Il pezzo crollato dell'expo 2015

Lo sapete no? Il 2 maggio, il secondo giorno di Expo 2015, un perno di ferro di circa 10 centimetri all’esterno del Padiglione della Turchia è caduto in testa a una ragazza. Si è staccato dalla copertura in vetro e acciaio, da un’altezza di sei metri, all’ingresso del Padiglione.
Niente di grave, la ragazza non è rimasta ferita in modo serio, per fortuna, naturalmente. Ma non è questo il punto. L’area è stata transennata, la pezza è stata messa in questo modo, sopra a un Padiglione costruito a tempo di record perché la Turchia è stato uno degli ultimi paesi ad aderire alla manifestazione.

E questo è un episodio. Ce n’era un altro, che coinvolge dei politici rimasti bloccati in un’ascensore, o qualcosa del genere, ma non aggiunge niente a quello che vorrei dire.

È successo di tutto a Milano, in centro, durante la giornata di apertura dell’Expo. Sono state scritte molte parole, molte giuste, molte sbagliate e ignoranti. Quelle sbagliate e ignoranti hanno fatto di tutto per coprire i problemi dell’Expo 2015. E tra i problemi dell’Expo 2015 c’è anche l’edilizia e la progettazione. Edilizia frettolosa, edilizia all’italiana, edilizia irresponsabile, fatta male, pericolosa, mafiosa, mezzo attraverso il quale passano i sotterfugi e la mala gestione dei Lavori Pubblici (avete visto il caso della Famiglia Lupi, no? E il ridicolo tentativo di arrampicarsi sugli specchi per salvare l’insalvabile dello stesso Ministro Lupi a Ballarò).

Non solo il Padiglione turco è stato costruito in fretta. Da qualche mese a questa parte non si fa che dire, a proposito dei cantieri dell’Expo: “stiamo correndo, lavorando 24 ore su 24”. Fino a pochi mesi fa era la bufera sui cantieri, una volta scoperto lo scandalo che ha travolto politici e faccendieri vari. Qual è la qualità del costruito a expo 2015?

L’edilizia è sempre stato il bagno di cemento dentro al quale friggono soprusi e ladrocini tra i peggiori d’Italia. Un mondo in cui, a quanto pare, è facile far scomparire i soldi, metterseli in tasca e poi fare la bella vita. Per alcuni, la pacchia è finita perché sono stati scoperti. Per altri, la pacchia sta durando tutt’ora: chissà in quanti non sono ancora stati scoperti, non sono mai stati scoperti o non lo saranno mai.

L’Expo 2015 in Italia sicuramente farà numeri enormi di visitatori è sarà dichiarato un successo. Alla fine, si canterà vittoria. Sempre che non cadano altri pezzi di altri Padiglioni in testa ad altri visitatori. Uno può anche morire, lo sapete vero? Allora, se succede (e speriamo che non succeda!) si canterà vittoria lo stesso, ma l’evidenza della disfatta sarà più chiara. Non sarà necessario un morto, certo, per mettere in discussione la qualità dell’edilizia dell’Expo 2015. La si può già mettere in discussione. Ripeto, speriamo non succedano incidenti che feriscono altre persone, ma c’è la possibilità. E solo il fatto che ci sia la possibilità, perché c’è un precedente (il Padiglione turco), significa che è una sconfitta, dovuta anche al malaffare che ha sporcato i cantieri.
Ci sono sei mesi di tempo, sono molte le possibilità di incidenti causati dalla mala-edilizia.

L’edilizia è quindi al centro di molte polemiche, dalla corruzione alla cattiva qualità delle costruzioni al lavoro sottopagato in cantiere: è il fulcro dei problemi. E noi ci facciamo imbambolare dall’albero della vita. Ma cosa c’importa dell’albero della vita in realtà? Mi sembra che sia un vero e proprio specchietto per le allodole.

Quindi, oltre a tutto il resto (lavoro sottopagato, corruzione, stampa filo-governativa che nasconde i temi di dibattito della manifestazione del 1° maggio a Milano centro, perché scomodi, perché sono una scocciatura, perché non ci sono risposte se non bugie…) si può dire che l’edilizia e la progettazione siano il campo in cui proliferano, anche nel 2015, oggi, le corruzioni dell’Expo all’italiana, che portano a ferire fisicamente le persone (cade un pezzo della copertura e finisce in testa a un visitatore) e a fare in modo che la stampa italiana non faccia il suo lavoro ma diventi smaccatamente propagandistica. Si, al centro tutto questo c’è l’edilizia, che di fatto era uno dei temi della sfilata No Expo, ma di cui ormai non si parla più. Tutto a posto vero? Non è successo niente.

Lupi, per esempio, era l’altro ieri in Parlamento a stringere la mano alla Ministra per l’Italicum. Si è dimesso dal Governo, ma è ancora lì.

Dal web


Dal web

Gli Speciali

Scrivi un commento