Risparmio energetico degli edifici, dalle UNI/TS 11300 alla pratica

Dai progettisti ai certificatori energetici degli edifici, passando per i tecnici della pubblica amministrazione. Oggi, più che mai, progettare interventi di riqualificazione energetica o di nuova realizzazione per il risparmio energetico degli edifici è, insieme, un’opportunità ma anche un dovere, stabilito da numerose normative già in vigore o in corso di approvazione.

Il mese di maggio vede uscire nelle librerie specializzate e nello store online di Maggioli Editore il nuovo manuale L’efficienza energetica degli edifici: dopo le UNI/TS 11300-1 e 2:2014 realizzato dagli ingegneri Sonia Lupica Spagnolo e Giorgio Pansa del Politecnico di Milano.

Si tratta di un manuale che fornisce il quadro normativo aggiornato sulle disposizioni riguardanti gli interventi di risparmio energetico degli edifici e le procedure di calcolo, essenziali per chi progetta un’opera di ristrutturazione o di nuova costruzione.

Abbiamo incontrato gli autori per spiegarci quale ruolo rivestono le nuove norme UNI/TS 11300 uscite ad ottobre dello scorso anno e per fornirci un quadro delle norme da conoscere e rispettare.

Mauro Ferrarini. Nell’ambito della riqualificazione energetica degli edifici esistenti e nella progettazione dei nuovi, le nuove norme UNI/TS 11300 rivestono un ruolo molto importante. Ci spiegate quale, esattamente?

Sonia Lupica Spagnolo. Con la pubblicazione delle norme UNI/TS 11300 parte 1 e 2 (edizione 2014) si completa un percorso di aggiornamento iniziato con l’Inchiesta Pubblica Preliminare nell’aprile 2011 e che ha previsto due inchieste pubbliche, una nel 2012 e la successiva nel 2013.

Tale specifiche tecniche rappresentano un tassello essenziale nel quadro normativo in vigore poiché, tramite esse, sono dettagliatamente descritte le procedure di calcolo per il calcolo della prestazione energetica sia in regime invernale che in quello estivo, alle quali le varie normative regionali dovranno adeguarsi. La loro conoscenza è dunque fondamentale per permettere agli operatori del settore di qualificare in modo standardizzato il comportamento energetico degli immobili oggetto di valutazione.

Mauro Ferrarini. Quali novità sono da sottolineare?

Giorgio Pansa. Molte sono le novità introdotte: la diversa definizione della stagione di raffrescamento (e di riscaldamento nel caso di valutazione adattata all’utenza), la maggior precisione nel calcolo dei fabbisogni di energia per le frazioni di mese comprese nelle stagioni di riscaldamento e raffrescamento, l’introduzione del calcolo dei fabbisogni di energia termica latente (umidificazione e deumidificazione) e la determinazione dei fabbisogni di energia primaria per il servizio di illuminazione (per edifici non residenziali), la modifica del calcolo relativo agli scambi di energia termica per ventilazione (ventilazione di riferimento, basata su un’areazione naturale anche quando è presente nell’edificio un impianto di ventilazione meccanica, per il calcolo della prestazione energetica del fabbricato, e valutazione effettiva, ovvero naturale, meccanica o ibrida, per il calcolo finalizzato alla stima dell’energia primaria per la climatizzazione invernale e estiva, EPH e EPC); vengono inoltre forniti maggiori dettagli nel calcolo delle stesse portate di ventilazione, nonché nella quantificazione degli apporti termici solari e, contestualmente, si riduce la possibilità di utilizzo dei dati precalcolati (in particolare, non è più possibile utilizzare le maggiorazioni percentuali relative alla presenza dei ponti termici, ma è necessario procedere al calcolo analitico).

Su Ediltecnico ho scritto anche due approfondimenti specifici sulle due norme, la UNI/TS 11300-1:2014 e la UNI/TS 11300-2:2014 che potrebbero risultare utili ai colleghi interessati.

Mauro Ferrarini. Ci potete tratteggiare brevemente qual è oggi il panorama normativo essenziale che un tecnico deve conoscere per progettare interventi di riqualificazione energetica sull’esistente o per nuove costruzioni?

