Premi di cubatura tra i nuovi incentivi dell’Ecobonus che verrà

L’agevolazione fiscale della detrazione 50% per i lavori di ristrutturazione e l’ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici hanno consentito di ottenere un risparmio di energia di 8,9 TWh all’anno nel periodo 2007-2012 e vanno resi strutturali, perlomeno fino al 2020.

È questo il pensiero del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervistato dal quotidiano Il Sole 24 Ore sul tema della ripresa economica e del ruolo che l’efficienza energetica può giocare per riportare il Paese a ritmi di crescita pre-crisi.

“Il settore edilizio ha un elevato potenziale di risparmio energetico non sfruttato”, dice nell’intervista il patron della Mapei. “Per esempio, il 17% dei consumi energetici nazionali deriva dagli edifici pubblici, un dato impressionante”.

Per Squinzi, un’accelerazione nei processi di contenimento dei consumi di energia da parte del settore dell’edilizia avrebbe un duplice effetto benefico: da un lato un ritorno economico per i consumatori e dall’altro un impulso alla ripresa del settore delle costruzioni, il più colpito dalla crisi pluriennale, che ha provocato un calo della produzione del 60%.

E intanto anche il Governo si sta muovendo per verificare la possibilità di rendere strutturali i bonus per l’efficienza energetica e per le ristrutturazioni. Dopo le dichiarazioni in tal senso del ministro delle infrastrutture, Graziano Delrio, e il suo parziale dietrofront qualche giorno dopo; oggi anche i Ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico si dicono possibilisti sull’ipotesi del mantenimento sine die dell’ecobonus.

Ma all’orizzonte sembrano profilarsi misure ulteriori di sostegno, non si sa ancora se alternative o affiancate, all’agevolazione fiscale. A confermarlo è stato il Ministro dell’ambiente Galletti che ha adombrato l’ipotesi di prevedere strumenti diversi per l’ecobonus: per esempio premi di cubatura e una corsia preferenziale nei procedimenti autorizzatori per chi decidesse di intraprendere lavori di riqualificazione ed efficientamento energetico degli edifici.

Il dibattito quindi prosegue e sembra chiaro l’orientamento dell’attuale Governo di mantenere in vita i meccanismi di incentivazione per il settore edilizio, sostituendo il rinnovo “anno per anno” con una misura strutturale permanente.

È ancora presto per poter dire che il processo terminerà con successo, ma basandosi sulle dichiarazioni di intenti via via registrate da diversi esponenti di spicco dell’Esecutivo, i motivi per essere ottimisti sembrano diventare parecchi. Staremo a vedere.

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