Ingegneria ambientale, troppa concorrenza sleale
Ingegneria ambientale, troppa concorrenza sleale

C’è troppa concorrenza sleale per il mercato (ristretto) dell’ingegneria ambientale. Si chiedono correttivi al governo per mettere fine alle criticità che strozzano il settore, già penalizzato dal fatto che le imprese lo utilizzano poco.

 

Enti pubblici non economici, società partecipate, università, agenzie pubbliche, fondazioni, onlus sono sul mercato ingegneristico-ambientale pur non possedendo il requisito di imprenditorialità. Tuttavia oggi vengono incaricati da committenti pubblici e privati.
Ecco cosa si intende quando si dice “concorrenza sleale” rispetto alle società specializzate  a causa dell’imparità dei costi sostenuti, dell’immagine istituzionale.

 

Se n’è parlato al convegno “L’ingegneria ambientale in Italia”, organizzato a Milano da Aldo Norsa, docente Iuav di Venezia, in collaborazione con Ambiente.

 

È emersa la richiesta al governo Monti della necessità imposta dalla “grave sofferenza del mercato di un intervento mirato a livello politico e legislativo, ormai non più differibile, per conferire identità al settore, con le sue competenze e professionalità e per fare finalmente chiarezza sulle diversità e finalità dei ruoli dei diversi soggetti interagenti nel contesto professionale”.

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