Sonia Lupica Spagnolo. Il panorama normativo è molto articolato e tuttora in fase di evoluzione (basti pensare all’imminente emanazione del cosiddetto “Decreto dei minimi”) per via dei necessari recepimenti a livello nazionale della direttiva 2010/31/UE (la cosiddetta EPBD recast, con il relativo regolamento integrativo 244/2012), nonché della correlata 2012/27/UE (la Energy Efficiency Directive, EED).

A livello nazionale nel 2013 abbiamo assistito all’emanazione dei DPR 74 e 75 che, in attuazione al d.lgs. 192/2005, hanno definito i criteri per la qualificazione e indipendenza dei soggetti certificatori e per l’attività di ispezione degli impianti termici, e all’importantissimo d.l. 63, convertito con modificazioni tramite la l. 90/2013, che appunto ha recepito i contenuti della Direttiva 2010/31/UE, variando ad esempio la denominazione dell’attestato di qualificazione della prestazione energetica (da ACE ad APE).

Giorgio Pansa. Da ultimo nel 2014 è uscito un importantissimo decreto legislativo, il decreto legislativo n. 102, che ha recepito la 2012/27/UE nel quadro normativo italiano, fornendo specifiche in merito a impianti termici e edifici a energia quasi zero, introducendo ulteriori traguardi per l’efficienza nell’uso di energia da parte della Pubblica Amministrazione, introducendo l’obbligo della misura dei consumi termici, e l’obbligo dello svolgimento di diagnosi energetiche per le grandi imprese, apportando infine importanti misure sul teleriscaldamento/teleraffreddamento, disposizioni in materia di evacuazioni dei fumi di scarico delle caldaie, novità in materia di qualificazione, accreditamento, formazione e informazione, nonché introducendo bonus volumetrici e deroghe in materia di distanze e altezze edifici.

Mauro Ferrarini. È appena uscito il volume L’Efficienza energetica degli edifici dopo le UNI/TS 11300. A chi si rivolge il testo in particolare?

Sonia Lupica Spagnolo. Il testo si rivolge ai progettisti, agli esperti in gestione dell’energia, ai tecnici delle pubbliche amministrazioni e ai certificatori energetici, ovvero a tutte le figure coinvolte nelle attività connesse alla tematica dell’efficienza energetica negli edifici e a tutti coloro che volessero applicare la procedura di calcolo avendo cognizione delle grandezze in gioco e dei pesi che ogni scelta progettuale ha sulla prestazione energetica dell’edificio.

Mauro Ferrarini. Ci dica tre motivi per cui un professionista tecnico dovrebbe considerare di acquistare il volume …

Giorgio Pansa. In primis per aggiornare in modo robusto la propria competenza professionale: il testo, infatti, presenta da un lato tutte le norme in vigore, mostrando in dettaglio per le prime due parti delle UNI/TS 11300 le procedure di calcolo in esse proposte, ma al contempo mostra una rassegna ragionata sulle attività di sviluppo normativo attualmente in essere, proprio al fine di permettere una cognizione più ampia ed esaustiva del quadro normativo che si sta delineando.

In secondo luogo per non farsi cogliere impreparato dagli aggiornamenti normativi che ancora devono essere emanati: troppo spesso, alcuni professionisti vivono le novità come dei fulmini a ciel sereno, quando in realtà sono evoluzioni assolutamente prevedibili proprio grazie alla conoscenza delle indicazioni delle stesse direttive europee, che gli Stati membri (quindi anche l’Italia) sono tenuti a recepire.

Da ultimo perché il testo nasce con l’intento di essere un vademecum chiaro ed esaustivo, questo al fine di permettere di non avere costantemente a che fare con numerosi testi normativi a volte difficilmente comprensibili se considerati singolarmente.

L'efficienza energetica degli edifici dopo le UNI/TS 11300 -1 e 2: 2014

L'efficienza energetica degli edifici dopo le UNI/TS 11300 -1 e 2: 2014

Sonia Lupica Spagnolo - Giorgio Pansa, 2015, Maggioli Editore

.Questo volume vuole pertanto essere innanzitutto un utile strumento di aggiornamento sull’evoluzione della normativa: esso presenta a tal fine una rassegna ragionata delle principali disposizioni normative (dall’emanazione della...

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