Contributi previdenziali tecnici

Una circolare dell’INPS chiarisce con esempi concreti i dubbi che attanagliano i professionisti con specifico riferimento al versamento dei contributi previdenziali.

Ad esempio, l’ingegnere o l’architetto libero professionista che eserciti attività di consulente ambientale, è tenuto versare i contributi previdenziali a Inarcassa. Qualora invece svolga l’attività tipica ma lavori anche come consulente finanziario, lo stesso è allora tenuto ad iscriversi alla gestione separata dell’INPS. Sono queste alcune delle casistiche contenute nella circolare 72/2015 dell’INPS, strumento chiarificatore tramite cui l’istituto di previdenza riassume le regole per l’iscrizione e gli obblighi contributivi alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza per gli ingegneri e architetti liberi professionisti (o, in alternativa, alla gestione separata).

In base allo statuto di Inarcassa, si specifica nella circolare, architetti e ingegneri che lavorano come dipendenti non possono iscriversi alla Cassa. Quest’ultimo si configura invece come adempimento obbligatorio per coloro che esercitano la libera professione con continuità e sono iscritti all’albo professionale, oltre ad essere titolari di partita IVA e non essere iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria. Negli anni scorsi, però, l’INPS riteneva si dovessero iscrivere alla gestione separata anche professionisti iscritti all’albo e con una Cassa di previdenza di settore.

La Suprema Corte di Cassazione ha avuto modo di specificare quale disciplina previdenziale debba ritenersi applicabile ai soggetti che esercitano attività libero-professionale, definendo l’ambito applicativo e le ricadute sul corretto inquadramento contributivo del concetto di “esercizio della professione”.

La Suprema Corte infatti, al fine di stabilire se il reddito prodotto da un’attività professionale sia soggetto alla contribuzione dovuta alla Cassa professionale autonoma, ha puntualizzato che il concetto di “esercizio della professione” deve essere interpretato non in senso statico e rigoroso, ma nella piena considerazione della continua evoluzione delle specifiche competenze e delle cognizioni tecniche libero-professionali. Secondo la Cassazione, infatti, nel concetto di esercizio della professione deve essere compreso non solo l’espletamento di prestazioni tipicamente professionali, ma anche “l’esercizio di attività che, pur non professionalmente tipiche, presentino, tuttavia un nesso con l’attività professionale strettamente intesa, in quanto richiedono le stesse competenze tecniche di cui il professionista ordinariamente si avvale nell’esercizio dell’attività professionale e nel cui svolgimento, quindi, mette a frutto (anche) la specifica cultura che gli deriva dalla formazione tipo, logicamente propria della sua professione”.

Affiora quindi da questo ragionamento il seguente assunto: la oggettiva riconducibilità alla professione dell’attività in concreto svolta dal professionista, anche se non espressamente riservata, determina l’inclusione dei compensi derivanti da tale attività tra i redditi che concorrono a formare la base imponibile previdenziale, sulla quale calcolare il contributo soggettivo obbligatorio e quello integrativo dovuto all’Ente previdenziale di categoria.

Sono numerose le sentenze della Cassazione (tra cui la n. 14684 del 29 agosto 2012, e la n. 9076 del 15 aprile 2013) che hanno contribuito a chiarire il regime previdenziale applicabile all’esercizio di attività professionali anche in settori diversi da quelli riservati ai professionisti per i quali sono previsti appositi Albi.

Se sei un professionista tecnico leggi anche l’articolo POS obbligatorio professionisti, bastone e carota per renderlo effettivo?

Ora, anche alla luce della norma di interpretazione autentica contenuta nel decreto legge 98/2011 e alle sentenze della Cassazione sopra citate, sono state individuate le attività che ricadono sotto la “competenza” di Inarcassa. Eccole di seguito come elencate dalla circolare INPS:
consulente e programmatore informatico;
amministratore di condominio;
project manager nel settore Ict.

All’interno del raggio di competenza della gestione separata INPS rientrano invece altre tipologie di attività, come ad esempio:
– il consulente commerciale;
– l’orientatore professionale;
– l’ingegnere consulente gestionale.

“È una circolare fortemente voluta da noi – spiega Paola Muratorio, presidente di Inarcassa, chiarendo le ragioni della diffusione della circolare – per la quale abbiamo lavorato con INPS che è stata veramente collaborativa. È importante che ci sia chiarezza contributiva e riteniamo che la circolare risponda in modo esaustivo a questa necessità. Gli esempi riportati nascono da casi reali”.

