dissesto idrogeologico

Il Governo Renzi è in carica da poco più di un anno: tra critiche e lodi suddivise in misura non eguale (con discreto sbilanciamento dalla parte delle prime) un risultato positivo sembrerebbe essere stato raggiunto. O meglio, una strada parrebbe essere intrapresa: stiamo parlando del grande piano delle opere contro il dissesto idrogeologico. Il Governo guidato dal “kid” di Rignano sull’Arno ha infatti negli scorsi mesi edificato ed avviato la ormai celebre unità di missione di Palazzo Chigi #Italiasicura, affidandone la leadership a Erasmo D’Angelis e Mauro Grassi.

Ebbene, nel giro di 8 mesi grazie a tale struttura sono stati avviati 783 cantieri per un valore di 1,07 miliardi, attingendo ai 2,3 miliardi già disponibili (ma inutilizzati da 15 anni) per il dissesto idrogeologico: “A questi si aggiungono 1,2 miliardi provenienti dal Piano stralcio, destinato a 152 grandi cantieri in 14 aree metropolitane, che la nostra unità ha individuato come prioritari” ha spiegato Erasmo D’Angelis nella giornata di ieri durante un convegno organizzato dal Consiglio nazionale dei Geologi presso il Made Expo in corso in questi giorni (fino a sabato prossimo), in cui è intervenuto anche il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.

Nella scorsa estate il team di lavoro coordinato da De Angelis è riuscito a portare a termine il primo monitoraggio completo, specificato su base regionale, delle iniziative anti-dissesto intraprese nello Stivale. Per approfondire il tema leggi l’articolo Dissesto idrogeologico: le rilevazioni del team di lavoro governativo.

La macchina sembrerebbe essersi pertanto essersi avviata con decisione: “Al fine di recuperare il ritardo storico accumulato dal Paese – prosegue D’Angelis – è assolutamente necessario investire in sicurezza e prevenzione anziché inseguendo le emergenze”. Una prospettiva evidentemente condivisa anche d ANCE e Confindustria (presenti in forze al MADE) e che, oltre a mettere in sicurezza molte aree del Paese, consentirebbe di creare migliaia di posti di lavoro e conferire una spinta decisa alla ripresa.

Lo scorso 20 febbraio il Cipe ha stanziato i primi 600 milioni di euro. Ora giungerà una seconda “tranche” di ulteriori 600 milioni, mentre altri 880 milioni provenienti dai fondi inutilizzati serviranno ad avviare ulteriori 642 cantieri, per un totale di circa 2 miliardi di interventi nel solo 2015.

Per ulteriori informazioni in proposito leggi l’articolo Dissesto idrogeologico: 1 miliardo sul tavolo (davvero) per tutelare il territorio.

A cura di Marco Brezza

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