita di tutte queste strane figure ambigue che possono tranquillamente svolgere molte delle funzioni (se non quasi tutte) che per logica dovevano essere di competenza degli Architetti: ‘Interior Designer’, ‘Ingegneri edili-architettonici’. Per non parlarle degli ‘Ingegneri civili’ o ‘Geometri’! Un Architetto non progetterebbe mai un capannone prefabbricato per farci un centro commerciale! Per me doveva esistere questa distinzione forte: i Geometri fanno le Pratiche edilizie e verificano le questioni urbanistiche e catastali, gli Ingegneri fanno i calcoli strutturali, gli Architetti progettano interni esterni e i Designer progettano arredi (aggiungo che gli Scenografi dovevano far scenografie: non interni delle case). In questo Paese che ormai tutti fanno tutto perché prendersela con Cocontest? E’ un’iniziativa bellissima e internazionale! Forse i promotori dovrebbero trovare solo una ‘formula’ per selezionare i propri iscritti…tra persone competenti in quanto iscritte a specifici Albi (il resto e’ fuori) e ha P.IVA. In fondo e’ un concorso di Idee! Che male c’e’? Da quando sono vietati i concorsi di Idee privati?

  3. prima di tutto, a scanso di equivoci, vorrei chiarire che sono un architetto e che ho appena scoperto il sistema di Cocontest.
    Personalmente lo trovo molto interessante e credo che tenterò di partecipare.
    Riguardo alla polemica dell’ordine trovo che sia una presa di posizione sterile che va a difendere le rendite di posizioni dei soliti che hanno avuto la fortuna di affacciarsi al momendo giusto al mondo della libera professione.
    Mi chiedo perchè l’ordine non prende e non ha mai preso le parti dei tanti, troppi giovani costretti a lavorare negli studi per un tozzo di pane, con l’obbligo di aprire partita iva, senza tutela alcuna.
    Ma evidentemente per l’ordine è meglio che i giovani rimangano a farsi sfruttare per pochi spiccioli, piuttosto che mettersi in gioco, seppur a fronte di una contropartita econolmica non altissima.
    E ancora, che cosa ha fatto l’ordine per quelli che, come il sottoscritto, si sono trovati a dover chiudere, sommersi dai costi fissi e dalle tasse ?
    Sinceramente non vedo ragioni per non provare il sistema di cocontest.
    Sempre meglio che perdere il tempo dietro a noiose ed inutili conferenze per l’accreditamento dei crediti formativi obbligatori.
    Per quanto mi riguarda ogni occasione che generi opportunità andrebbe incentivata e non osteggiata

  4. Come al solito l’Ordine perde l’occasione per tacere e prendersi tempo per le valutazioni…e comunque l’Ordine continua a far finta di non sapere e vedere come effettivamente si sono evolute le cose:
    – soliti noti che fanno incetta di incarichi e…poi li delegano per lo svolgimento a terzi(che forse pagheranno… un giorno);
    – il mondo esterno che chiede al professionista di essere l’azzeccagarbugli “introdotto” negli ambienti burocratici per “agevolare le approvazioni” (esistono geometri “specializzati in pratiche SUAP” a Roma!!!…poi scopri che non possono firmare alcunché e che sono.. nel migliore dei casi.. ex dipendenti del comune);
    – il conseguente svilimento della “componente progetto” in ogni adempimento burocratico per assentire un intervento (non intendo per la presenza della norma da osservare ma intendo per la procedura inerente da seguire che in nome della semplificazione ed informatizzazione diventa un monumento di bit/…megabite/terabite… inutile e confacente all’imperante imbroglio dell’io so io e tu non sei…)
    Fotografato questo l’Ordine ,che pago (come pago previdenza assicurazioni etc), cosa ha fatto per evitare l’effettivo e reale svilimento della professione?…Mi sembra poco prendere posizione contro cocontest!!… CHIEDO CHE L’ORDINE SI FACCIA DELLE DOMANDE AL PROPOSITO DELLA CONDIZIONE PROFESSIONALE CONFACENTE SOLO A “DATI PROFESSIONISTI”. POI…SI DESSE DELLE RISPOSTE CIRCA LA PROGETTUALITA’ DI UNA CONDIZIONE FUTURA DELL’ARCHITETTO…

  5. Ma questo articolo è ridicolo!!
    Adesso vi chiedo per un attimo di mettervi nei panni di un giovane architetto che è costretto ad aprire partita iva, a lavorare anche più di 8 ore al giorno (senza ferie, senza mutua, senza 13ma, senza nessuna garanzia, ne contratto, a tutti gli effetti una finta partita iva) tanti architetti lavoriamo in queste condizioni da un architetto SFRUTTATORE, perché ci danno al massimo 800 eur al mese, adesso scontante le tasse, l’inarcassa, assicurazione, anche l’iscrizione all’ordine… quanto ci rimane in tasca?

    Adesso chiedetevi perché cocontest è un’alternativa per noi!

    Tra l’altro non è vero quello che affermate, perché come architetto non paghi niente per partecipare, e come architetto decidi anche a quali contest partecipare, e ci sono alcuni anche con 2000 eur di premio!… facciamo due conti… mmm si, sono pari a 2 mesi e mezzo di lavoro dall’architetto sfruttatore!

    Caro Consiglio Nazionale degli Architetti, dovresti preoccuparti dei veri problemi, dovresti vedere come i giovani architetti veniamo sfruttati dai nostri cari “colleghi”, siete voi che mantenete lo status quo, e tutelate solo quelli che di soldi ne guadagno, e saranno pure gli stesi che si lamentano di Cocontest, chiedetevi perché non abbiamo nessuna opportunità di farci conoscere e chiedetevi se è giusto svendersi… ma per 800 eur al mese da un nostro “collega”.

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