Dal web


Dal web

Gli Speciali

3 Commenti

  1. Con Decreto Legge 98/2011 convertito in Legge 111/2011 all’art. 18 comma 12 si è definitivamente chiarito che non sono tenuti all’iscrizione gestione separata INPS gli ingegneri iscritti all’Ordine, dovendo corrispondere all’ Inarcassa (alla luce del vigente Regolamento) il solo il contributo integrativo. Molti colleghi accertati con l’operazione POSEIDONE si sono rivolti alla Magistratura e a tutt’oggi tutte le sentenze sono di condanna all’INPS di cancellazione dalla gestione separata. La prima di queste sentenze è la n. 339/2013 del Tribunale di Rieti ottenuta dall’Avv. Chiara Mestichelli (legale convenzionato con il Sindacato INAREDIS). A tutt’oggi, dopo numerosissime Sentenze in tutta Italia, non ho ricevuto notizia di disposizioni giudiziarie avverse.

    ISCRITTO AD ALBO = NON DEVI ISCRIVERTI A G.S. INPS

    I contributi andrebbero corrisposti ad Inarcassa, l’unica Cassa che può implementare la propria Gestione Separata. Ma, Inarcassa consapevolmente non hai provveduto a modificare ed aggiornare il proprio statuto, in maniera da consentire l’iscrizione di nuovi associati assoggettati ad altra forma di previdenza obbligatoria, (essendo Inarcassa “privatizzata” con una propria gestione privata, ha eluso ed elude le previsioni normative, per le quali il D. Lgs 103/96, in attuazione della L. 335/95 (art. 2, c. 25), aveva previsto la costituzione di apposite casse professionali o l’inclusione in altre già esistenti (vedasi C.re INPS 201/96)).
    La GS INPS nasce come gestione assicurativa a carattere residuale, estendendo la copertura previdenziale obbligatoria, alle categorie che nè risultavano all’epoca prive. Tale Gestione Separata, creata in seno all’INPS con Legge 335/1995, opera a decorrere dal 1.01.1996, estendendo la tutela previdenziale ed assistenziale ai collaboratori ed a tutti gli altri lavoratori autonomi non appartenenti a categorie specifiche: chimici, agronomi e dottori forestali, geologi, attuari, infermieri professionali, assistenti sanitari, vigilatrici d’infanzia, psicologi, biologi, periti industriali, periti agrari ed agrotecnici, giornalisti professionisti e pubblicisti.
    Nell’ambito delle attività a sostegno della professione, Inarcassa ha istituito una Fondazione degli architetti e ingegneri liberi professionisti, preposta alla tutela, promozione, sviluppo e sostegno dell‟attività degli ingegneri e architetti che esercitano la libera professione in forma esclusiva.
    Il Sindacato Inaredis, intende implementare la propria Gestione Separata, andando a colmare il vuoto assicurativo lasciato dalla stessa Inarcassa, con l’obiettivo di estendere la copertura previdenziale obbligatoria anche ai liberi professionisti che svolgono l’attività professionale in forma non esclusiva.

  2. Salve, da quello che capisco questa circolare parte dal fatto che l’INPS vuole iscrivere alla gestione separata Ingegneri ed Architetti che oltre a svolgere la propria attività professionale (ed essendo per questo iscritti ad INARCASSA) svolgono “anche” attività diverse da quelle propriamente di settore.
    Alla luce di questo mi chiedo come mai a me che sono iscritto SOLO all’Albo degli Architetti e NON esercito la libera professione di Architetto, ma dal 2012 ho aperto la partita IVA con codice ATECO 73.11.01 “Ideazione di campagne pubblicitarie” ed essendomi propriamente iscritto alla Gestione Separata come Lavoratore AUTONOMO, mi venga INTIMATA l’iscrizione d’ufficio retroattiva dal 2012?
    Cosa hanno a che fare le campagne pubblicitarie con l’architettura?
    Nella premessa della Circolare si dice “per i liberi professionisti che svolgono attività professionale di Ingegnere od Architetto”: a me non pare di svolgere nè un’attività professionale nè tantomento quella di Architetto.
    Sono in errore?

Scrivi un commento